Ponte di Grattacoppa interrotto. La rabbia dei residenti: “Le strade di campagna franano, distrutte dal passaggio di auto e camion per le deviazioni” foto

Il Comune di Ravenna punta a finire i lavori entro fine 2022 o inizio 2023

La chiusura prolungata del Ponte di Grattacoppa, il cui accesso è bloccato ormai da due anni, sta creando gravi disagi, legati non solo alle lunghe “circumnavigazioni” necessarie ai residenti per bypassare l’interruzione, ma anche alla progressiva distruzione delle strade secondarie, abituate a sopportare il traffico dei residenti nella zona di campagna compresa tra Savarna e Sant’Alberto, non certo quello di auto e mezzi più pesanti, che dopo la chiusura del ponte le sfruttano per diminuire i tempi di percorrenza.

“Parlo a nome di tutti i cittadini che come me abitano nella zona – afferma una residente che ci chiama in redazione -: ci hanno distrutto le strade, perché tutti tagliano dalle piccole viuzze secondarie per cercare di abbreviare i percorsi. Sono tutte un buco e quando piove è ancora peggio. Se ci entri con la macchina, distruggi le ruote, in bicicletta ti spacchi le ossa”. “È ora di dire basta – aggiunge -, su questo ponte sono stati fatti errori colossali e adesso si dà la colpa al fatto che non si trova il materiale per concludere i lavori per via della crisi ucraina. Non ne possiamo più di scuse”.

“La situazione è disagevole per tutti – prosegue la cittadina, stanca e amareggiata -, io abito tra Savarna e Sant’Alberto e usavo quel ponte per andare e tornare dal lavoro, per le commissioni quotidiane. Ma la situazione è la stessa per tutti coloro che abitano in via del Quadrato, che è diventata la via breve per tagliare verso il mare e verso Ravenna, in assenza del ponte. Qualche giorno fa sono passati a rappezzare alcune buche, ma neanche completamente. Parlo di buche che ci si entra con il piede fino alla caviglia. La strada sta franando”.

“I mezzi pesanti, nonostante il divieto, passano tutti da queste strade – continua -, che si stanno distruggendo. In particolare, via Forello, io mi aspetto, un giorno o l’altro di passare da lì e trovarla interrotta. Ci passano auto e camion, a velocità sostenuta, di giorno e di notte, non si riesce neanche a dormire”.

“Devono sistemarci le nostre strade di campagna e riaprire quel benedetto ponte – conclude la residente -. Chi ha sbagliato deve pagare, i nostri disagi sono enormi. Noi che abitiamo in campagna siamo sempre trattati come gli ultimi degli ultimi, ma adesso i problemi sono diventati serissimi, bisogna intervenire e bisogna farlo in fretta. La nostra pazienza è giunta al termine.”

Ricordiamo che il 12 febbraio 2020 la ricostruzione del ponte sul Lamone fu affidata dal Comune di Ravenna alla RCB di Bologna perché lo finisse entro il 21 marzo 2021. Poi il Covid rallentò i lavori mentre altre vicissitudini hanno allungato di molto i tempi. Da ultimo si è parlato di problematiche legate alla crisi delle materie prime e dei materiali.

Ma il consigliere di opposizione Alvaro Ancisi ha contestato proprio ieri questa tesi, affermando che in realtà dal settembre 2021 c’è un contenzioso aperto fra Comune e ditta che esegue i lavori, contenzioso che sta bloccando l’opera. “Non è vero che questo è il cantiere che più ha vissuto problematiche legate alla crisi. – ha scritto Ancisi – Tutti i ritardi nella consegna del ponte successivi al 26 febbraio 2022 sono infatti da attribuire, per la massima parte, ad un’aspra contesa sulle loro cause, di cui il Comune ed RCB si rimpallano gli errori e le responsabilità, forse tuttavia da suddividere. La prima sospensione del cantiere, che il Comune dispose dal 5 marzo 2020 fino al 1° marzo 2021 a scopo di riposizionamento delle condotte in carico ad Hera, passò liscia. La seconda, tra il 2 maggio e il 27 maggio 2022, portò in luce l’esistenza di un contenzioso, sollevato dalla ditta fin dal 10 settembre 2021, circa l’urgenza di introdurre una variante al progetto per rinforzare, con le cosiddette “terre armate”, le rampe laterali del ponte, altrimenti a rischio di tenuta.”

