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Borgo Rivola. Domenica 20 giugno manifestazione pubblica per salvare la Vena del Gesso romagnola

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L’estrazione del gesso a Monte Tondo, nella Vena del Gesso in provincia di Ravenna – riporta la nota delle Federazione Speleologica E-R -, produce conseguenze ambientali devastanti in un territorio patrimonio di emergenze naturalistiche, speleologiche e archeologiche di rilevanza internazionale. Insieme ai fenomeni carsici dell’Emilia-Romagna, l’area è candidata al World Heritage UNESCO, oltre ad essere tutelata dalla ReteNatura2000, siti di interesse comunitario (SIC), e situata all’interno dell’area contigua del Parco Regionale della Vena del Gesso.

Nonostante ciò, dal 1958 ad oggi, l’escavazione ha alterato irreversibilmente l’ambiente di questa porzione della Vena, l’idrografia superficiale e la circolazione idrica ipogea, provocando inoltre la deturpazione o la distruzione completa di numerose cavità di interesse scientifico e speleologico. Negli ultimi anni il colosso multinazionale Saint-Gobain, che gestisce la cava e lo stabilimento di lavorazione
del cartongesso a Casola Valsenio, ha chiesto un ulteriore ampliamento delle quantità e dell’area produttiva, in barba all’ultimo Piano delle Attività Estrattive che prevedeva, con l’esaurirsi delle attuali concessioni, la fine dell’estrazione, il ripristino ambientale e la progressiva riconversione produttiva con ricollocazione degli addetti.

In questi molti anni a disposizione – prosegue la nota -, nulla è stato fatto in tal senso, e la multinazionale, spinta da propri interessi economici, chiede addirittura di poter ricominciare da un “punto zero”, quasi come se la cava non fosse mai esistita. Ritenere la distruzione dell’ambiente l’unica soluzione possibile per rispondere alle necessità locali è segno di un diffuso degrado culturale che considera il paesaggio prevalentemente un bene di consumo da sfruttare sino a distruggerlo, e questo è causa prima di tanti disastri ambientali estesi globalmente.

Immaginando e combattendo per un futuro diverso, come Salviamo la Vena del Gesso, rete di associazioni e comitati organizzati in difesa della Vena del Gesso romagnola, riteniamo che l’attività di estrazione a Monte Tondo sia ormai incompatibile con la salvaguardia di questo ambiente, che andrebbe invece valorizzato e tutelato in quanto straordinario bene comune.

Nella cornice di iniziative culturali, divulgative e di denuncia di “In Cammino per salvare la Vena del Gesso Romagnola” (https://fsrer.it/…/in-cammino-per-salvare-la-vena-del…/), lanciamo una manifestazione pubblica in data 20 giugno 2021, con concentramento alle ore 17:30 presso largo F. Villa a Borgo Rivola (RA).

Dal punto di concentramento attraverseremo il sentiero CAI 705a per raggiungere Sasso Letroso. Da qui alle ore 19:00 circa partirà una “catena umana” sul sentiero CAI 705, dove esprimeremo la nostra forte posizione contraria ad uno scenario di possibile ampliamento della cava. Invitiamo tutte e tutti coloro che abbiano a cuore il destino della Vena del Gesso a partecipare!

N.B. nel corso della giornata la statale di fondovalle del fiume Senio sarà interdetta causa gara ciclistica dalle ore 11:30 circa alle ore 16:30 circa

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