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I sindaci romagnoli e l’ANCI in una lettera ai parlamentari sul caro bollette: “Presto un fondo per salvare i Comuni e i servizi che offriamo ai cittadini”

L’ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ha inviato ai parlamentari eletti in Emilia-Romagna una lettera in merito ai problemi legati all’energia, covid e bilanci dei Comuni. Il documento è firmato dal Presidente, dai Vice presidenti e dai coordinatori dell’ANCI Emilia Romagna, oltre che dai sindaci delle province romagnole, Michele de Pascale, per Ravenna, Enzo Lattuca per Cesena, Gian Luca Zattini per Forlì e Jamil Sadegholvaad per Rimini.

Nella lettera si parla dellagrave situazione in cui rischiano di versare i bilanci dei Comuni e delle Unioni dei Comuni in questo anno in cui così importanti sono le incertezze da affrontare. La questione dei costi energetici, innanzitutto, sta assumendo una portata che ha conseguenze immediate per i bilanci: già oggi ci sono Enti che non sono in grado di chiudere il bilancio di previsione a causa di questa voce incomprimibile ed imprevedibile”.

A causa di questa voce di spesa ingente, che grava sulle singole famiglie ma anche sugli enti e quindi a ricaduta sui cittadini, si sottolinea: “probabilmente diversi Comuni saranno costretti ad aumentare la pressione fiscale – senza avere nemmeno la certezza che basti – vanificando di fatto la riforma dell’Irpef. La mancata istituzione di un Fondo per la compensazione dei maggiori costi sostenuti dagli enti locali per l’incremento dei costi dell’energia elettrica e del gas rischia di portare all’interruzione di servizi pubblici. Questo finesettimana, nel nostro territorio, si assisterà ad una serrata degli impianti natatori in segno di protesta; allarmante, poi, la situazione che vede aziende che hanno chiuso gli stabilimenti e messo in cassa integrazione i lavoratori – a centinaia – perché la produzione, in settori necessariamente energivori, ha assunto costi insostenibili. Questo scenario, oltre ad allarmarci per gli enormi costi diretti che non sappiamo come coprire, ci preoccupa anche per i costi indiretti in termini sociali che rischiano di diventare rapidamente gravi e di dover essere, in ultima analisi, sempre affrontati in prima istanza dai nostri servizi sociali”.

“Inoltre, ancora, il peso del Covid – prosegue la lettera – è ben presente sui nostri bilanci, mentre non lo sono più – in entrata – forme di aiuto diretto da parte dello Stato in questa materia. Siamo tutti impegnati nello sforzo progettuale ed amministrativo per far sì che il PNRR porti il miglior beneficio possibile per il futuro dei nostri territori. Se in questo momento, però, proprio mentre ci si sta rialzando la luce si spegne, il problema sarà il presente”.

La richiesta è chiara: che venga istituito un fondo per far fronte a queste spese da parte degli enti pubblici, Comuni e Unioni di Comuni. “Ci associamo, dunque, alle dichiarazioni del presidente ANCI Decaro, che al termine della riunione del direttivo nazionale dell’Anci ha dichiarato: “L’Anci ha già lanciato l’allarme settimane fa, ora noi sindaci abbiamo deciso di assumere una iniziativa ulteriore nei confronti del governo: sono necessarie e urgenti misure di sostegno per le nostre amministrazioni, perché il rialzo dei costi dell’energia rischia di colpire molto duramente i bilanci dei Comuni. La ricaduta sui servizi erogati ai cittadini potrebbe anche essere grave”.

Sulla questione, si è espresso anche il Coordinatore della provincia di Ravenna di ANCI ER nonché Sindaco di Massa Lombarda, Daniele Bassi: “Sono necessarie e urgenti misure di sostegno a fronte dell’inaccettabile aumento dei prodotti energetici, che colpisce, insieme a famiglie e imprese, i bilanci dei Comuni e delle Unioni dei Comuni in modo molto duro. L’inevitabile ricaduta sui servizi erogati ai cittadini potrebbe essere grave e ciò va scongiurato.”

Commenti

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  1. Scritto da PORTER

    Ripeto quello già scritto in altro post. Chiariamo bene le responsabilità morali (e non solo) di tutti quegli ecologisti politicanti che hanno fatto cessare le estrazioni di gas in Adriatico per “difendere l’ambiente” fregandosene fra l’altro dei danni eventuali prodotto dalle estrazioni di gas nei paesi da cui lo importiamo. Non discuto i loro argomenti in linea generale, ma quando si dice di produrre meno gas da noi bisogna indicare una alternativa seria e sicura. Altrimenti sono tutte chiacchiere velleitarie acchiappaconsensi