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Sul ponte della Pungella a Villa San Martino di Lugo scritta contro il sindaco Ranalli che replica: “Dov’è l’insulto?”

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Nella giornata di ieri è stata segnalata al sindaco di Lugo, Davide Ranalli, la presenza di una scritta, sui muri del ponte “Pungella” a Villa San Martino, recante la dicitura “Ranalli negro” accostata al simbolo di falce e martello.

L’imbrattamento è stato fotografato e postato sul profilo facebook del sindaco che ha sinteticamente commentato “Non ho chiaro nè il senso, nè dove stia l’offesa”.

Nel luogo in cui gli ignoti imbrattatori hanno realizzato la scritta non sono presenti telecamere, dunque sarà difficile risalire all’identità degli autori.

Gianni Cuperlo, dirigente nazionale del Partito Democratico e amico di Davide Ranalli ha voluto rispondere all’ignoto imbrattatore con una lunga dissertazione in solidarietà al sindaco di Lugo:

E così succede che di domenica notte un tizio (perché mi arrogo il diritto di pensare che doveva trattarsi del genere maschile) si arma di spray e sul muro che gli capita lascia quella scritta “Ranalli negro”, dove il cognome starebbe per il bravissimo Davide, sindaco di Lugo, e l’aggettivo, si deve supporre, volesse completare l’intento di scagliare un insulto severo.

In calce, perché l’educazione è tutto, la firma, cioè una specie di firma vergata con mano incerta e che dovrebbe fornire l’indizio di una falce e martello. Bene, al netto della solidarietà affettuosa verso il mio amico sindaco forse due notazioni si possono fare.

La prima, la più seria, è nella scelta dell’insulto. Perché agli occhi e alle orecchie di una qualunque persona quell’aggettivo non lo è. Ovvero, magari lo era nell’Alabama degli anni ’50 e in diverse altre parti del mondo (e ahimè di casa nostra pure). Ma chiunque abbia non dico un minimo, anche solo un grammo di senno ha compreso da mo’ che il razzismo si ritorce sempre contro chi lo promuove, aizza, diffonde e pratica.

Detto ciò l’altra nota è sulla fantasia. Eh sì, perché ci vuole anche un pizzico di creatività nell’aggredire. All’ignoto writer nottambulo vorrei dire di andarsi a leggere il monologo di Cyrano al tizio che lo apostrofa per un naso – come dire? – molto “grande”. E come replica lo spadaccino? Spiegandogli che quel termine (grande) “È assai ben poca cosa! Se ne potevan dire… ma ce n’erano a josa, variando di tono. – Si potea, putacaso, dirmi, in tono aggressivo: «Se avessi un cotal naso, immediatamente me lo farei tagliare!». Amichevole: «Quando bevete, dée pescare nel bicchiere: fornitevi di un qualche vaso adatto!». Descrittivo: «È una rocca! … È un picco! …Un capoaffatto… Ma che! l’è una penisola, in parola d’onore!»

Curioso: «A che serve quest’affare, o signore? forse da scrivania, o da portagioielli?». Vezzoso: «Amate dunque a tal punto gli uccelli che vi preoccupate con amore paterno di offrire alle lor piccole zampe un sì degno perno?». Truculento: «Ehi, messere, quando nello starnuto il vapor del tabacco v’esce da un tale imbuto, non gridano i vicini al fuoco nella cappa?». Cortese: «State attento, che di cotesta chiappa il peso non vi mandi per terra, a capo chino!». Tenero: «Provvedetelo di un piccolo ombrellino, perché il suo bel colore non se ne vada al sole!» …e così avanti per una cinquantina di versi.

Allora, caro writer, in rapida sintesi.
1. Non si imbrattano i muri di notte.
2. Se pensi che “Negro” sia un insulto hai sbagliato secolo e paese.
3. Lascia perdere la falce e martello che è una roba seria.
4. Cerca di coltivare la creatività e non cedere ai luoghi comuni (pessimi)
5. Compera il Cyrano e leggilo. Quanto a capirlo, almeno provaci. Auguri”.

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Commenti

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  1. Scritto da batti

    oltre ad essere un imbecille sporcaccione, è pure daltonico, è bianco. pataca è surnaciò