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A Ravenna il processo per l’omicidio Minguzzi, il carabiniere ucciso 34 anni fa

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Dopo il rinvio dell’inizio dell’anno, è iniziato oggi il processo in tribunale a Ravenna in Corte d’assise per l’accertamento dei fatti e dei responsabili della morte di Pier Paolo Minguzzi, di Alfonsine, all’epoca 21enne carabiniere di leva presso la caserma di Mesola, nel ferrarese. Il delitto Minguzzi si è consumato nella notte del 21 aprile del 1987 e secondo la Procura ravennate, il sequestro e la successiva uccisione del carabiniere sono da imputarsi all’opera di altri due militari, all’epoca dei fatti in servizio presso la caserma di Alfonsine, ovvero Orazio Tasca e Angelo del Dotto, cui si aggiungeva l’alfonsinese Alfredo Tarroni.

Le parti civili per le quali la Corte, presieduta dal giudice Michele Leoni ha ammesso la costituzione, sono tre: i familiari di Minguzzi (la madre, la sorella e il fratello), il ministero della Difesa e il nuovo sindacato carabinieri (Nsc) con l’avvocato Maria Grazia Russo. Due i Pm in aula: Marilù Gattelli e Lucrezia Ciriello.

“Il Nuovo Sindacato Carabinieri – riferisce il Segretario Generale Nazionale, Massimiliano Zetti – è stato ammesso a pieno titolo quale parte civile al processo per il barbaro omicidio del Carabiniere Pierpaolo Minguzzi avvenuto ad aprile 1987”.  Zetti insiste: “siamo i collettori della verità, coloro che devono tutelare la memoria del collega e nella giusta sede difendere la lesione dei diritti soggettivi del Sindacato, nonché contribuire alla ricerca della verità”.

“Alla sbarra quali imputati – ribadisce Zetti – vi sono 2 ex carabinieri già condannati nel 1988 per il sequestro di Roberto Contarini e l’omicidio del Carabiniere Sebastiano Vetrano. Anche la Corte di Assise di Ravenna quindi, dopo il Tribunale di Piacenza, legittima e riconosce il potere di rappresentatività del personale da parte del Nuovo Sindacato Carabinieri, nonché la nostra personalità giuridica. Poteri sconosciuti e non previsti per l’attuale rappresentanza militare che, fortunatamente sta per essere soppressa dall’entrata in vigore della legge che regolamenterà le relazioni sindacali, che è in via di approvazione al Senato. In questa veste tuteleremo la figura del carabiniere Minguzzi. Un grande ringraziamento per l’impegno e la professionalità, va all’Avvocato Maria Grazia Russo del Foro di Ravenna, legale della Segreteria Regionale Emilia Romagna. Un particolare e caloroso ringraziamento Al Segretario Regionale Armando De Angelis, all’Aggiunto Giovanni Morgese e al Segretario Provinciale di Ravenna Vittorio La Porta”

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