“Aviès”: a Conselice uno spettacolo partigiano per celebrare la Libertà di Stampa

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Con “Aviès” la compagnia Lady Godiva Teatro torna a raccontare la Resistenza. Lo fa con uno spettacolo, scritto e diretta da Eugenio Sideri, che vede sul palco  gli attori Enrico Caravita, Laura Sentiero e Giulia Casadio, e le cantanti Celeste e Matilde Pirazzini.  Lo spettacolo, dedicato alle storie dei partigiani e della lotta di Liberazione, andrà in scena il 4 ottobre al Teatro Comunale di Conselice, ore 21.

Per l’occasione ci sarà la partecipazione straordinaria di altri attori e attrici della compagnia: Carlo Garavini, Tania Eviani, Alice Cottifogli, Clara Silvestri, Giada Marisi ed Engji Kurtaliaj.

L’iniziativa è promossa dall’A.N.P.I.  di Conselice, in collaborazione con il Comune di Conselice.

LO SPETTACOLO E I SUOI PROTAGONISTI

Pedalare sulle strade incontrare nomi, fatti, persone. Vivi e morti che si incrociano tra Storia e Memoria. E con le biciclette ascoltare le storie che le strade ancora raccontano, con i loro cippi e le loro lapidi. Storie di uomini e donne, o meglio, spesso di ragazzi e ragazze, partigiani e staffette, che hanno dedicato la propria vita, anche perdendola, alla Resistenza. Guerra e lotta per la Liberazione, per un Paese libero, per un futuro democratico e sincero. Per raggiungere ciò che oggi, forse, a volte appare scontato, ma che 70 anni fa non lo era affatto.

Il 18 agosto 1944 Napoleone uccide, con due precisi colpi al petto, la camicia nera Leonida Bedeschi,  dall’emblematico soprannome di Cativeria. Napoleone era il nome di battaglia di Umberto Ricci, gappista volante, di anni 22. Morto impiccato a Ravenna, il 25 agosto 1944 presso il Ponte degli Allocchi (oggi Ponte dei Martiri). Napoleone, Natalina Vacchi, Candida Bondi, Sultana, Silvio Corbari… questi alcuni ed alcune dei protagonisti delle storie che raccontiamo: crediamo che il ricordo e la Memoria siano bene prezioso per non dimenticare, affinché diventino strumenti per costruire un presente migliore.

Sporte di paglia a nascondere pistole, nascondigli in mezzo ai campi o nelle soffitte, travestimenti, tradimenti e torture: aneddotica e storiografia si alternano in una serie di racconti di gente che “ha dovuto fare la guerra perché non voleva più la guerra”. Così ci ha detto un giorno una nonna, anziana staffetta partigiana. Così noi raccontiamo delle storie per parlare della Storia.

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