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Ravenna dedica un tratto di via D’Alaggio al comandante Bulow. Ravenna in Comune: “Si poteva valorizzare meglio”

Ravenna dedica una strada a Bulow rinominando un tratto di via d’Alaggio. Arrigo Boldrini, il comandante Bulow appunto, è una delle personalità più note della lotta partigiana. “E, a dispetto di continui tentativi (falliti), di macchiarne la memoria, una delle figure a cui più Ravenna è legata sia per la guerra contro il nazi-fascismo – commentano da Ravenna in Comune -, che per la liberazione della città e per il successivo vissuto democratico. Un nome che ci onora e che la città già onora con un busto a Palazzo Merlato e un murale in piazza La Malfa”.

“Proprio per questo, forse, visto che si è aspettato tanto prima della dedica, ben più dei canonici 10 anni dalla morte, avrebbe meritato un riconoscimento più adeguato di una sforbiciata stradale – aggiungono -. Intendiamo riferirci al fatto che via d’Alaggio è una storica strada ravennate che prende il nome dal fatto di correre lungo il canale rendendo possibile, un tempo, l’alaggio delle imbarcazioni. In origine andava da Ravenna sino a Marina (allora Porto Corsini) e venne interrotta dalla costruzione del porto moderno di San Vitale negli anni “60 del secolo scorso”.

“In quanto strada periferica con pochi accessi diretti (e numeri civici) già era stata incongruamente scelta per ritagliarvi una dedica a Luciano Cavalcoli – articolano da Ravenna in Comune -. Ed ora ne viene sforbiciato un altro pezzo intitolandolo a Bulow, lasciando il nome d’Alaggio ai pochi metri che separano la via dei Magazzini Anteriori da quella dei Posteriori. Come Ravenna in Comune non possiamo che condividere totalmente l’intento di legare il nome e la memoria di Arrigo Boldrini alla toponomastica cittadina. Tuttavia, per i motivi esposti, avremmo preferito una scelta diversa rispetto al luogo della dedica. Una scelta che non menomasse fin quasi al ridicolo la denominazione di una storica strada legata a quel passato intriso di acque della Darsena che proprio oggi si vorrebbe (a parole) valorizzare. E una scelta che valorizzasse pienamente la perdurante centralità della figura di Boldrini, anche nel luogo in cui se ne conserverà il ricordo”.