Fondazione Libro Aperto. In uscita “Annali Romagna 2019”

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Sta uscendo “Annali Romagna 2019” di Libro Aperto, la rivista culturale diretta da Antonio Patuelli ed edita a Ravenna dalla omonima Fondazione senza scopo di lucro e frutto soltanto di volontariato: la Romagna è intesa molto più ampia culturalmente ed economicamente, come anticamente, rispetto ai confini geografici attuali. 

Il volume di grande formato di 168 pagine, è aperto dalla rubrica “Europa in cammino” con saggi di Sauro Mattarelli “Per una Romagna europea”; di Mirella Falconi Mazzotti su analfabetismo e Università; di Riccaro Morfino su ambiente e cultura.
Nella rubrica “Le garanzie” appare un saggio di Egisto Pelliconi sulla Romagna faentina.

Quindi la cospicua sezione “Il tempo e la storia” pubblica saggi di Anna Maria Valli Spizuoco sul ponte che non c’è; di Giovanni Gardini sulla lastra incisa raffigurante il martirio di San Vitale; di Paola Novara sul sarcofago detto dell’oculista presso il Museo nazionale di Ravenna; di Osiride Guerrini su Ravenna, Venezia e Bisanzio; di Umberto Zaccarini sui Longobardi a Ravenna tra cronachistica e numismatica; di Roberto Campisi sulla storia dei Da Polenta; di Daniele Sangiorgi sul Concilio di Ferrara; di Ugo Mongardi Fantaguzzi sulla tragedia di Ferrara; di Franco Gàbici sulla statua di Papa Alessandro VII; di Daniela Poggiali sulla Cappella della Beata Vergine in San Vitale; di Giorgio Ragazzini sulla petizione di San Benedetto in Alpe, quando non c’era la strada del Muraglione; di Federico Lasagni Manghi su Carlo Matteucci, fisico, elettrochimico e patriota risorgimentale; di Claudia Giuliani sulle traduzioni byroniane di un patriota-poeta, Ruggero Gamba Guiccioli; di Paolo Mengoli sulle scuole notturne a Bologna 1838-1861; di Venerino Poletti su Luigi Carlo Farini, uno dei padri della medicina sociale; di Francesco Mario Agnoli su un giudice “anfibio” nella Ravenna pontificia dell’Ottocento; di Enrico Baldini su un mito romagnolo dimenticato, Antonio Fratti; di Claudia Bassi Angelini sull’istruzione popolare nel ravennate dopo l’Unità; di Romano Pasi su Mons. Francesco Lanzoni e la critica storica italiana; di Paolo Casadio Pirazzoli sull’anfiteatro romano di Imola; di Luigi Filippo Paolucci sulla cooperazione ravennate e le opere di bonifica; di Corrado Sforza Fogliani sul “processo” a Don Giuseppe Borea; di Giovanni Gualtieri sulla ravennate Associazione liberale Patria e Progresso; di Giovanni Celletti su Michele Vincieri; di Alberto Argnani su Zaccagnini trent’anni dopo; di Beppe Rossi su Giordano Gamberini, intellettuale e ravennate; di Alberto Bucchi sulla storia del Ponte Morandi; di Mario Boccaccini su Romagna e Africa.

Nella rubrica “Ricordando” appaiono scritti di Ottavio Righini su Giovanni Guareschi a cinquant’anni dalla morte; di Giannantonio Mingozzi e Antonio Patuelli su Bruno Benelli 50 anni dopo; di Lanfranco Gualtieri su Carlo Simboli; di Alessandro Svegli Compagnoni su Giorgio Stupazzoni “il guardiano delle idee”; di Antonio e Gian Luca Bandini su Piero Branzanti, imprenditore romagnolo e fiorentino; di Lorenzo Sassoli de Bianchi e Marco Galliani su Eugenio Busmanti; di Chiara Bulgarelli sul dopo Caporetto; di Pietro Barberini su “Andavamo in tipografia…”.

Nella sezione “Uomini donne e libri” appaiono articoli di Gianni Ravaglia, Massimo Ragazzini, Francesco Mario Agnoli, Piero Altieri, Ilaria Lugaresi e Elisa Emaldi, Giovanni Lugaresi.

Nella rubrica “Letture e riletture” Giovanni Lugaresi scrive un’autobiografia dal titolo “Da mezzo secolo sulla pagina”.

Libro Aperto è diffuso esclusivamente in abbonamento: per informazioni tel. 0544.35549 anche fax – 0544.36871; e-mail redazione@libroaperto.it; sito internet www.libroaperto.it oppure presso la sede di Ravenna di Via Corrado Ricci 29.

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