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Nuova area stazione ferroviaria Ravenna: vince progetto dell’architetto Davide Lorenzato. A lui premio di 137mila euro, per fare i lavori servono da 35 a 50 mln

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Il concorso d’idee “Hub intermodale della stazione ferroviaria di Ravenna, cerniera urbana tra città storica e Darsena di città” ha un vincitore. Questa mattina, in seduta pubblica da remoto, la Commissione giudicatrice presieduta da Valentino Natali, Capo Area pianificazione territoriale del Comune di Ravenna, ha reso pubblica la graduatoria provvisoria, in attesa delle verifiche amministrative di rito. Si è aggiudicato il primo posto, su 18 concorrenti ammessi, l’architetto Davide Lorenzato, 38 anni, di Vigodarzere (Padova). Nella sintesi della motivazione la commissione ha scritto: “Il progetto proposto per il sistema di superamento della stazione di Ravenna è eccellente. La qualità architettonica e paesaggistica della proposta è di alto livello così come l’integrazione tra gli spazi aperti, le passerelle e i manufatti proposti. Ben risolto l’attraversamento degli spazi intorno alla stazione e la loro valorizzazione: il percorso di attraversamento che inizia dai Giardini Speyer, trovandosi in quota nella zona di piazzale Farini, consente di cogliere dall’alto la risistemazione dell’attuale zona della stazione, arricchita di un nuovo spazio pedonale provvisto di alberature e aree vegetate”.

Si è aggiudicato il secondo posto il raggruppamento temporaneo di concorrenti con Progin Spa di Roma; l’architetto Mauro Smith di Napoli; Inapro Srl di Roma con la seguente motivazione, in sintesi: “La qualità architettonica e paesaggistica dell’intervento è ottima, in particolare per quanto riguarda la passerella e il modo in cui atterra sia sul lato darsena che sul lato città. Molto interessante è il potenziamento dei sottopassi capace di migliorare la situazione potenziando le connessioni darsena-città”. Il terzo posto è stato assegnato al raggruppamento temporaneo di concorrenti con Startt Srl di Roma, Ingegneri Patscheider & Patners Srl di Malles Venosta (BZ), Raumumwelt Planungs – Gmbh di Vienna (Austria), Meta (Mobilità Economia Territorio Ambiente) Srl di Monza, l’architetto Walter Karl Dietl di Silandro (BZ), l’architetto Sansone Emanuele Segrè di Roma  e questa è la sintesi della motivazione: “La qualità architettonica e paesaggistica dell’intervento è complessivamente ottima, con una eccellente capacità di integrazione tra sottopassi, passerella e l’insieme degli spazi collettivi sia lato città che lato Darsena. Sul lato città è interessante la connessione con i giardini e il trattamento di piazzale Farini”.

Nuova Area Stazione
Nuova Area Stazione
Nuova Area Stazione

Al vincitore andranno 137mila euro, comprensivi di onorario per i futuri studi di fattibilità, mentre al secondo classificato andranno 20mila euro e al terzo 10mila.

Oltre alle tre proposte ideative premiate la commissione ha individuato anche ulteriori cinque degne di menzione: il raggruppamento temporaneo di concorrenti con gli architetti Uberto degli Uberti di Milano, Andrea Carlesso di Milano, Stefano Peluso di Bolzano, Andrea Fossati di Milano, Atelier NAO di Grenoble (Francia); il raggruppamento temporaneo di concorrenti con Teprin Associati di Ravenna, gli architetti Aldo Aymonino di Roma, Roberto Franco di Monfalcone (GO), Federico Fabbro di Monfalcone (GO), Massimo Rossetti di San Pietro di Feletto (TV), Luigi Latini di Marghera (VE), gli ingegneri Anna Saetta di Padova, Alessandro Gasparini di Padova, Progra Srl di Ravenna; il Raggruppamento temporaneo di concorrenti con International Design di Rotterdam (Paesi Bassi), Loop Design di Ostra (AN), Gogaite Ingenieros Consultores Slp di Madrid (Spagna), l’architetto Isabella Calducci di Ancona; il Raggruppamento temporaneo di concorrenti con Spaini Architetti Associati Srl di Chieti, Setin Servizi Tecnici Infrastrutture Srl di Roma, gli architetti Luca Catalano di Roma, Daniela Giunchi di Ravenna; la Società di ingegneria Intera Srl di Roma.

