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Ravenna. Signora disabile non può salire sul bus, non è attrezzato per la carrozzina: “Mi vergogno per la mia città”

Ravenna, ore 20.20, fermata dell’autobus. Il bus arriva, ma la signora che era in attesa, non vi può salire. Il mezzo non è attrezzato per i disabili. E’ quanto accaduto ieri sera, 3 agosto 2021. A denunciare il fatto è, con tono molto amareggiato, Antonio Ricci, Presidente FAND, Federazione tra la Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità di Ravenna.

“Come possiamo pretendere di essere una città a vocazione turistica, accogliente e inclusiva? – si domanda Ricci – La signora disabile, residente a Lido Adriano, è rimasta bloccata a Ravenna, in quanto l’autobus che aspettava non era attrezzato per caricare una persona in sedia a rotelle. Purtroppo, non è la prima volta che accade, come al solito non ci sono responsabili, o meglio, un disabile prima di uscire di casa si deve informare sulle possibili prestazioni erogate dal servizio pubblico, perchè se rimane a piedi, in mezzo alla strada, magari alle 20:20, la colpa è solo sua”.

“La signora era semplicemente andata ad accogliere alcuni amici che arrivano in treno da Milano in occasione delle celebrazioni nazionali per il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri per visitarne la Tomba – prosegue Ricci -. Alla fermata erano presenti turisti ungheresi e svizzeri che si sono fortemente indignati per questo grave fatto discriminatorio. Si chiedevano come sia possibile che una località turistica qual è Ravenna, che organizza eventi anche di sera, non abbia un servizio di trasporto pubblico che soddisfi in queste occasioni le esigenze di mobilità dei cittadini, allo stesso per il trasporto da e per il mare”.

La città di Ravenna ad oggi ha un servizio di trasporto pubblico erogato da Start che non garantisce a tutti i cittadini di poterne usufruire, né tantomeno un servizio di taxi attrezzato per le persone in sedia a rotelle – spiega il presidente di FAND -. La signora in questione ha pensato di chiamare la Pubblica Assistenza, che purtroppo non è attrezzata per il trasporto dei disabili in sedia a rotelle. Gli è venuto in mente di Anmic (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili) una delle associazioni di questa federazione che per sua fortuna ha un mezzo attrezzato e si è resa disponibile.

Ciò che rende ancor più assurda questa situazione è che, se non fosse intervenuta l’Anmic la signora non avrebbe avuto altra soluzione che dormire sulla sedia a rotelle, in quanto a Ravenna non ci sono hotel dotati di sollevatore per poterla accoglierla senza congruo preavviso.

“La malcapitata si è offerta di pagare per la prestazione fornitagli, aggiungendo: “Mi vergogno per la mia città”. La responsabile ha risposto: “non deve nulla, l’ho trasportata con grande piacere più per riscatto morale che per servizio offerto”.

“Come Fand, pensiamo che sia ora di dire basta! – tuona Ricci –. Non si può più assistere all’ennesimo grave e increscioso fatto discriminatorio perpetrato ai danni di un disabile. Non si può limitare a un cittadino di questa repubblica la libertà di potersi muovere in piena autonomia e non rimanere escluso ai margini di questa società”.

“Da tempo Fand tenta di dialogare con Start Romagna, purtroppo senza risultati- prosegue il presidente – Si poteva istituire un servizio a chiamata dedicato a queste categorie in attesa di dotarsi di autobus a norma per l’accessibilità sia motoria che sensoriale. Da sottolineare che con l’amministrazione comunale è in essere un dialogo e un rapporto di collaborazione che ha portato all’adozione del PEBA (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche), e istituito un tavolo di concertazione sull’accessibilità delle fermate del trasporto pubblico”.

“È auspicabile che la nostra città faccia delle scelte politiche forti nei confronti dell’accessibilità per tutti, e che pretenda dai vari enti fornitori di servizi il rispetto delle norme e delle leggi perché questo significa anche rispettare le persone”.

Commenti

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  1. Scritto da roberta

    Dovremmo vergognarci veramente tutti.START ROMAGNA Ha veramente toccato ogni limite di indecenza queste cose sono disumane.Spero che si intervenga immediatamente.Un abbraccio alla signora

  2. Scritto da Luca

    Mi vergogno anch’io, e mi unisco nella solidarietà alla signora.

    La politica finito il tempo delle parole sarebbe il caso passasse anche ai fatti, no? O vogliamo andare alle calende greche e, una volta passate le elezioni, rinviare tutto quanto al giorno del poi dell’anno del mai…?

    P.s.: cose da terzo mondo. Forse.

  3. Scritto da Gr

    Anch’io solidale con la Signora, una situazione spiacevole e sgradevole. Ma prima di fare processi gratuiti sarebbe utile sapere cosa risponde l’azienda di trasporti che, a quanto vedo da utente ogni giorno, “non lascia a piedi le persone in carrozzina”.