Paga la caparra per una vacanza di 3 settimane a Lido Adriano. Ma è una truffa. La vicenda di Elena che ci ha rimesso 720 euro

Paghi la caparra e prenoti la tua vacanza a Lido Adriano. Poi succede che il telefono del “proprietario” dell’appartamento non squilla più. Sparito assieme all’anticipo. È una classica truffa estiva e nell’ultimo periodo sono tantissime le storie di chi, in buona fede, c’è cascato. Purtroppo può capitare a tutti. È successo anche ad Elena di Cornaredo, vicino a Milano, che dopo un anno di lavoro voleva solamente godersi tre settimane di ferie dalle nostre parti, a Lido Adriano.

Tutto ha avuto inizio intorno al 20 maggio, quando su un sito di appartamenti trova un annuncio interessante (benché non a prezzo proprio stracciato: 2.400 euro per tre settimane). Elena prende contatto con la proprietaria, la signora L. S., così dice, si scrivono e si sentono al cellulare. Appartamento quadrilocale in una zona (Viale Marco Valerio Marziale) a due passi dal centro della località e a 200 metri dalla spiaggia, in zona tranquilla e silenziosa. L’affare va in porto, almeno sulla carta.

Elena, senza perdere tempo, versa la caparra concordata con bonifico su un conto corrente postale della Signora L. S. : 720 euro, il 30% del totale, e riceve conferma dalla signora. “Evviva! – pensa Elena -. La vacanza dal 6 al 27 di agosto a Lido Adriano è organizzata”.

La proprietaria le dice anche che al momento non è possibile visionare l’appartamento perché vi sono degli inquilini, ma che si sarebbero potute mettere d’accordo, nelle settimane successive. Elena, che vive in Lombardia, si fida e non insiste.

Passano le settimane. Con l’avvicinarsi dell’inizio delle ferie Elena inizia ad organizzarsi e nel farlo le sorgono un po’ di domande “pratiche”: “Nell’appartamento ci sarà la lavastoviglie? Devo portarmi gli asciugamani? A che ora ci incontriamo per la consegna delle chiavi?”. Chiama per avere lumi. Ma ora il cellulare della Signora L. S. non è più raggiungibile. È sempre spento. Sembra sparita nel nulla.

Solo a quel punto Elena è assalita dai dubbi. Incredula, e in buona fede, temporeggia, pensando ad un semplice disguido. I giorni passano in silenzio. Alla fine capisce: “Sono stata truffata!” A quel punto, oramai disillusa, va dai carabinieri per fare la denuncia. “Mi hanno confermato che sono truffe molto frequenti – racconta -. Grazie all’Iban del conto corrente postale di Forlì, su cui ho versato la caparra, ora i carabinieri risaliranno all’intestatario. Ma ho poche speranze di recuperare i miei 720 euro”.

“Ho anche contattato il sito (uno dei più noti a livello nazionale, ndr) dove avevo trovato l’annuncio dell’appartamento, per avvisarli di quanto accaduto e chiedere delle informazioni – prosegue -. Nell’arco di poche ore hanno eliminato l’annuncio e mi hanno dato i riferimenti della signora, compresa la mail con cui si era registrata. Ma a nulla è servito”.

Per Elena ora è una questione di principio. “In questo momento sono in viaggio per Lido Adriano. Voglio proprio andare all’indirizzo dell’appartamento e mi voglio informare di persona. Ovviamente andrò a raccontare l’accaduto anche ai carabinieri del posto. Voglio proprio vederci chiaro” conclude agguerrita.

Magra consolazione: alla fine, le ferie a Ravenna Elena le farà lo stesso, grazie ad un’amica che vive qui e la ospiterà in vacanza. Lei non la trufferà.

Nella foto l’interno dell’appartamento come appariva nell’annuncio-truffa.