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In arrivo ciclopiste e nuove bici comunali da usare in città: Faenza sceglie il pedale con il progetto “Bike to work”

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Che i faentini amino la bicicletta è un dato di fatto, è anche vero che a troppi piace andare al bar e parcheggiare l’auto davanti… al bancone. La Faenza più sana, sostenibile e intelligente promessa in campagna elettorale nel 2020 dal sindaco Massimo Isola e dal centrosinistra sta facendo passi in avanti, con l’impegno di buona parte della Giunta comunale, il sostegno soprattutto economico della Regione Emilia-Romagna e delle buone idee della “Consulta della Bicicletta”.

Subito le buone notizie: la fatiscente rampa ciclopedonale di Via Lapi verrà rifatta del tutto e dalla sua base partirà una pista di collegamento con la zona di Porta Montanara; nella zona del P.E.E.P. “Cappuccini” nascerà una ciclopista sicura destinata in particolare ai bambini della scuola elementare, inoltre le due ruote blu di “C’entro in bici” riavranno dignità anche con nuovi criteri di uso.

Va tenuto presente che il 70 per cento degli spostamenti dei cittadini emiliano-romagnoli rimane compreso in un raggio di circa 10 chilometri: da qui l’esigenza di favorire l’uso della bicicletta in quelle occasioni ove è possibile, in particolare per recarsi al lavoro; questo però deve essere supportato da infrastrutture e servizi e deve avvenire in sicurezza. Il tutto in un quadro generale che vuole privilegiare gli spostamenti in città lasciando il più possibile l’auto in garage o in cortile, per risparmiare carburante, inquinamento e tempo.

A illustrare il progetto della Regione “Bike to work” e le sue articolazioni degli interventi in città era presente mezza Giunta municipale: con il sindaco Massimo Isola c’erano l’assessora a lavori pubblici e bilancio Milena Barzagli, gli assessori Luca Ortolani (urbanistica) e Massimo Bosi (sicurezza e polizia municipale), nonché il presidente del Consiglio comunale Niccolò Bosi e la consigliera regionale faentina Manuela Rontini, presidente della Commissione regionale Politiche Economiche.

“Prosegue l’impegno della Regione al suo piano ‘Bike to work’ con risorse per investimenti e per la spesa corrente – ha detto Manuela Rontini – per indirizzare parte della viabilità sull’utilizzo dei veicoli ‘puliti’. Negli ultimi due anni sono stati stanziati 25 milioni e altri 10 sono previsti per il 2022: a Faenza si spenderanno 487.000 euro complessivamente. In Regione sta inoltre partendo in questi giorni l’iter per l’assegnazione di altri fondi con l’impegno diretto su 3,7 milioni di euro ed altri provenienti dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) da destinare alla realizzazione di piste ciclabili e altri interventi similari”.

“C’è da dire che a Faenza il chilometraggio per abitante si riduce rispetto ai 10 chilometri di media per il 70 per cento di ogni emiliano-romagnolo – ha affermato Niccolò Bosi -. Il tema della bicicletta è una sfida culturale: è importante combattere la sedentarietà e favorire comportamenti che mettono la salute in primo piano”.

“La transizione ecologica deve essere vista come un’opportunità, non come una punizione – ha detto Ortolani -. Siamo consapevoli che Faenza deve cambiare, orientandosi verso la mobilità sostenibile e comoda”. Pensato inizialmente per i Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti il progetto della Regione “Bike to work” è stato esteso a centri più piccoli. “Questo permette che a beneficiarne siano anche comuni come Castel Bolognese – ha sottolineato Massimo Bosi -. Ricordo che nel 2017 il Consiglio comunale approvò all’unanimità il progetto e sono lieto che si stia concretizzando. È un passo in avanti e la prospettiva è ottima”.

Bicicletta Ecologia

Un investimento da 487 mila euro, di cui 342 mila dalla Regione

Dei 487.000 euro che il Comune di Faenza andrà a spendere, 342.000 sono contributi regionali, mentre 145.000 arriveranno dalle casse dell’Ente locale. L’Amministrazione faentina punterà molto sul “bike sharing”, che letteralmente significa “condivisione di una bicicletta”, intesa come un’iniziativa nata per spingere i cittadini ad abbracciare uno stile di vita più sostenibile ed economico “affittando”, quando serve, una bicicletta messa a disposizione nei centri urbani, da utilizzare e lasciare, al termine della corsa, in determinati punti di raccolta. Le biciclette disponibili si trovano di solito vicino alle principali stazioni e in zone d’interesse turistico, in appositi parcheggi o lasciate libere. A Faenza si andrà a rivitalizzare lo storico progetto “C’entro in bici”.

