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DOMINANZE PATRIARCALI / 9 / Dalla parte di Ilenia. L’udienza delle giustificazioni, un teatro deprimente per ottenere la perizia psichiatrica… una costante nei processi per femminicidio

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26 gennaio 2022, Corte d’Assise di Ravenna, processo per il femminicidio di Ilenia Fabbri. Decima udienza, il giorno delle giustificazioni. Le fanno pervenire alla Corte tre testimoni, degli otto convocati per oggi dalle difese degli imputati. Due ore e mezzo e l’udienza è sciolta. Un’udienza apparentemente inutile sotto l’aspetto probatorio, ma piena di sospetti.

Tutto è già stato detto, ma i legali di Nanni e Barbieri, per il sacrosanto diritto costituzionale degli imputati alla difesa, spingono sull’acceleratore all’inseguimento delle giustificazioni. Le giustificazioni di Barbieri: cocainomane occasionale, tanto per disinibirsi, affetto da disturbo bipolare, con problemi di memoria recente. Le giustificazioni di Nanni: non ha mai chiesto a Barbieri di uccidere la ex moglie, ma solo di spaventarla, per farla desistere dalla causa di lavoro. Per la sua difesa è addirittura innocente. Che le prossime giustificazioni entrino in aula!

Il difensore di Barbieri sparge pulci nelle orecchie dei giudici popolari per rendere indispensabile una perizia psichiatrica più approfondita. Almeno per riconoscergli una parziale incapacità di intendere e volere al momento del femminicidio. Per tentare di annacquare la sua responsabilità, ha due testimoni a suo favore. La specialista in traumi cerebrali, dottoressa Simona Brunelli, che ha assistito Barbieri dopo un incidente automobilistico nel 2017, conclude la testimonianza dicendo che le iniziali perdite di memoria ed equilibrio sono migliorate dopo qualche mese. La dottoressa Luana Oddi, tossicologa, ricorda che Barbieri andò da lei, l’8 febbraio 2021, per problemi dovuti all’abuso di cocaina, che consumava non continuativamente e per brevi periodi. L’ultima assunzione risaliva al 3, al 4 e al 5 di febbraio. Ilenia Fabbri l’ha sgozzata il 6, e sappiamo, perché l’ha detto in aula, che era strafatto di coca e alcol, ha dimenticato di dirlo alla dottoressa? Sarebbe una conferma del fatto che per Barbieri il giorno 6 non fosse esistito. Difetto di memoria recente?

Per dimostrare quanto Barbieri fosse fuori quel tragico giorno, è chiamato a testimoniare, sempre dalla difesa di Barbieri, Andrea Cosma di Russi, un Compagno di Moto di entrambi gli imputati fin dal 2014. Dopo aver ucciso Ilenia Fabbri poco dopo le sei di mattina a Faenza, Barbieri alle sette e dieci, testimonia, va a casa sua, si fa offrire un caffè, fanno due chiacchiere di moto, si complimentano per la nuova fidanzata di Cosma. Una visita di dieci minuti appena.

Pare quasi che la difesa di Barbieri voglia sussurrare alla Corte: era proprio fuori di testa per andare a bere un caffè subito dopo aver ucciso una donna! Cocaina, alcol, bipolarismo, amnesia su fatti recenti… un caffè fuori tempo. Tutti elementi per giustificare ancora una volta la necessità di sottoporre Barbieri ad una perizia psichiatrica, come da richiesta già presentata all’inizio del processo.

Stavolta mi giustifico io. Ammetto di essere prevenuta, ma le statistiche sono dalla mia parte. Nella maggioranza dei processi per femminicidio, è ormai una costante che l’accusato invochi l’incapacità di intendere e volere al momento del fatto. Pare accantonato il raptus, ma nel processo per il femminicidio di Elisa Bravi, Riccardo Pondi, per giustificare la condanna in primo grado a soli 24 anni, in quel momento era in preda ad un ‘impeto’, sfogava una ‘carica di rabbia’.

Così proseguo con i dubbi, che sono sempre creativi. Perché Barbieri ha fatto sua la decisione di Nanni di uccidere Ilenia Fabbri? Lui stesso, Barbieri, in aula l’udienza scorsa, ha detto: “Io ho rivissuto quello che mi diceva lui… quello che mi ha combinato la mia ex moglie… il fatto dei soldi, mi ha tradito, me ne ha fatto di ogni colore”. Mi immagino Pierluigi Barbieri mentre uccide Ilenia Fabbri, la colpisce, la scaraventa giù per le scale, le taglia la gola come se lei fosse la sua ex moglie.

La sua ex, Barbieri non l’ha uccisa, invece la ex moglie del suo Compagno di Moto sì. Perché?

Giustificazione uno: se lo meritava. Lui, Barbieri, lo sapeva bene, aveva provato cosa significa essere tartassato da una donna “per aver vissuto la stessa identica vicenda”. Giustificazione due: l’empatia unisce, affratella questi due Compagni di Moto. Nel momento del bisogno ci si aiuta, come quando si buca e si va fuori strada. È come se Barbieri e Nanni dicessero che è giustificabile uccidere le donne che ‘tartassano’ gli uomini che le maltrattano.

L’udienza delle giustificazioni mi deprime.

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