September Seminar: a Ravenna storici e intellettuali riflettono sull’Europa a trent’anni dal crollo del muro di Berlino

Una settimana di studio, riflessione e approfondimento sui temi del processo di integrazione europea e in generale sull’evoluzione politica, economica, sociale e culturale dell’Europa a trent’anni dal crollo del Muro di Berlino e a quindici dal ‘grande allargamento’ del 2004. Questi gli obiettivi del September Seminar, che si svolgerà dal 2 al 6 settembre a Ravenna, nelle aule universitarie di Palazzo Verdi.

Nato da un’idea scientifica del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e realizzato grazie al sostegno economico del Comune di Ravenna (Assessorato alle Politiche Comunitarie) e della Fondazione Flaminia, il seminario accoglierà venti studenti iscritti al primo e secondo anno della laurea magistrale in International Cooperation on Human Rights and Cultural Heritage del Campus di Ravenna e quindici studenti universitari e dottorandi iscritti nell’Ateneo bolognese o in altri atenei italiani ed esteri.

Sarà tuttavia aperto al pubblico per consentire anche alla cittadinanza di assistere alle riflessioni sul tema da parte dei relatori di grande prestigio di cui è prevista la presenza quali Romano Prodi, già presidente del Consiglio e presidente della Commissione dal 1999 al 2004, Stuart Holland, già parlamentare europeo per il partito Laburista inglese e consulente del presidente della Commissione J. Delors, Giovanni Orsina, storico della Luiss e opinionista per noti talk televisivi oltre che per il quotidiano La Stampa, Roberto Balzani, storico, saggista e politico, e altri ancora.

Le cinque giornate affronteranno in maniera tematica alcuni nodi essenziali del processo di integrazione. La giornata di apertura, lunedì 2 settembre, sarà dedicata alla storia delle idee e alla crisi del liberalismo di matrice euro-atlantica. Martedì 3 settembre i lavori si concentreranno sulla dimensione dell’evoluzione delle culture politiche europee, con particolare attenzione ai casi francese e tedesco, con gli interventi di Michele Marchi e Giovanni Bernardini, docenti dell’Università di Bologna che da anni lavorano su questi temi a livello internazionale. La sessione del secondo giorno sarà poi impreziosita dalla partecipazione di Giovanni Orsina.

Il tema degli spazi e dell’evoluzione geopolitica dell’Europa sarà oggetto della sessione prevista mercoledì 4 settembre che vede, tra gli altri, gli interventi del geografo e docente del Campus di Ravenna Mario A. Neve e della politologa A.M. Medici, la quale descriverà l’evoluzione storico-politica della sponda sud dell’area mediterranea e le sue interazioni con il processo di integrazione europea.

Il quarto giorno sarà dedicato invece all’evoluzione socio-economica del processo di integrazione, con particolare attenzione da un lato ai temi dell’austerità, soprattutto applicata agli anni della crisi dell’area euro. Dall’altro sarà trattato diffusamente il tema delle politiche di coesione, grazie al contributo di un’esperta sul campo come Piera Magnatti, già consulente per Nomisma e per la Commissione europea su questo tema così cruciale per l’Europa dell’est e per quella del sud.

Il confronto tra gli spazi e le cosiddette differenti aree di integrazione sarà il tema al centro della giornata conclusiva, venerdì 6 settembre. Lo storico dell’Università di Siena Daniele Pasquinucci, tra le altre cose cattedra J. Monnet per gli studi sull’integrazione, offrirà una panoramica sul punto di vista dei Paesi della cosiddetta ‘vecchia Europa’, nei confronti della ‘nuova’, cioè dei Paesi dell’ex area sovietica. M. Puleri dell’Università di Bologna e I. Agardi (Institut for Social and European Studies Foundation di Budapest) si concentreranno appunto su questa cosiddetta ‘nuova Europa’ e sulle difficoltà di interazione e integrazione, così come evidenziato dalle recenti tensioni in particolare tra Bruxelles e Budapest e Varsavia.

La settimana sarà impreziosita da due focus: martedì 3 settembre Emanuela Medeghini (responsabile U.O. Politiche europee del Comune di Ravenna), esperta di fondi europei e rapporto tra enti locali ed istituzioni europee, affronterà con gli studenti l’importante connessione tra sviluppo locale e dimensione europea e globale. Il 4 settembre e il 6 settembre, l’architetto Saveria Teston, lavorerà con gli studenti del September Seminar, per un’applicazione a livello locale e nel processo di recupero di alcune aree urbane di Ravenna della declinazione di cittadinanza europea. In questo senso il seminario si contraddistingue per la sua triplice dimensione: locale, nazionale ed europea.

Sempre il 4 settembre, dalle 18, il Seminar offre anche un’occasione di dibattito e riflessione pubblica di alto profilo, con una tavola rotonda, in italiano, dedicata sempre agli studenti ma soprattutto aperta a tutta la cittadinanza, nella quale si confronteranno sui temi del processo di integrazione europea personalità quali Roberto Balzani (dell’Università di Bologna), Stuart Holland e Romano Prodi, oltre ad amministratori locali del Comune di Ravenna.

L’iniziativa September Seminar, in questa sua prima edizione, si propone di diventare un appuntamento di approfondimento universitario ma allo stesso tempo di dibattito pubblico nel tentativo di fare del Campus di Ravenna un centro di riflessione sui temi del processo di integrazione e sul suo necessario ripensamento, nel tentativo di strutturare una consapevole e matura cittadinanza europea.

Commenti

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  1. Scritto da Gianni

    Il muro di berlino quello costruito dai comunisti? Mi sono sempre chiesto , perché gli abitanti degli stati, amministrati dai comunisti , volessero tutti fuggire?…! Qualcuno puo’ spiegarmelo? La cosa che non comprendo di piu’ e’: perché a quelli che volevano fuggire gli sparavano? Non erano liberi di andare a vivere in altri luoghi? Grazie

  2. Scritto da Libero

    Che ritornasse in via accademia delle scienze nr. 6 e ci rimanesse!..torino.