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Da una giovane start up ravennate nasce una app che spiega i monumenti

Il meccanismo è semplice: si inquadra un monumento, si scatta, e la app Getcoo fornisce tutte le informazioni

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Il meccanismo è semplice: il turista inquadra un’opera d’arte o un particolare di un monumento con la fotocamera dello smartphone, scatta, e la app Getcoo fornisce, in poche schermate, tutte le informazioni su quel bene. L’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna, che gestisce 5 degli 8 monumenti Unesco della città, offre ai turisti questa nuova forma di valorizzazione dei beni che le sono stati affidati grazie alla collaborazione con Getcoo, giovane start up ravennate che nasce da un’idea dei fratelli Stefano e Claudio Berti. 

 

Stefano e Claudio Berti lavorano con un team di altri 5 under 40 esperti in beni culturali e nuove tecnologie. La start up ha brevettato una app che riconosce un monumento con una semplice foto e fornisce al turista tutte le informazioni su di esso. Attraverso un accordo con GetCoo, l’Opera ha aderito alla piattaforma informativa e da qualche settimana la app, scaricabile gratuitamente da internet, contiene i testi di presentazione realizzati all’Opera per spiegare ogni dettaglio della Basilica di San Vitale, del Mausoleo di Galla Placidia, della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, del Battistero Neoniano e del Duomo.

“In un’ottica di promozione e di offerta di servizi aggiuntivi ai turisti abbiamo aderito alla proposta di GetCoo perché ci è sembrata interessante e innovativa – spiega don Lorenzo Rossini, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi –. In particolare, questa nuova app, mette insieme l’aspetto visivo, così importante oggi, crea interazione con il bene da comunicare ma soprattutto ci dà la possibilità di curare personalmente e gestire i contenuti da trasmettere al turista, in modo che parlino anche e soprattutto dell’identità originaria, come luoghi di culto, delle nostre chiese e dei nostri monumenti”.

Un nuovo modo di comunicare il patrimonio, quello inaugurato con questa nuova app, che “come Opera – conclude don Rossini – stiamo cercando di sperimentare potenziando l’uso delle nuove tecnologie”.

“L’idea ci è venuta appunto scattando una foto a un monumento mentre eravamo in viaggio – racconta Roberta Grasso, Cultural Heritage expert di Getcoo –. È applicabile a tutti i monumenti del mondo, perché non necessita di un hardware specifico. Siamo appassionati d’arte e di viaggi, e per questo abbiamo pensato a uno strumento per accedere alle informazioni principali su un monumento in maniera semplice e immediata: l’arte e la cultura devono essere democratiche, per tutti”.

Più snello dei sistemi che utilizzano Beacon (con il bluetooth) o il Qr code (codice a barre che immagazzina informazioni da leggere con il cellulare o lo smartphone), la app ideata da Getcoo ha un piccione (in inglese “coo” vuol dire “tubare” e richiama il caratteristico verso del piccione) come logo in omaggio al migliore “amico” del turista. E’ scaricabile sia per Ios che per Android.

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