L’obiettivo del concorso, lanciato dal Comune, in collaborazione con Fs Sistemi urbani, RFI – Rete Ferroviaria Italiana, Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centro settentrionale, Regione Emilia-Romagna e con il coinvolgimento di Ravenna holding, era proprio quello di collegare il centro storico alla Darsena. Non più la cesura della stazione ferroviaria, ma una relazione senza soluzione di continuità grazie ad una passerella ciclo-pedonale, una “piazza” in testata della Darsena, nuovi servizi di mobilità in piazzale Aldo Moro.

“Il collegamento tra centro storico e Darsena, così fisicamente vicini, sta trasformandosi ogni giorno di più da una visione immateriale in qualcosa di sempre più concreto – afferma il sindaco Michele de Pascale –. Molti di questi progetti colgono davvero ciò che è la progettualità complessiva di questa parte della nostra città i cui segni di riqualificazione urbana iniziano ad essere evidenti. Le idee che sono state sviluppate dal vincitore sono realizzabili, come era stato richiesto, e individuano soluzioni architettoniche visivamente piacevoli e funzionali che avranno un impatto molto positivo sulla mobilità dolce e sull’aspetto turistico di questa porzione di città. Tutto questo nella prosecuzione dell’impegno verso la rigenerazione della Darsena che sarà sempre più collegata al centro storico, ma anche al resto della città. Infatti, l’elaborato del primo classificato, seguendo quanto richiesto dal bando, ha offerto un punto di vista che prevede una più ampia relazione con altre aree di Ravenna. Ad esempio l’idea della seconda passerella verso la Rocca Brancaleone, che si spinge a trovare legami anche con il parco e il Mausoleo di Teodorico”.

de Pascale
Valentino Natali

“Ritengo che sia stata una interessante opportunità che ha suscitato l’interesse dei molti partecipanti, sia del nostro territorio che italiani, che internazionali che hanno scelto di presentarsi singolarmente oppure in raggruppamenti temporanei tra professionisti, società di ingegneria e architettura. Abbiamo deciso di valorizzare questo lavoro e tutti gli elaborati saranno oggetto di una esposizione – precisa l’assessora all’Urbanistica Federica Del Conte –. Mi piace sottolineare che il bando aveva l’obiettivo di non essere un libro dei sogni, ma contenere elementi di realizzazione tecnica ed economica che hanno generato, proprio per questo, punteggio tra chi si è attenuto alla richiesta. Infatti, il bando prevede proprio che il vincitore sia incaricato di redigere gli studi di fattibilità che potranno essere disponibili nell’arco di pochi mesi”.

Il nuovo hub, come richiesto dal concorso, comprenderà il superamento dei binari mediante una passerella sopraelevata che dovrà caratterizzarsi anche come “belvedere” a 360° spaziando dalla Darsena al Mausoleo di Teodorico, dalla Rocca Brancaleone a piazza del Popolo fino alla basilica di Sant’Apollinare Nuovo e ai giardini pubblici; un parcheggio multipiano ad integrazione e in connessione con l’autostazione dei bus turistici e di linea in piazza Aldo Moro e con la stazione ferroviaria; l’ampliamento di edifici di servizio su viale Farini, di proprietà di RFI, e la ricostruzione dell’edificio ex Dogana che oggi ospita il comando della Polizia locale. Nel bando era richiesto anche il riassetto urbanistico e funzionale della testata del canale Candiano, tramite la realizzazione di una piazza pubblica fronte canale.

