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Manifestazione No Vax a Ravenna. Il sindaco scrive ai ministri: “Arginare il deprecabile fenomeno dei gita-manifestanti” foto

Era stata dura la posizione presa dal sindaco Michele de Pascale sulla manifestazione no vax che si è tenuta sabato 10 aprile in piazza del Popolo a Ravenna, manifestazione che il sindaco aveva definito “un insulto ai tanti imprenditori, studenti, lavoratori, famiglie che da ormai mesi patiscono una situazione gravosa di disagi e privazioni che ha portato ad una crisi economica e sociale senza precedenti”, dichiarando che ne avrebbe scritto alla ministra Lamorgese perché “non è accettabile la mancanza di rispetto delle normative e lo spostamento programmato di persone da provincia a provincia per gonfiare i numeri dei partecipanti”.

E ha mantenuto la promessa, de Pascale, inviando una lettera ai ministri Lamorgese e Speranza: “Onorevole Ministra, Onorevole Ministro –  scrive il primo cittadino – desidero sottoporre al Governo, per Vostro tramite, la seguente questione. Nel corso della giornata di sabato 10 aprile 2021, la piazza principale della Città di Ravenna è stata interessata dalla manifestazione pubblica “Movimento 3V – Vaccini Vogliamo Verità”, rientrante tra le iniziative consentite a norma dell’art. 10 del DPCM 2 marzo 2021. La manifestazione, il cui diritto costituzionale non è in discussione, ha destato sensi di profonda indignazione tra i cittadini, me compreso, per l’irresponsabile comportamento di numerosi partecipanti, inosservanti dell’obbligo di rispetto delle più elementari misure di contenimento, a tutti note, vale a dire, l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale e, soprattutto, l’obbligo di indossare correttamente i dispositivi di protezione insividuale delle vie respiratorie”.

“A riprova – avanza de Pascale nella sua lettera ai ministri – la Polizia Locale del Comune, all’interno dei servizi di specifica competenza – impeccabilmente predisposti dal Questore secondo le più ampiamente condivise linee di indirizzo, puntualmente convenute, grazie alla sempre preziosa e indefessa attenzione del Prefetto, in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica – ha accertato e sanzionato una parte delle trasgressioni, identificando diverse persone, tutte provenienti da territori ubicati al di fuori della provincia di Ravenna. L’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e l’analisi delle discussioni sui social network, hanno consentito inoltre di stabilire che, più in generale, la quasi totalità dei partecipanti, provenendo da fuori Ravenna, si era spostata oltre il proprio territorio comunale e che tale prassi, in una sorta di “appuntamento fisso settimanale”, si reitera da tempo, tanto da essere divenuto il pretesto per dare corso a vere e proprie “gite fuori porta”. Saggio della verità di quanto precede è offerto dall’acclarata circostanza che taluni “gita-manifestanti”, a margine della manifestazione, hanno tentato di coniugare la protesta con una, tanto estemporanea quanto purtroppo ad oggi tuttora impossibile, visita ai monumenti di Ravenna”.

“Orbene, nella giornata del 10 aprile, l’Emilia Romagna ricadeva in Zona Rossa e i suoi abitanti, dunque, soggiacevano alla più stringente declinazione del “divieto di spostamento”. Ciò nonostante -avanza de Pascale – in assenza di una espressa misura – non rinvenibile nella lettura del citato articolo 10 – le centinaia di persone confluite sulla piazza di Ravenna hanno potuto invocare – con ogni logica, pretestuosamente – il diritto di riunione quale giustificazione allo spostamento, in spregio, tuttavia, all’altrettanto sacro diritto alla tutela della salute, che i cittadini di Ravenna, con esemplare correttezza e quotidiano sacrificio, onorano con la più diffusa e convinta adesione alle difficili regole del momento”.

“Rivolgo pertanto il più accorato appello affinché, nei limiti del perimetro costituzionale che, in materia di diritto alla libera circolazione, prevede comunque limitazioni per motivi di sanità o di sicurezza, sia arginato, con l’urgenza del caso, il deprecabile fenomeno sopra descritto, mediante l’adozione delle più adeguate e proporzionali misure quale, ad esempio, il riconoscimento della legittimità dello spostamento, in scenario rosso o arancione, ai soli partecipanti a manifestazione, provenienti dal medesimo territorio comunale o, al più, dal territorio provinciale – conclude de Pascale. –  È in ogni caso offensivo per milioni di lavoratori, studenti e imprese vedere organizzate manifestazioni, sempre da parte dei medesimi soggetti che, sistematicamente, oltre a divulgare argomentazioni prive di alcun fondamento e spesso pericolose per la salute delle persone, mostrano di non avere alcun rispetto per le norme di contenimento della pandemia”.

 

 

Commenti

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  1. Scritto da armando

    Osto, il nostro Sindaco ha fatto la voce grossa !!!!! aspettiamo la risposta dei Ministri.personalmente sono curioso.- Ma dico. tutti sapevano di queste manifestazioni che si sono svolte in tanti comuni della Regione, quindi c’era da aspettarsi che arrivassero frotte di adulti e non bambini dell Asilo accompagnati da genitori festanti !!! perche’ non sono stati bloccati agli ingressi della Citta’ ??? se sono stato fermato sulla Marabina direzione Mare, dicendomi che non ero autorizzato ad andare!!! se un amico è stato invitato a spostarsi perche’ in spiaggia si deve solo camminare e non prendere il sole….ecc. ecc..perche’ queste pattuglie non sono state posizionate all’ingressi della Citta’ e fermare questi che venivano da fuori Ravenna ??? I Ministri, se dicono…”dovevate fermarli, perche’ in zona rossa non ci si puo’ spostare: è compito vostro non farli entrare nella vostra Citta’ !!!! cosa gli rispondete ???? per me hanno ragione….

  2. Scritto da Lucio

    Come se fosse Antani, insomma.

    Ad ogni modo, grazie per l’attenzione tenuta sul fatto.

    Cordialità.

  3. Scritto da Giovanni lo scettico

    Gentile Armando, forse i vigili erano impegnati a fare multe con l’autovelox?

  4. Scritto da kimjongun

    bravo sindaco,speriamo che prendano provvedimenti i ministri,i gita-manifestanti sono una piaga da stroncare senza pietà.

  5. Scritto da batti

    il tuo discorso armando vale anche per ristoratori e commercianti. non si sarebbe parlato di dissenso allora come si è fatto interamente in questi giorni

  6. Scritto da MIRKO

    Ma per favore caro Sindaco…… è meglio pensare alla reale situazione di precarietà in cui si trovano diverse famiglie e alle problematiche inerenti il territorio…. invece di prendere posizione contro la libertà d’espressione e di pensiero dei cittadini.
    D’altronde si chiede solo la verità in merito a situazioni veramente poco chiare.

  7. Scritto da batti

    secondo mirco è necessario sempre guardare a qualcosa altro… altro può essere come mai i tedeschi hanno la capacità economica di intervenire sulle difficoltà economiche dei piu deboli e noi invece no?

  8. Scritto da Igea

    Perche’ manifestare? Visto che la vaccinazione, da paese “””democratico”” quale siamo e protetti dalla Costituzione piu’ bella al mondo non e’ obbligatoria? O non siamo piu’ un paese democratico e la costituzione la citiamo solo quando ci fa comodo? A nostro uso e consumo?