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Al Magazzeno Art Gallery di Ravenna la prima mostra d’arte di due giovani artisti forlivesi

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Magazzeno Art Gallery presenta per la prima volta a Ravenna l’artista Alessandro Turoni (Forlì, 1986) e il giovanissimo Gian Marco Battistini (Forlì, 1996), alla sua prima esperienza in galleria. Nella giornata di Pasquetta, il 2 aprile, i due artisti saranno presenti al MAG per incontrare il pubblico: non la solita inaugurazione, ma una mostra-evento (dalle 18 alle 21) per presentare al mondo dell’arte e non questi due artisti pronti a spiccare il volo.

Le opere di Turoni, ispirate a grandi artisti contemporanei come Damien Hirst e i Chapman Brothers, evocano invece del passato, il futuro. Un futuro immaginato come già avvenuto e profondamente stravolto, ma rappresentato con grande ironia e supportato da un’altissima tecnica. I soggetti di Turoni fanno parte di un mondo incantato, abitato da strani animali robotici, ibridi non ancora identificati, minuscoli uomini superstiti di una civiltà perduta.

“Turoni ha scelto l’universo animale come il suo soggetto artistico; quasi nella loro totalità, le opere dell’artista romagnolo ritraggono, più o meno realisticamente, la varietà del mondo animale e vegetale.

E così ci si dimentica dell’antropocentrismo ancora tipico dell’arte contemporanea, che solitamente, anche quando si dedica alla fauna, lo fa trasferendo sugli animali sembianze, vizi e virtù dell’uomo. Turoni, invece, se incorpora l’uomo nei suoi racconti visivi, lo ridicolizza, presentandocelo in dimensioni al limite, che lo costringono dentro piccoli vasetti o in imprese alquanto comiche”- scrive la curatrice Elena Dolcini.

Gian Marco Battistini, laureando all’Accademia di Brera e reclutato da Alessandra Carini a Visibile ( un evento dedicato ad arte, musica e design organizzato da Associazione Norma e RavennArte che si tiene una volta all’anno all’Almagià) è presentato in collaborazione con Paolo Perrelli di Spazionoto Art Design, ed è stato subito annoverato tra gli artisti delle due gallerie.

L’arte di Gian Marco Battistini tratta temi seri, a volte pesanti, ma con la leggiadria del suo acquerello rende tutto semplice e soave. “Uno degli aspetti che più mi piace di lui è che si misura con la stessa leggerezza in opere che ricordano Shakespeare (le citazioni ai fauni cari al “Sogno di una notte di mezza estate”), o Pasolini, o l’odore acre di una dark room” – dice di lui Perrelli. Il grande senso del colore, delle (s)proporzioni e l’originalità dei soggetti fanno di questo giovane talentuoso un artista dalle grandi opportunità.

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