“Stiamo valutando se fare una sorta di ‘parco chiuso’, prevedendo anche biciclette elettriche, che non saranno gratuite – ha spiegato Milena Barzaglia -. Dovremo rivedere il sistema di ‘assegnazione’ di questi veicoli, tenendo presente che vadano in uso soprattutto a persone che devono spostarsi in città ma che provengono da fuori e che quindi possano lasciare parcheggiata l’auto o arrivare in treno o pullman. La futura collocazione dell’autostazione accanto alla stazione dei treni sarà affiancata da un ‘parco bici’. Contemporaneamente cercheremo un punto di equilibrio per una tariffa corretta”.

“Abbiamo approvato il progetto ‘Bike to work’ nella riunione di ieri della Giunta – ha precisato il sindaco Isola -. Se possiamo dare tutto questo ai faentini è grazie ai fondi regionali e statali e al fatto che, quando sono usciti i bandi di assegnazione di tali risorse, il Comune si è fatto trovare pronto con progetti validi e lo sarà anche in futuro”.

Faenza Rampa Via Lapi

La rampa ciclopedonale e la ciclopista di Via Lapi

Alla fine, dopo vani tentativi di “accomodatura” il Comune ha deciso di rifarla nuova, per la gioia delle migliaia di persone che la utilizzano ogni giorno, in primis gli abitanti di un intero quartiere residenziale che sorge appena fuori le mura manfrediane.

Inaugurata in pompa magna nel febbraio 2007, fu realizzata interamente in legno su un progetto architettonico che la sposava perfettamente con il parco Giuseppe Bertoni e le mura. Finalmente venivano collegate in maniera intelligente Via Angelo Lapi con Via Mura Gioco del Pallone, al posto di una striminzita scaletta che si arrampicava attorno al torrione che sorge dietro all’edicola. Peccato che la ditta modenese che realizzò la rampa abbia utilizzato legname non adatto allo scopo ed oggi, dopo diversi interventi di manutenzione il manufatto si stia quasi sfaldando: assi della pavimentazione sconnesse (e pericolose), parapetti cadenti sostituiti da qualche giorno con jersey biancorossi e biciclette a mano a causa dell’elevato rischio di cadere, senza dimenticare che il piano di passaggio è puntellato da anni con ineleganti “zampe” d’acciaio, altrimenti crolla…

Il Settore Lavori Pubblici del Comune ha pronti due progetti per una nuova rampa, che si differenziano in sostanza nel parapetto: compatto in un caso, più “leggero” nell’altro, senza pali che svettano a imitare i pini del parco. Sarà costruita in acciaio “cor-ten” in modo da ridurre al minimo la necessità di manutenzione e prevenzione anti-corrosione, perché resiste a meraviglia alle intemperie. Appare come arrugginito.

“Contiamo nella rapida approvazione da parte della Soprintendenza ai Beni Architettonici che ha a cuore le antiche mura manfrediane, perché sarà simile nel colore alla vicina edicola – ha detto l’assessora Barzaglia -. Si farà, come si farà una pista ciclabile che collegherà la base della rampa alla zona di Porta Montanara costeggiando Via Lapi dall’interno, ossia tra il marciapiede e il parco sotto le mura”. La spesa prevista per entrambe le opere si aggira sui 220.000 euro.

La pista ciclabile nel P.E.E.P. “Cappuccini”

Sarà ad uso in particolare dei bambini della Scuola primaria “Don Milani” e delle loro famiglie; si snoderà a lato di Via Corbari, toccando la Scuola materna “Il Panda”, Via Donatini e il Parco Ferucci, con una spesa di circa 179.000 euro. “Si tratta di una soluzione per dare sicurezza a grandi e piccoli che usano la bici in una zona densamente popolata, dove non è possibile realizzare una pista a fianco di Via Corbari, anche se è larga” ha spiegato Milena Barzaglia.
Sono stati definiti “in discussione” i progetti per altre due piste ciclabili: una in Corso Europa, cuore del Borgo Durbecco, l’altra in Via Pascoli.

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Commenti

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  1. Scritto da iemilia

    A quanto invece un investimento intelligente, es. allargamento via ospitalacci compreso sottopasso ferroviario, in modo da veicolare il traffico diretto verso imola in via celle, sollevando la indecente via canal grande da eccessivo traffico. inoltre a quanto la sistemazione della pavimentazione di via canal grande , un vero scandalo, e in ultimo quando la polizia municipale inizierà a sanzionare il mancato uso delle piste ciclabili e le continue violazioni da parte dei ciclisti delle più elementari norme di circolazione della strada…

  2. Scritto da Roberta Frascari

    Faenza ritengo che sia una bellissima città e vorrei portare all’attenzione la mancata pulizia dei marciapiedi , frequentandola spesso noto che sono sporchi con carte ,mozziconi di sigarette ecc., perché almeno una volta alla settimana non passa un addetto con soffione per togliere lo sporco ? Come avviene nel mio comune di residenza .