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Le Rubriche di RavennaNotizie - Porto di Ravenna

L’obbligo di green pass al lavoro non ferma il Porto di Ravenna: “Situazione sotto controllo, siamo operativi al 100%”

Piccinini (Mov5Stelle): "Utilizzare il porto di Ravenna per accogliere le merci bloccate a Trieste a causa delle proteste"

Alla fine, il fatidico 15 ottobre, data in cui è scattato l’obbligo di green pass negli ambienti lavorativi è arrivata e sul fronte portuale la situazione a Ravenna sembra molto diversa da quella attesa in diversi altri porti d’Italia, Trieste in testa, dove erano state annunciate numerose criticità e possibili blocchi.

“Al momento è tutto tranquillo e sotto controllo – affermano da Autorità Portuale -, non ci sono state segnalate problematiche particolari. Ci sentiamo di dire che l’operatività del porto di Ravenna è garantita al 100%. Ovviamente è una situazione che stiamo tenendo monitorata”.

Una realtà, quella ravennate, avvantaggiata anche dall’alto numero di personale vaccinato. “I numeri dei non vaccinati sono molto contenuti e anche sul fronte dei controlli ci si è organizzati per tempo, per farli in modo agile, senza produrre rallentamenti. Quei pochi che anche decidessero di non esibire il green pass, perché sprovvisti di vaccino o tampone, non impatterebbero sull’operatività generale”, continuano dagli uffici di via Antico Squero.

Sul tema è intervenuto anche Luca Grilli, presidente della Compagnia portuale di Ravenna e anche nel suo ruolo di presidente Ancip, l’associazione delle Compagnie portuali italiane: “Rispettiamo, ovviamente, chi non vuole vaccinarsi e chi non può per motivi di salute e si sottopone all’iter dei tamponi per poter accedere al proprio luogo di lavoro – ha affermato -, ma in tutta onestà non condividiamo la battaglia che stanno conducendo i colleghi di Trieste che si oppongono al Green Pass, e di certo non li prendiamo a modello in questa loro convinzione. Per noi e per la stragrande maggioranza dei portuali italiani, il “Lavoro Portuale” si difende con le battaglie contro la disapplicazione della Legge speciale n.84/94 e di quelle relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro”.

“In queste ore così concitate e – passateci il termine – quasi surreali, come quelle che stiamo vivendo circa la smobilitazione relativa all’obbligo lavorativo del Green Pass – ha aggiunto -, vogliamo ribadire con orgoglio che la nostra categoria, quella dei portuali, ha continuato a lavorare e, con grande senso di responsabilità e nell’interesse generale della Nazione, a garantire, dall’inizio della Pandemia COVID-19 fino a oggi, il mantenimento del sistema logistico-portuale, l’approvvigionamento di ogni territorio, la tenuta socio-economica del Paese”.

Dalla CGIL di Ravenna comunicano che questa mattina non si sono verificate situazioni di criticità o presidi davanti all’aziende. “Tutto tranquillo anche in Marcegaglia – fanno sapere inoltre dall’ufficio stampa della Fiom CGIL -. Abbiamo da poco sentito gli amministratori delegati che confermano che nessuna protesta si è tenuta davanti alle tre sedi di Ravenna, Faenza e Lugo”.

In merito al Porto di Ravenna e alla mancanza di disagi in questa prima giornata di Green Pass “obbligatorio” è intervenuta Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, proponendo di “utilizzare il porto di Ravenna per evitare il blocco di alcune tipologie di merci causato dalla protesta dei portuali di Trieste”.

“Già nei giorni scorsi l’autorità portuale di Ravenna aveva annunciato che, grazie all’alta percentuale di vaccinati tra i lavoratori, un’eventuale protesta contro il green pass non avrebbe avuto gravi ripercussioni sull’operatività del porto – spiega Silvia Piccinini –. Credo che Ravenna abbia tutte le carte in regola per diventare un’alternativa sicura e vantaggiosa per la movimentazione delle merci in arrivo in questi giorni nell’alto Adriatico e che potrebbero subire uno stop a causa degli scioperi in atto a Trieste”.

“Ovviamente bisognerà restringere il campo a una tipologia di merci che si adatta alla conformazione e alla capacità del porto di Ravenna, tenendo anche conto di un diverso pescaggio delle navi, ma credo che in questo delicato momento che sta attraversando il Paese creare le condizioni perché ciò avvenga possa essere un segnale importante” sottolinea la pentastellata.

“Ecco perché chiediamo che la Regione, gli Enti Locali e lo stesso Governo valorizzino lo sforzo compiuto ancora una volta dal nostro porto, dalle maestranze e dalle imprese che vi lavorano, promuovendo la piena operatività dello scalo di Ravenna anche in questa fase, in modo che le preoccupanti proteste di questi giorni non abbiano l’impatto molto pesante che si sta temendo” conclude Silvia Piccinini.

Commenti

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  1. Scritto da ST

    Bene. I vaccini hanno ridotto l’incidenza della pandemia e ci hanno quasi fatto tornare alle nostre vite normali, lavoro compreso.
    L’economia ha bisogno di ripartire, altro che di stupidaggini no-cervello…

  2. Scritto da garbino

    Chi lavora in porto vede più avanti di chi protesta in piazza del Popolo