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Il Sindaco di Ravenna de Pascale e Margotti (Pd) plaudono all’iniziativa del Liceo Artistico di Ravenna per il riconoscimento della “carriera alias”

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A fronte della presa di posizione nettamente contraria della Lega, si registrano anche pareri molto favorevoli all’iniziativa del Liceo Artistico di Ravenna dove, in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (ieri 17 maggio), come occasione di riflessione e di individuazione di azioni di contrasto ad ogni discriminazione, la presidente del Consiglio di Istituto del Liceo Artistico “Nervi-Severini” Elisabetta Trovisi ed il dirigente scolastico Gianluca Dradi hanno informato che nella prossima riunione del Consiglio d’istituto verrà presentata la proposta di un regolamento per il riconoscimento della “carriera alias”.

La carriera alias è un accordo tra scuola, studente e famiglia (nel caso di studente minorenne), per favorire il benessere psicologico della persona che, vivendo una situazione di varianza di genere, può vedersi riconosciuto il proprio vissuto attraverso il diritto ad essere nominato/a, in ambito scolastico, col nome di elezione. Il nome scelto dalla persona sarà utilizzato nel registro elettronico, nell’indirizzo di posta elettronica, negli elenchi e in tutti i documenti interni alla scuola aventi valore non ufficiale. “Si tratta di una buona prassi che evita a queste persone il disagio di continui e forzati coming out e la sofferenza di subire possibili forme di bullismo” hanno dichiarato Dradi e Trovisi.

“A Ravenna proprio oggi si concretizza un atto convenzionale dall’enorme significato valoriale: il Liceo Artistico “Nervi-Severini” Ravenna infatti riconoscerà le ‘carriere alias’. – ha commentato su Facebook il Sindaco Michele de Pascale – La carriera alias è un profilo riservato agli studenti che hanno intrapreso un percorso di transizione di genere. In questo modo è possibile sostituire il nome anagrafico del richiedente, attribuito alla nascita in base al sesso biologico, con quello di elezione, ovvero il nome che la persona trans ha scelto per sé stessa. La carriera alias prevede quindi la possibilità di modificare il nome anagrafico con quello di elezione, nel registro elettronico, negli elenchi e in tutti i documenti interni alla scuola aventi valore non ufficiale. Come ha giustamente spiegato la scuola si tratta di una buona prassi che evita a queste persone il disagio di continui e forzati coming out e la sofferenza di subire possibili forme di bullismo. Voglio complimentarmi con il dirigente Gianluca Dradi che ancora una volta ci dimostra con i fatti come i temi dell’inclusività di genere, il rispetto delle identità di ciascuno, la libertà di esprimersi siano materie fondamentali nella crescita e l’educazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze e sulle quali c’è ancora molto lavoro da fare, a partire dagli adulti. Oggi a Ravenna un passo avanti è stato fatto verso una società più giusta ed inclusiva e dobbiamo esserne orgogliosi.Riconoscimento della ‘carriera alias’ al liceo artistico.”

Anche il segretario del PD di Ravenna, Lorenzo Margotti, è intervenuto in merito alla scelta del Liceo Artistico Nervi Severini di proporre il riconoscimento delle ‘carriere alias’, contro la quale si sono scagliati gli esponenti della Lega.

«La normativa nazionale – ha detto Margotti – non ha ancora provveduto a stabilire regole su questi percorsi. Eppure le scuole hanno necessità e urgenza di garantire un ambiente sereno per tutti gli studenti, al riparo da insulti transfobici, discriminazioni e atti di bullismo. Non c’è nessuna violazione di norme perché il regolamento ha efficacia esclusivamente interna e le famiglie sono coinvolte trattandosi in maggioranza di persone minorenni. Ma soprattutto è uno strumento fondamentale per assicurare il benessere alle giovani persone trans: l’alias, infatti, assicura il riconoscimento dell’identità di genere di elezione nella vita scolastica quotidiana. L’iniziativa risponde a un’esigenza che negli ultimi anni è emersa in maniera importante e recepisce all’interno della scuola un’evoluzione che a livello sociale è già in atto. Moltissimi giovani cominciano la transizione di genere durante gli anni della scuola e devono affrontare moltissime rigidità, una di queste è quel nome scritto nero su bianco sul registro in cui proprio non ci si riconosce. Affermare il proprio genere è un diritto umano fondamentale e queste persone vanno riconosciute. È noto dalle statistiche che gli alunni transessuali hanno il più elevato tasso di abbandono scolastico e soffrono angosce e disagi che spesso sfociano in malattie depressive e atti di autolesionismo. Potersi sentire realmente accettati e riconosciuti in un luogo in cui si vive quotidianamente è fondamentale per la salute mentale e per il difficile percorso nell’accettazione di se stessi. Dunque – conclude Margotti – quello lanciato dal liceo artistico di Ravenna è un messaggio positivo e un esempio virtuoso che consente agli studenti in percorso di transizione di venir riconosciuti con il proprio nome di elezione. Sicuramente un piccolo passo verso una scuola più inclusiva.»

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Commenti

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  1. Scritto da (San) Michele

    Trovo l’iniziativa lodevole e fortemente simbolica, anche se – come sovente accade per questioni cosiddette “di genere” – mancano del tutto, a corredo delle soluzioni proposte, degli indicatori numerici che aiutino i non addetti ai lavori a comprendere la reale portata del fenomeno.
    Nella fattispecie, se ci si trovi dinnanzi ad una “emergenza” che interessa una ampia platea di studenti oppure ad una questione ideologica di nicchia, da portare avanti per poter piantare una propria bandierina identitaria.
    Sui risvolti pratici e soprattutto sull’effettivo beneficio che ne potranno trarre i ragazzi che hanno intrapreso il percorso di transizione nutro forti e fondati dubbi.
    Ciononostante, credo che l’iniziativa debba essere portata avanti, anche perché sostanzialmente a costo 0.
    Sarebbe bello se i politici locali di ogni colore evitassero di fare di questo tema un terreno di sterile polemica.
    Ma su questo fronte i segnali non sono incoraggianti.