Festival dantesco. Dantedì, Ravenna punta sul 14 settembre. Patuelli: “Le ossa di Dante restano a Ravenna. Sono reliquie civili” fotogallery

Sala Dantesca gremita, venerdì 13 settembre in occasione dell’appuntamento più atteso della terza giornata della IX edizione del Festival Dante 2021. Alla Biblioteca Classense di Ravenna, Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana e del Gruppo La Cassa di Ravenna e il giurista Enzo Moavero Milanesi, già Ministro degli Affari Europei e degli Affari Esteri, rispondendo alle domande di Michele Brambilla, direttore di QN hanno sviluppato un’attenta riflessione sulla presenza e sul ruolo di Dante e della cultura italiana in Europa e nel mondo. L’incontro ha preso spunto da una citazione dell’VIII canto del Purgatorio «per tutta Europa» ( v. 123).

“In Italia c’è una grande sensibilità dantesca – ha dichiarato Antonio Patuelli -. Attraverso le nove edizioni del Festival Dante2021, organizzate in vista del settimo centenario dantesco, la Fondazione Cassa di Risparmio ha fatto crescere tale sensibilità, anche grazie alla collaborazione con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca. Arriveremo al prossimo anno con una solida preparazione culturale e una serie di iniziative non improvvisate”.

Patuelli ha spiegato che Dante aveva un preciso ideale dell’Europa, ne conosceva la storia, la cultura ma anche il male, legato al settarismo e al conflitto permanente. “Di conseguenza noi dobbiamo ispirarci alle esperienze culturali, storiche e ideali dantesche per cercare di elevare l’orizzonte del dibattito in corso”.

Nel suo intervento Patuelli ha sottolineato la necessità di mettere al centro della convivenza dei Paesi europei l’ordine giuridico: “sono necessarie norme identiche per tutta l’Europa, poiché oggi non vi sono più i confini geografici ma esistono ancora quelli normativi e questa è una contraddizione che va superata. Sarà questo un importante obbiettivo da raggiungere nel prossimo quinquennio”.

Ribadendo i pericoli dei nazionalismi e l’importanza di un’ Europa unita, Moavero ha spiegato che nel 2040 nessuno degli Paesi europei che oggi fanno parte del G7 sarà tra i primi otto del mondo: “Solo l’Europa potrà ambire al podio”.

In merito al prossimo centenario dantesco e all’ipotesi che le ossa del Sommo Poeta tornino a Firenze, Patuelli, rispondendo ad una domanda di Brambilla, ha commentato: “Su questo tema non sono intervenuto a lungo ma oggi parlerò, nonostante il mio forte legame con Firenze, perché vi sono delle motivazioni storiche, etiche e di diritto: Dante è morto a Ravenna, dove aveva scelto di risiedere dopo l’esilio da Firenze, per un bando del 1302 che prevedeva la pena di morte del Poeta, se fosse tornato nella città toscana. Dopo la sua morte fu inumato nella sua parrocchia ( che un tempo era dedicata a San Pietro Maggiore, oggi Basilica di San Francesco), e poi “custodito” per sette secoli dai frati francescani e dai ravennati”.

“Le ossa sono solo ciò che rimane di mortale del Sommo Poeta, ma l’identità di Dante è la tradizione culturale, la lingua – ha sottolineato Patuelli – . E’ importante ricordare ciò perché è nostro compito occuparci degli ideali di Dante, della sua eredità culturale e morale, e non delle ossa”.

“Dante non afferisce al mondo della chiesa, lui è un laico – ha proseguito -. Quindi la traslazione delle ossa di Dante non ricade sotto il diritto ecclesiastico. Le sue ossa non possono essere portate nelle chiese o nelle Basiliche, non sono reliquie di un santo. E per quanto riguarda il diritto civile, o meglio per il diritto cimiteriale italiano, vi è la possibilità di traslare delle reliquie di un laico, da un luogo ad un altro luogo, ma non è contemplata l’ostentazione di “reliquie” di civili.

Dante2021 - Alla Sala Dantesca Antonio Patuelli e Enzo Moavero Milanesi

Nella seconda parte dell’appuntamento alla Sala Dantesca, il tema centrale è stato il Dantedì, la giornata mondiale celebrativa di Dante Alighieri, proposta lanciata un paio di anni fa dalle pagine del Corriere della Sera, sulla falsa riga del Bloomsday, il 16 giugno, data in cui tutto il mondo celebra la commemorazione annuale dello scrittore irlandese James Joyce.

Dantedì” come l’ottavo giorno della settimana. “Una parola italianissima” ha spiegato il professor Francesco Sabadini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca.

Il 14 settembre potrebbe essere la giornata in cui sarà celebrato annualmente il Poeta. Secondo il mondo della cultura presente ieri alla Sala Dantesca, sarebbe questa al data auspicata. Ora manca solo l’ufficializzazione che potrebbe avvenire con un decreto del Presidente della Repubblica.

Commenti

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  1. Scritto da Battista Cavassi

    Spett.Redazione,
    mi si consenta un breve intervento sull’argomento delle ossa di Dante.
    Tutti conosciamo le irrisioni di Olindo Guerrini sulla “pivirola”, cagione di problemi urinari a Camillo Morigia oltre alla definizione “timpiètt cupiè sora e’ mudèl d’na zucarira”.
    Non dimentichiamo che a Firenze vi è un sepolcro vuoto in Santa Croce.
    Organizzando una traslazione temporanea delle ossa ogni 10 anni con una adeguata solennità, p.es. un treno storico sulla linea Ravenna-Faenza-Firenze, con piccoli comitati di accoglienza alle stazioni, si creerebbe un evento di promozione culturale, ci sarebbe grande attenzione delle televisioni.
    Diciamo bene il vero: dal punto di vista mediatico a Ravenna Dante ci dorme e mi sembra che non si faccia molto per svegliarlo.
    Cordialità. Battista Cavassi