Secondo il progetto vincitore la passerella ciclopedonale partirà dai Giardini Speyer, raggiungerà gradualmente l’altezza desiderata in Piazzale Farini e poi supererà la stazione ferroviaria per scendere dall’altra parte della stazione, sulla testata del Candiano, dove si biforcherà a destra verso il parcheggio multipiano e a sinistra verso la grande piazza a gradoni che porterà al bacino d’acqua dell’asta del canale, che per alcune decine di metri dovrebbe essere coperto per ottenere una piazza che scende verso l’acqua e al livello dell’acqua. Da qui un’altra passerella sopraelevata potrà poi collegare la piazza alla zona della Rocca Brancaleone attraverso una seconda via ciclopedonale sopraelevata, in questo modo creando una sorta di anello attorno alla stazione. In questa ipotesi il Moro di Venezia sarebbe collocato in acqua. Il progetto prevede la riqualificazione-realizzazione di due edifici a servizio della stazione di pertinenza di RFI, la completa ristrutturazione della stazione degli autobus, che diventerà coperta, la realizzazione di un parcheggio multipiano fra la stazione dei bus e la testata del Candiano e infine la ristrutturazione dell’ex Dogana, edificio questo che secondo il Sindaco dovrebbe essere adibito a uso turistico e direzionale. La mole degli interventi dovrebbe aggirarsi fra i 35 e i 50 milioni di euro da reperire in varie maniere. Alcuni investimenti come nel caso delle vie o passerelle sopraelevate ciclopedonali sono di pertinenza del Comune, altri interventi sono di pertinenza di RFI, altri ancora potrebbero essere interventi misti pubblico privato come nel caso del parcheggio multipiano. L’ex Dogana è di pertinenza di Ravenna Holding, dove naturalmente il Comune di Ravenna ha larga voce in capitolo.

La commissione era composta dal presidente ingegnere Valentino Natali, Capo Area pianificazione territoriale del Comune di Ravenna; dall’architetto Giuliana Chiodini della Regione Emilia-Romagna, dall’ingegnere Stefano Dosi dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ravenna, dall’ingegnere Alessandro Maculani di FS Sistemi Urbani, dall’architetto Francesca Cerrone di RFI Rete Ferroviaria Italiana, dall’ingegnere Fabio Maletti dell’Autorità di sistema Portuale del mare Adriatico centro settentrionale e dalla urbanista Maria Chiara Tosi, professoressa ordinaria allo Iuav di Venezia, individuata dall’Ordine degli Architetti della provincia di Ravenna.

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Commenti

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  1. Scritto da v.v.

    Fantastiche fantasie. Poi anche questo lo facciamo diventare patrimonio dell’UNESCO.

  2. Scritto da Giovanni lo scettico

    Il progetto mi sembra decisamente sfortunato: intanto la passerella sarà solo pedonale perchè arrampicarsi in bicicletta è faticoso specie per gli anziani, inoltre esistono già due sottopassi; sventrare i giardini Speyer è una cretinata; poi vorrei capire che fine farà il parcheggio di via Magazzini Anteriori che è sempre stato insufficiente e richiede di essere ingrandito.
    Ma al postutto c’è veramente bisogno di una nuova stazione? A me pare che il traffico passeggeri non sia così intenso da richiederla. Ho idea che siano soldi buttati.

  3. Scritto da Direttore

    Signor Giovanni lo scettico, se avesse letto con attenzione il progetto saprebbe che si tratta di un concorso di idee per riqualificare tutta l’area intorno alla stazione dalla parte del centro e dalla parte del Candiano, e per ricollegare centro città e Darsena in maniera più compiuta. Non è il progetto della nuova stazione, non si è mai trattato di questo. LA REDAZIONE

  4. Scritto da cromwell

    Non si tratterà del progetto della nuova stazione, ma si tratta di oltre centocinquantamila euro di soldi pubblici. Spesi bene?

  5. Scritto da marco74

    150 mila euro buttati nel VC!
    Qualcosa di tanto orribile era un bel pò che non lo vedevo!!

  6. Scritto da Alessandro

    Che puttanata! I problemi di Ravenna sono altri e anche molti. Iniziamo a risolvere quelli, che é meglio!
    Buona serata a tutti

  7. Scritto da Emanuele

    Cromwell e Giovanni lo scettico: consiglio un po’ di valeriana e positività nel futuro. Se tutti fossero come voi, non si muoverebbe una foglia. Mi sa tanto che siete quella parte di Ravenna statica, lamentona e sempre pronta a puntare il dito di cui non c’è proprio bisogno ora.

