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Ravenna. Uomo a processo per presunto stupro di gruppo sulla nipote, già abusata in famiglia dallo zio

Gli abusi erano iniziati durante l’infanzia. Una ragazza, insieme alla sorella, ha denunciato lo zio per le violenze sessuali subite fino alla maggiore età. Situazione che l’aveva portata anche a tentare il suicidio, con l’assunzione di farmaci. Tuttavia, come si legge su Il Resto del Carlino e Corriere Romagna, in edicola oggi 26 gennaio, le denunce nei confronti del parente, avrebbero scatenato la rabbia del fratello di quest’ultimo. Insieme ad altre due persone, il secondo zio avrebbe commesso uno stupro di gruppo nei confronti della ragazza. Una vendetta perché lei aveva osato denunciare.

Ieri pomeriggio, 25 gennaio, assistita dall’avvocato Simone Balzani, la giovane, oggi maggiorenne, è stata sentita in incidente probatorio davanti al gip del Tribunale di Ravenna. Si tratta della seconda volta, in cui la ragazza appare in forma protetta davanti ad un giudice, per raccontare degli abusi subiti e sempre in videoconferenza, per evitare ogni contatto con l’indagato. Questo secondo zio è infatti indagato per violenza sessuale di gruppo, in concorso con persone al momento ignote. Indagato è anche l’altro zio (oltre che per violenza anche per istigazione al suicidio), responsabile dei primi abusi. Il pubblico ministero, all’indomani dello stupro di gruppo che risale al febbraio 2021, e commessi in un’abitazione di Ravenna, aveva emesso provvedimenti di fermo a carico dei due zii, non convalidati dal Tribunale in quanto entrambi avevano respinto gli addebiti, fornendo alibi ritenuti credibili.

I fatti delle prime violenze risalgono a quando le due sorelle avevano 11 e 14 anni. Quel primo zio era in realtà un parente acquisito, una sorta di secondo padre all’interno di una famiglia allargata di cittadini rumeni.