Ravenna, Gianfranco Stella nuovamente condannato per diffamazione ai danni di Arrigo Boldrini

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Carlo Boldrini, figlio di Arrigo Boldrini, ha ottenuto soddisfazione e quindi la condanna per diffamazione di Gianfranco Stella presso il Tribunale di Ravenna, per alcuni contenuti del libro “Compagno mitra” in cui Stella parla del comandante Bulow. Stella era già stato condannato per diffamazione di Boldrini anche nel 2017.

“L’avvocato Andrea Maestri, mio difensore, mi ha comunicato che il Tribunale di Ravenna, con sentenza sulla causa civile N.R.G 3228/2019, resa pubblica il 5 luglio 2021, ha condannato Gianfranco Stella a risarcire a mio favore una ben definita somma in denaro e a rifondere le spese complessive di lite. – scrive Carlo Boldrini – Avevo citato in giudizio civile lo Stella per le sue reiterate affermazioni diffamatorie scritte nel suo libro “Compagno mitra” , da lui autopubblicato nel 2018, contro Arrigo Boldrini (il Comandante partigiano Bulow, prima M.O.V. M. della Resistenza, costituente, parlamentare, ecc.). Lo Stella, in quelle pagine, ha ripetutamente apostrofato Arrigo Boldrini, mio padre, “BOIA DI CODEVIGO”. Ha inoltre definito la Medaglia d’Oro, conferitagli dal Governo italiano e dal Luogotenente del Regno d’Italia il 4 febbraio 1945 in Ravenna, su proposta del Comandante dell’VIII Armata britannica Gen. Mc Creery (su conferma del Premier Winston Churchil), “Medaglia fasulla al valor militare, senza valore”, ignorando lo Stella anche che i Britannici avevano segnalato di conferirgli, se non avessero provveduto le Autorità italiane, la massima onorificenza britannica: Victoria Cross.”

Lo Stella era già stato condannato per analoga diffamazione “Boia di Codevigo” il 4 aprile 2017 con sentenza poi passata ingiudicato 357/2017 del Tribunale Civile di Ravenna.
Questa sentenza del Tribunale ravennate del 5 luglio 2021 sancisce: “Nessuna prova è stata fornita da parte del convenuto” (cioè Gianfranco Stella, ndr). “ La stessa definizione di boia o killer del Boldrini travalica ogni limite di continenza”… “Al contrario le illazioni del convenuto (sempre Stella, ndr), appaiono smentite dalla copiosa bibliografia storica citata e prodotta dall’attore (cioè Carlo Boldrini, ndr)… Pertanto “non risultano il diritto di critica storica ma unicamente dichiarazioni scorrette ed offensive della reputazione ed onore” (di Arrigo Boldrini, ndr) che nulla a che fare col metodo scientifico di indagine, raccolta esaustiva del materiale utilizzabile e sullo studio di tali fonti nonché sull’assenza di voluti attacchi personali (così indicato dalla Corte di Cassazione con sentenza n.47506/2016)… Dichiarazioni scorrette ed offensive “con un voluto attacco polemico di natura personale che lede la sfera degli interessi e dei diritti in capo al defunto Arrigo Boldrini al di lui figlio Carlo Boldrini”.

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Commenti

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  1. Scritto da jack

    Giustizia è stata fatta. Anche se la libertà di pensiero e di stampa sono il frutto anche della lotta antifascista , spero che il candidato sindaco della città Ancarani abbia almeno il buon gusto di non invitare nella sala consigliare il signor Stella per presentare i suoi libri di sproloqui.

  2. Scritto da Ermenegildo Casali

    Pennivendoli che vogliono riscrivere la Storia come sarebbe piaciuto a loro. Giusta sentenza. Onore ad Arrigo Boldrini.

  3. Scritto da Rusty

    Jack, la libertà di pensiero c’entra poco con pregiudizi rancorosi basati sui si dice che nulla hanno a che fare col metodo storiografico. Invito a cercare su youtube una magistrale esposizione di Barbero intitolata più o meno “Hitler e Mussolini buoni o cattivi?” per chiarirsi le idee.