Le ossa di Dante in tour a Firenze? No, sì, forse… La Nazione ne parla

Il primo a parlare di un tour delle ossa di Dante in giro per l’Italia, in occasione del Settimo Centenario del poeta che cadrà nel 2021, era stato tre anni fa Ivan Simonini. Che aveva proposto anche diverse altre cose. Quasi nessuna proposta è stata poi accolta dall’Amministrazione comunale di Ravenna. Tanto meno l’idea del tour delle ossa. Poi un’idea simile, ma più circoscritta e forse più “pericolosa”, è stata avanzata a sorpresa da Cristina Muti Mazzavillani due mesi fa, nel presentare la rassegna Giovani Artisti per Dante.

La signora Muti aveva lanciato l’idea di aprire le celebrazioni dantesche con un grande concerto del Maestro Riccardo Muti prima a Ravenna e poi a Firenze, le due città dantesche per eccellenza, e in questa occasione di portare a Firenze per un periodo limitato le ossa di Dante. Quindi il tour si sarebbe limitato al viaggio Ravenna-Firenze, andata e ritorno. Perchè sul rientro delle ossa a Ravenna Cristina Muti era stata perentoria: “purchè le ossa ritornino a Ravenna” aveva detto.

Il Sindaco Michele de Pascale aveva dichiarato subito che se ne poteva parlare e che lui non era pregiudizialmente contrario all’idea. La proposta in ogni caso ha cominciato a “lavorare” tanto che in questi giorni a Firenze si parla apertamente del ritorno delle ossa di Dante nella sua città natale. Ne parla il quotidiano della città, La Nazione. E ne parla il Sindaco Dario Nardella, che comunque appare molto cauto.

Scrive La Nazione con qualche approssimazione: “Nel settecentenario della morte, il Divin poeta potrebbe tornare a casa. Le ceneri di Dante Alighieri, ora custodite dentro la tomba nella chiesa di San Francesco, a Ravenna, se saranno superati le resistenze e i limiti imposti dalla legge per il disseppellimento e lo spostamento dei resti umani, grazie a un nulla osta speciale, potrebbero arrivare nella città in cui nacque e visse fino all’esilio. Ammesso che le città di Firenze e Ravenna siano in pieno accordo. Per ora i sindaci ne stanno parlando. Anche se i fiorentini, che già dalla fine del ’400 cominciarono a reclamare le reliquie del loro concittadino più illustre, non sono mai riusciti ad averla vinta: anzi, i frati francescani, che ormai consideravano Dante uno di loro, percepita l’aria, nascosero le spoglie facendo restare tutti con un palmo di naso quando, anche su supplica di Michelangelo, il papa della famiglia Medici, Leone X, concesse nel 1519 ai suoi concittadini il permesso di prelevare le ossa per portarle a Firenze.”

«Abbiamo cominciato a parlarne con il sindaco di Ravenna – spiega alla Nazione il primo cittadino fiorentino, Dario Nardella – È ovvio che sarebbe un fatto storico, straordinario, ma che si può realizzare solamente in totale accordo con la città di Ravenna». Secondo Nardella «non è un caso se nessuno ci è riuscito in settecento anni», dice.

La Nazione ipotizza: “l’urna cineraria del Poeta potrebbe essere accolta in piazza Santa Croce nel settembre 2021. Davanti alla basilica dell’urne dei forti, dinanzi alla statua di marmo che lo raffigura e al suo sguardo severo e immobile.”

Insomma, Firenze, cautamente, ci crede. E Ravenna? Ravenna, a parte l’aperturismo del Sindaco, non si sa. Sicuramente su questa ipotesi è divisa. C’è chi dice no per via dei noti trascorsi fra Firenze e Dante (in sostanza, Firenze non meriterebbe la restitutio) e c’è chi dice sì in nome degli scambi culturali, dell’arte, della poesia e forse anche del marketing.

 

Commenti

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  1. Scritto da franco benelli

    Ci voleva un sindaco di Cervia per andare contro la storia di Ravenna?

  2. Scritto da maria teresa

    Mah! Non voglio essere banale dicendo che c’è di meglio a cui pensare e da risolvere…ma questa mi pare proprio una proposta fuori dal tempo…

  3. Scritto da Giovanni lo scettico

    Questa è la solita idea vuoto a perdere, che ogni tanto risalta fuori appoggiata dagli intellettuali nullafacenti della Romagna e della Toscana. Tutta gente che potrebbe benissimo dedicarsi alla potatura o alla manovalanza invece di sparare sciocchezze di grosso calibro. Vorrei lanciare un appello ai ravennati affinchè diano una risposta chiara e univoca: andì a lavurè!

  4. Scritto da GB

    Lasciamo stare Dante per favore.
    Quelle quattro ossa si rivolterebbero nella tomba.
    Ci vuole rispetto e non pensare agli scoop giornalistici o alle idee che fanno sensazione e che magari, per ragioni di businnes , possono anche attecchire. L andata e ritorno a Firenze facciamola con il trenino dell Appennino per una gitarella e non per vedere sindaci con la fascia e i vari seguiti esultanti per una finta riappacificazione che ha per strumento e pretesto la cassetta con le ossa del sommo Poeta, o per passare alla storia come quelli che hanno promosso e dato vita ad un evento inimmaginabile.
    SE lo ricordino tutti , Dante ha scelto Ravenna e qui deve restare.
    SPero che la città protesti.

  5. Scritto da Marco O.

    Idea di grande apertura e coraggio, cosa di cui i ravennati difettano. Il ritorno di visibilità sulla nostra città sarebbe gigantesco. E’ un’occasione clamorosa, spero non la si perda. Per me potrebbero anche andare i tour per l’Italia, tanto sempre da noi dovrebbero ritornare. E vicino al sacello dantesco (nel periodo del tour) potrebbe essere messo un video con le commemorazioni che si succedono nelle varie città. Torneremmo l’assoluto centro del pensiero dantesco.

  6. Scritto da Giovanni lo scettico

    Gentile Marco, e se poi le ossa con qualche scusa non ce le ridanno più indietro?

  7. Scritto da Stefania

    Lasciate le ossa dove sono ….e andi’ a lavure ‘ !!!!

  8. Scritto da P.S.

    Se le mandiamo a Firenze non torneranno mai più! Dovremmo fidarci della parola di Nardella?? Di quella di Renzi abbiamo tutti imparato che non ci si può fidare assolutamente e Nardella era il suo vice…
    Se i fiorentini vogliono vedere le ossa del Sommo Poeta possono tranquillamente venire a Ravenna.
    Spero che De Pascale si renda conto del valore che hanno per la nostra città e del danno che subiremmo se non tornassero più (ricordo che metà delle iniziative culturali di questa città sono proprio incentrate sulla figura di Dante…).