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Camera mortuaria di Ravenna: Azimut metterà cassettine metalliche antifurto per le offerte

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Il 3 aprile scorso Alvaro Ancisi (LpRa) ha al sindaco un’interrogazione sul furto di una cassetta delle offerte nella camera mortuaria, avvenuta il 31 marzo nel box numero 9. Oggi 16 aprile è pervenuta la risposta dell’assessore alle aziende partecipate Massimo Cameliani che in sintesi dice: “I fatti sono stati debitamente denunciati alle Autorità competenti. Azimut spa, gestore della camera mortuaria, ha prestato la massima collaborazione, fornendo alle Autorità le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza installato. L’individuazione del reo, come è avvenuto un anno fa, risulta complicata dal fatto che la persona indossava una mascherina anticovid che celava il volto. Presso i camerini espositivi erano stati installati, ben prima degli eventi dello scorso anno, cartelli informativi che invitano l’utenza a non lasciare incustodite le cassettine per le offerte, di cui Azimut non è custode. In adempimento ai propri obblighi nei confronti dell’AUSL Romagna (proprietaria) e del Comune di Ravenna (concessionario), Azimut ha tuttavia installato presso i locali interni ed esterni della camera mortuaria un sistema di videosorveglianza in funzione 24 ore tutti i giorni”.

“Come ulteriore misura deterrente e preventiva, Azimut renderà disponibile una cassettina metallica stabilmente ancorata ai pilastri in acciaio dove esistenti o al muro per i restanti camerini espositivi. Le imprese funebri saranno quindi invitate a dotarsi di lucchetto e chiave da mettere a disposizione delle famiglie per evitare effrazioni e asporti. La misura verrà disposta in settimana, nei tempi tecnicamente necessari, e sarà debitamente comunicata alle Imprese Funebri con i conseguenti dettagli operativi. – continua Cameliani – Lo scorso anno, per interrompere la catena di furti ripetuti e in considerazione delle difficoltà riscontrate nell’individuazione del reo, si rese necessario sospendere temporaneamente il servizio di raccolta delle offerte mediante cassettine, sino all’avvenuto arresto del presunto responsabile. Non si ritiene, allo stato attuale, di disporre nuovamente tale misura sospensiva, confidando che la suddetta misura risulti efficace”.

 

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