La rivolta culturale. Iryna, ucraina a Ravenna: “Ho smesso di parlare russo. Ora mi sforzo di comunicare in ucraino”

“In russo non parlo più. Ora mi sforzo di parlare in ucraino”. Sono molte le persone di origine ucraina che, dall’inizio dell’invasione russa, hanno deciso di non parlare più in lingua russa. E’ una vera e propria rivolta culturale quella messa in atto da molti ucraini. Tra questi c’è Iryna Piven, ucraina d’origine e italiana d’adozione da 20 anni che lavora come estetista a Ravenna.

“I miei bisnonni e i miei nonni erano russi. Io ho studiato il russo a scuola e la lingua ucraina l’ho imparata come seconda lingua, studiandola solo un’ora alla settimana. Ho sempre parlato russo, come tanti ucraini delle zone del sud, al confine con la Crimea. Non era un problema ma ora ho smesso di usare questa lingua, soprattutto in pubblico”.

È ben noto che la lingua sia elemento e fattore primario di identificazione e di identità personale e collettiva e Iryna adesso, quando incontra le ragazze dell’associazione Malva ( dove per molti anni ha ricoperto il ruolo di vice presidente, Ndr.) per scelta non parla più il russo. “È il mio modo di esprimere il mio orgoglio di essere ucraina. È un mio gesto di sostegno al mio popolo. Una scelta che ritengo giusta”

Come lei, anche altre donne ucraine hanno preso questa decisione. “A volte mi devo concentrare per parlare ucraino, l’istinto e l’abitudine mi farebbero parlare russo, ma mi freno. Mi capita di usarlo ancora, a volte, in famiglia”

Iryna sottolinea il forte legame che ha sempre contraddistinto Russia e Ucraina. “Credevamo di essere popoli fratelli, ora non lo siamo più – commenta -. Molte di noi hanno parenti in Russia. Alcune hanno là fratelli e sorelle e questa guerra sta creando delle forti fratture famigliari. Chi è in Russia non si rende conto di quello che sta accadendo realmente”.

Quando le signore ucraine parlano con i parenti in Russia si sentono dire “Dai, non esagerare” – racconta Iryna -. Molte di noi hanno figli nei bunker o nella guardia nazionale e diventa difficile avere rapporti con parenti russi che non si rendono conto della situazione” conclude.

Commenti

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  1. Scritto da Maria

    Purtroppo nel Donbass dal 2014 anche gli ucraini sparavano verso quelle popolazioni. Senza dialogo la guerra non si ferma.