Ex ostello Dante, a breve nuova asta. Comune di Ravenna non può acquistarlo, ma è pronto a dialogare con possibile acquirente

Tra le ipotesi di destinazione d'uso anche quella di una residenza per universitari. Consigliere Perini chiede di proporre alla Fondazione Flaminia l'acquisto di quel 20% della struttura, oggi all'asta

C’è ancora un dibattito politico aperto e un’operazione giudiziaria in corso sull’ex ostello Dante di via Nicolodi, a Ravenna, che resta ancora all’asta per il 20% della proprietà dopo il fallimento di Aig – Associazione italiana alberghi per la gioventù. L’ultima asta, andata deserta, risale allo scorso 28 luglio, a breve si terrà la seconda con la speranza che quel 20% (del valore di 130.700 euro) trovi un nuovo acquirente e interlocutore che possa dialogare con gli altri due, il Comune di Ravenna che detiene il 40% e la provincia di Ravenna, proprietaria dell’altro 40%.

L’immobile versa in uno stato di degrado e abbandono dal 2017 e sulla sua riqualificazione c’è un accesso scontro delle forze politiche ormai da anni: c’è chi vorrebbe modificarne la destinazione d’uso per farne un centro pubblico autogestito, c’è chi pensa che riabilitarlo ad ostello e struttura ricettiva turistica sia un azzardo, quasi impossibile per gli alti costi di manutenzione e per la posizione “scomoda” in cui si trova la struttura, poco collegata dai mezzi pubblici. E, infine, c’è anche un’ultima parte che vorrebbe riqualificarlo per farlo tornare alla sua funzione, come albergo e perché no come residenza per universitari.

Ma come mai il Comune di Ravenna non ha ancora deciso di investire sull’immobile? Magari definendo un progetto e proponendo un valore di acquisto per interrompere la situazione di “stallo” in cui versa la struttura, occupandosi in prima persona degli interventi di ristrutturazione? Proprio questo pomeriggio, 14 dicembre, durante la seduta del consiglio comunale, l’interrogazione del consigliere Pd Daniele Perini ha sollevato queste domande all’assessore al patrimonio e all’urbanistica, Federica Del Conte.

“L’ostello era e potrebbe essere ancora una risorsa molto importante per la città di Ravenna – afferma Daniele Perini -, magari non più come sistemazione per chi cerca alloggio, perché in generale la richiesta degli ostelli è in calo, come dimostra il fallimento dell’Aig, piuttosto invece come residenza per gli universitari. Vorrei chiedere a questa amministrazione se ha pensato ad un programma di investimento per l’immobile e, se non riesce a farlo, perché non proporre alla Fondazione Flaminia di partecipare all’asta, acquisendo quel 20%? Nei prossimi anni in città aumenterà la richiesta universitaria grazie anche all’apertura della facoltà di Medicina. Si potrebbe coinvolgere nel progetto anche l’Ausl; Ravenna ha tutti i requisiti per diventare una città anche a vocazione universitaria, perché molto tranquilla, piena di cultura, dove i ragazzi possono vivere appieno le arti, dal teatro, alla musica, al mosaico. Inoltre i costi della vita rispetto a Bologna sarebbero dimezzati per un ragazzo che decide di vivere a Ravenna durante gli anni universitari. Allo stato attuale, inoltre, e in attesa delle aste, sarebbe molto importante che il comune programmasse interventi di manutenzione all’interno dell’ostello, perché l’immobile versa tristemente in uno stato di abbandono da troppo tempo ed è diventato anche luogo e scenario di occupazioni abusive” conclude Perini.

“Non è così semplice, – risponde Federica Del Conte, assessore al patrimonio, urbanistica e rigenerazione urbana di Ravenna – dopo la chiusura e la dichiarazione di fallimento di Aig, la pratica è passata direttamente al curatore fallimentare del Tribunale di Roma che ha messo all’asta l’ostello. Intervenire in una simile procedura di acquisizione è molto difficile per il Comune di Ravenna, che dovrebbe prima trovare, di comune accordo con tutte le parti politiche, un valore di acquisto da proporre.”

“Al momento, l’unica cosa che la nostra amministrazione può fare è quella di continuare a mantenere alta l’attenzione sulla  questione, come ha sempre fatto negli ultimi anni – aggiunge Del Conte -. Siamo pronti a prendere accordi e dialogare con il nuovo acquirente, se ci sarà, sperando che le aste vadano a buon fine. Non concordo con chi pensa che la struttura non sia più in grado di avere una funzione ricettiva. La nostra posizione, infatti, sarà quella di spingere verso questa destinazione d’uso per dare nuova vita all’ostello Dante. Tutto il quartiere intorno all’ostello fa parte di un progetto globale di riqualificazione della Darsena, a cui stiamo già lavorando da tempo. Riqualificazione che arrecherebbe grandi vantaggi anche all’ostello. Adesso con la pandemia i turisti in città sono diminuiti, come naturale conseguenza dell’emergenza che stiamo vivendo, ma a Ravenna la richiesta turistica per alloggi e alberghi è sempre stata alta, quindi una vola superata la crisi sanitaria, siamo sicuri che torneremo alla normalità anche da questo punto di vista.”

“L’ipotesi di realizzarvi anche alloggi per universitari è ben vista dall’amministrazione, perché da qualche anno si registra una crescita della domanda e perché vogliamo che Ravenna diventi un punto di riferimento non solo per turisti e imprenditori, ma anche per le nuove generazioni che decidano di investire parte del loro futuro in questa città” conclude Del Conte.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da AM

    Consiglio trovare un modenese che lo ristrutturi. In seguito,…