  8. Scritto da eli

    Scusate, in questo progetto dov’e’ il supermercato? Perche’ questo comune non concepisce utilizzo del territorio diverso da cemento e supermercati ed infatti di cemento ce n’e’ tantissimo t

  9. Scritto da C.

    A parte i 35-50 milioni necessari per l’intera opera (chissà quando e se si troveranno) mi sembra una grossa spesa 137 mila euro per il primo progetto, considerando le cifre assegnate agli altri due.

  10. Scritto da Io me medesimo

    Il senso di buttare via tutti quei soldi?

  11. Scritto da Emanuele

    Un consiglio alla Redazione. Prenderei in seria considerazione l’opportunità di eliminare la sezione commenti, troppo spesso a senso unico (mi ci metto pure io dentro, se del caso), e mantenere solo la sezione “scrivi alla redazione”. Esistono già mille altri modi per dire sciocchezze al vento (FB, Twitter, e compagnia bella). Siamo continuamente bombardati da sciocchezze e questa testata, per rilevanza e, a mio avviso, qualità, non credo ne benefici. In alcun modo.

  12. Scritto da AM

    A me non pare un brutto progetto, banale ma non male. Aggiungerei un riparo della passerella da pioggia e sole.

  13. Scritto da Maria

    Se ci sono soldi da spendere allora completate l’asfaltatura di tanti marciapiedi nel Borgo S.Biagio, strade da riasfaltare, tombini di ferro da sistemare, piste ciclabili, ……non è polemica però passano degli anni prima di fare manutenzione.

  14. Scritto da Paolo 1930

    Il progetto mi sembra molto valido, fattibile e non troppo oneroso. Spero di vederlo attuato prima che venga la mia ora.

  15. Scritto da Direttore

    Gentile Emanuele, siamo stati tentati molte volte di fare la scelta che lei suggerisce, perché di questa opportunità di commentare – in origine molto interessante – si sta facendo sempre più spesso un abuso o un uso superficiale quando non stupido o perfino offensivo, da parte dei soliti noti che si nascondono dietro nickname di fantasia. È l’era dei social che hanno creato questa sorta di subcultura di massa. Ma per ora vogliamo ancora pensare positivo e lasciamo questo spazio a disposizione di quanti vogliono farne un uso intelligente. Ce ne sono ancora per fortuna. Per gli altri c’è sempre la “censura” come dicono loro, scambiando la libertà di pensiero e di critica con la possibilità di dire qualsiasi cosa senza pensare, oppure di mettere su sempre lo stesso disco rotto, fatto di lamentele e piagnisteo, critiche a senso unico (per “partito” preso), con un fiorito corollario di offese e sgrammaticature. Noi andiamo avanti e speriamo in tempi migliori. LA REDAZIONE

  16. Scritto da gianni

    bravo direttore!!!bisogna guardare avanti,si puo sbagliare,no all immobilismo.guardiamo le cittadine vicine,cesena forli faenza…hanno fatto passi da gigante.noi sempre no..questo no .purtroppo mentalita molto provinciale.gianni

  17. Scritto da polemicaMente

    In pratica come buttare nel cesso 167mila eurini per un progetto che non si farà mai, questa storia della stazione ferroviaria che “divide” la città ritorna ciclicamente come l’anno bisestile.

  18. Scritto da cromwell

    per Emanuele: è troppo facile parlare di lamentoni quando si fanno le pulci a iniziative improbabili che sfociano solo in rendering.Forse per ricucire la città è più urgente eliminare i PL di via Candiano e Molinetto (come stanno iniziando a fare a Bologna con quelli della zona di via Cirenaica interrando la Bologna-Portomaggiore). Invece di fare divertire gli architetti, lo strumento da utilizzare era l’appalto-concorso. Che forse non avrebbe prodotto solo un sottopasso poco praticabile, come pare quello “regalato” da FS. Ci mediti su.