Lo scorso 31 maggio il Comune di Ravenna ha ordinato alla ditta di procedere con le terre armate e ultimare le lavorazioni sul ponte, ma il cantiere non è ancora stato riaperto – riferisce Ancisi – e la fine dei lavori è stata ulteriormente dilatata alla data del 30 settembre (quinto rinvio). Secondo Ancisi questa scadenza è “puramente illusoria” perché il 17 giugno “la Giunta comunale ha finalmente approvato la sospirata variante, certo con grave ritardo. Con ciò è venuta meno la “giustificazione” grazie a cui RCB non ha ripreso i lavori, essendo suo obbligo portarli a termine a prescindere da ogni contenzioso in corso, da trattare poi a parte. È dunque verosimile che, cessate le ferie agostane, la ditta presenti al Comune il nuovo cronoprogramma dei lavori con la data della loro fine, riaprendo di conseguenza il cantiere dopo la sola presa d’atto dell’Amministrazione.” Secondo Ancisi se nei prossimi giorni sarà presentato il nuovo cronoprogramma e saranno ripresi i lavori la consegna del ponte potrebbe avvenire nell’arco di 3-5 mesi, quindi fra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Ma il consigliere di opposizione si dice molto scettico su questa eventualità.

L’Assessora Federica Del Conte, contattata al telefono, ha sottolineato che “stiamo lavorando affinché i lavori terminino entro la fine del 2022 o nei primi mesi del 2023. Gli uffici tecnici del Comune sono costantemente in contatto con la ditta e verranno portati a termine alcuni impegni di carattere amministrativo legati alla procedura in corso”.

“I lavori al ponte dovrebbero riprendere a breve – sottolinea l’assessora – . C’è un confronto continuo con l’impresa e ci aspettiamo la riapertura del cantiere già dall’inizio di settembre”.

Siamo consapevoli dei disagi arrecati ai cittadini – prosegue Del Conte, assicurando che “la situazione finale sarà la migliore possibile. Ad oggi gli interventi previsti sulle strade sono quelli di manutenzione ordinaria. Bisogna però tener presente che gli interventi strutturali devono essere progettati e finanziati e se non sono già previsti nel Piano degli Investimenti devono trovare una loro voce nell’ambito dell’assestamento di bilancio. Da parte del Comune vi sarà la massima attenzione, ma si tratta di procedure complesse che richiedono tempo.” conclude.

Commenti

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  1. Scritto da Maria

    Con le scuse la politica si riempie la bocca! È sempre peggio!

  2. Scritto da Viola

    Non condivido quasi mai nulla con le opposizioni, ma, nel mio piccolo, cerco sempre di essere obiettiva e questa volta concordo con loro. All’ assessore vorrei ricordare la ” svista” dei sottoservizi che ha bloccato i lavori per parecchio tempo, non c’ era guerra allora, non c’ erano carenze di materie prime…invece di arrampicarsi sugli specchi dica ai cittadini la verità…qualcuno ha ” toppato” e se ne dovrà assumere la responsabilità!

  3. Scritto da Alan

    Voteranno sempre gli stessi.
    Quindi va bene così.

  4. Scritto da cromwell

    Fra amministratori pubblici e “dirigenti” tecnici é la fiera del darwinismo alla rovescia. Fino a trenta/quarant’anni fa, con molti meno mezzi di oggi, eravamo i costruttori del mondo. Oggi non sono capaci di fare il ponte di Grattacoppa.

  5. Scritto da Andrea

    Non preoccupatevi,la festa dell’unità,la notte d’oro si faranno puntualmente, così come tutte le varie maratone…poi per il resto non c’è fretta…prima o poi lo finiranno

  6. Scritto da batti

    voteranno gli stessi, purtroppo l arternativa è che i ponti li fanno senza strada o fiume sopra
    e 30 40 anni fa non facevano i miracoli ess. e 45 è dovuto farla rifare dopo molto meno
    unico miracolo erano bustarelle che viaggiavano in tasca a chiunque
    dc e psi insegnano

  7. Scritto da Valeria

    Vergognatevi tutti…il paese sta soffrendo e nessuno se ne preoccupa! Non ci sono interessi politici a Grattacoppa e Savarna,sicuramente sarebbero stati piu’efficenti e veloci…ripeto vergognatevi e non prendeteci piu’per i “fondelli”…i miei voti politici li daro’ ai miei cani che sono piu’ intelligenti di voi persone false politiche!!!!

  8. Scritto da Ravennate24ore

    Se anche uno solo dei residenti in zona, il prossimo 25 settembre, voterà Pd (che amministra in questo modo il Comune di Ravenna), vorrà dire che va tutto bene così.
    Perché, va bene l’ideologia, ma abbiamo a disposizione un magnifico modo di dare un segnale forte e chiaro a questa amministrazione locale, tramite il voto nazionale.