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Grotti (PC Ravenna) su vicenda De Pascale – M3V: “Vietare di spostarsi per manifestare è anticostituzionale”

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Daniel Grotti, Segretario Fed. di Ravenna del Partito Comunista, interviene sulla vicenda de Pascale – M3V, in merito alla richiesta da parte del primo cittadino ravennate ai ministri Lamorgese e Speranza affinchè sia riconosciuta “la legittimità dello spostamento, in scenario rosso o arancione, ai soli partecipanti a manifestazione, provenienti dal medesimo territorio comunale o provinciale”.

Rispetto a tale richiesta, Grotti ritiene che la richiesta del Sindaco di vietare spostamenti fuori dal comune o provincia per le manifestazioni sia palesemente anticostituzionale”

La richiesta del Sindaco Michele de Pascale ai ministri Lamorgese e Speranza di vietare gli spostamenti da fuori Comune (o Provincia) per le manifestazioni, in seguito al raduno di sabato 10 aprile in piazza del Popolo a Ravenna, organizzato dal Movimento 3V insieme ai ‘No mask’ di Cesena, e’ qualcosa di molto gravedichiara Grotti -. Pur condannando le rimostranze portate in piazza dai due movimenti, cosi’ come le modalità con le quali si è svolta la manifestazione, come Partito Comunista non possiamo che essere scioccati dalla richiesta del Sindaco, che di fatto propone di abrogare un diritto inviolabile quale il ‘diritto di riunione’, sancito dall’art. 17 della Costituzione Italiana”.

Prosegue Grotti: “Vogliamo ricordare al Sindaco tale articolo: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. L’art. 17 della Costituzione rientra fra le libertà negative, cioè fra i diritti inviolabili che l’ art. 2 della Costituzione riconosce e garantisce all’uomo sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità (associazioni, sindacati, partiti politici, ecc.), per cui nessuno, tantomeno lo Stato, può negarle ai cittadini”.

“Vietando lo spostamento fuori dal proprio Comune di fatto si negherebbe su tutto il territorio nazionale tale diritto, colpendo non solo i partiti non allineati al Governo e alle scellerate politiche della UE, ma soprattutto i lavoratori – privati, pubblici, autonomi – che più di tutti subiscono la disastrosa gestione della pandemia e che così si vedrebbero privati anche del diritto di protestare” sottolineano dal PC ravennate.

“Il Movimento 3V e quello “No Mask” sono noti alle cronache. La manifestazione è stata preannunciata alla Questura, il Sindaco dunque non poteva non esserne a conoscenza – commenta – . Visti i nomi delle associazioni promotrici (tra cui No Mask!), il dubbio che si potesse verificare un assembramento senza mascherine fuori dal rispetto delle norme vigenti sarebbe venuto a chiunque: “nome omen” verrebbe da dire”.

“Alla luce di queste considerazioni, forse si sarebbe potuto gestire la cosa in maniera diversa, sia ex-ante che durante l’evento. Come mai è stato dato l’ok per fare quella manifestazione in Piazza del Popolo? – domanda Grotti -. Pur acconsentendo al raduno, si poteva negare la piazza e concedere un luogo più consono, non centrale, più capiente, in modo da permettere un adeguato distanziamento. Sembra invece che si sia voluto creare il “casus belli”, per poi utilizzarlo al fine di colpire il diritto di manifestare di tutti, anche di quelli, come il Partito Comunista, che lo fanno nel rispetto delle regole” proseguono dal PC.

“Concludiamo con un cenno storico: l’ultimo governo che apportò gravi restrizioni alle libertà personali e impose il divieto di assembramento fu il governo fascista. Ci aspettiamo quindi che il Sindaco ritiri la sua proposta, palesemente anticostituzionale e contraria ai diritti inviolabili dell’uomo espressi dall’art. 2 della Costituzione antifascista italiana” terminano dal Partito Comunista.

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni lo scettico

    Ho l’impressione che Grotti si stia attaccando a dei cavilli.

  2. Scritto da gianni

    certo..ma non in pandemia…..a volte capir troppo storpia

  3. Scritto da Gattorosso

    Ma bastaaaa!

  4. Scritto da Lucio

    Quando il saggio indica la luna…

  5. Scritto da Andrea

    Io invece penso che Grotti abbia ragione.Purtroppo per voi la Costituzione è carta straccia ,penso che questa pandemia vi ha messo sotto ipnosi.Torno a ricordare che la COSTITUZIONE è ancora in vigore ed è la prima cosa da rispettare.

  6. Scritto da Tax19

    Secondo me il sig. Gotti sta soffiando sul fuoco delle polemiche. Considerato che egli stesso riporta l’art. 17, sarebbe opportuno che lo leggesse fino in fondo: “… alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”.
    Beh, penso proprio che che una pandemia mondiale dovuta ad un virus che attacca le vie respiratorie rappresenti proprio un “comprovato motivo di sicurezza o di incolumità pubblica”.

  7. Scritto da Marianna

    “La tua libertà finisce dove inizia la mia” (Kant) È una mancanza di rispetto ai 115.000 morti e alle loro famiglie. In piazza? Galera! Non rispettare regole nazionali è libertà? A casa mia è ignoranza e delinquenza. Ho rischiato la vita per un infarto ed ero sola in ospedale perché chiaramente la mia famiglia non è potuta entrare e poi vedo tot persone in piazza??? Se si ammalano io non voglio pagare neanche 1 euro delle mie tasse per questa gente. Sanità per Covid a pagamento per i manifestanti, poi fateli tranquillamente radunare in uno stadio, vediamo se a qualcuno passa la voglia pagando le spese sanitarie e rischiando la vita da soli o peggio morendo da soli..