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Landi e Mingozzi ricordano il corniciaio Enrico Boghi: “Il suo negozio di cornici in via D’Azeglio diventi saletta per mostre”

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E’ morto nella notte a cavallo tra il 23 e il 24 luglio, Enrico Boghi, storico corniciaio di Ravenna. Marcello Landi e Giannantonio Mingozzi, ricordando l’amico scomparso, suggeriscono che il negozio di cornici all’angolo di D’Azeglio possa diventare una saletta per mostre, una sede dell’Accademia o della scuola di mosaico per i lavori degli studenti.

“Eravamo in tanti, in quell’angolo di via D’Azeglio, a porgere l’ultimo saluto ad Enrico Boghi, davanti alle sue vetrine così curate e piene di ricordi; ancora increduli per una morte così repentina, un fulmine, un attimo straziante, quasi a non voler concedere alcun preavviso – commentano Landi e Mingozzi -. Ci aveva donato, qualche giorno fa, la cornice per un bel disegno di Antonio Rocchi che raffigura Garibaldi e che oggi si può ammirare all’interno del Capanno di via Baiona.   E non era la prima volta, perchè quando poteva offrire un tributo del suo elegante mestiere di corniciaio a fini benefici o istituzionali o di corredo storico per la città, non si tirava mai indietro”.

“Di quella bottega ci mancherà il suo ottimismo, la qualità delle scelte artistiche e il sentimento che sempre le accompagnava, dai mosaici ai poster, in un piccolo cenacolo aperto al contributo di chi parlava dell’attualità ravennate e del mondo, di arte e di storia, di personaggi e di ricordi, sempre con lo stile che Enrico guidava per non andare fuori strada. A Russi, con i falchetti, avviò una breve carriera calcistica, giovanissimo, in porta, ma non ne parlava molto, così come delle esperienze di arbitro, se non con gli amici più fidati. Era grande estimatore di Gardini e ci ha lasciato la stessa notte di Raul, quella del 23 luglio” proseguono.

Per Mingozzi e Landi “quel negozio di cornici nel quale in tanti abbiamo trascorso un pò di tempo speso bene bisognerebbe preservarlo e magari renderlo pubblicamente fruibile: una saletta per mostre, una sede dell’Accademia o della scuola di mosaico per i lavori degli studenti, insomma un luogo che non ricordi solo Enrico ma faccia parte di quella visione, semplice e profonda che Boghi immaginava e pian piano costruiva. Facciamo in modo che non si interrompa!”concludono.

 

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Commenti

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  1. Scritto da E.

    Persona davvero preparata nel suo mestiere e molto gentile con tutti.spero davvero che si trasformi la Sua bottega in una sala per mostre, a Ravenna ce ne sono poche ma ci sono tanti artisti e amanti dell’arte. RIP

  2. Scritto da jack

    Una triste notizia, la perdita di una bella persona che aveva “inventato” uno spazio che era più di un negozio: era un luogo di ritrovo, di “trebbo”, dove si parlava di tutto , anche di arte ed artisti. Era l’unica vetrina disponibile a Ravenna per esporre mosaici contemporanei grazie alla sincera e appassionata disponibilità di Borghi. Speriamo che la proposta di Mingozzi non vada persa.

  3. Scritto da Giovanna

    Sino al 1997 anno in cui assursi al ruolo di nonna e chiusi “La Baracca” cornici e quadri, oltre ad essere amici, se necessario, ci si scambiava alcune aste per cornici. SI, può sembrare incredibile ma non ci fu mai rivalità commerciale. Passando davanti al suo negozio ora, lo ricorderò con una preghiera e … tanta commozione. Arrivederci in Cristo! Giovanna.