Elsa Signorino risponde alle femministe su Chuck Close: discutiamo di arte e cultura di genere ma senza censure

La polemica è ormai nota. Udi, Donne in nero e donne socie della Casa delle donne hanno scritto una nota contro Chuck Close e le istituzioni culturali del Comune di Ravenna, colpevoli queste ultime di avere ignorato le accuse di molestie mosse all’artista americano da diverse donne e dal movimento Me Too. La dura nota è stata resa nota proprio nel giorno in cui Chuck Close è a Ravenna per presenziare all’inaugurazione della sua mostra al MAR. Anche l’autore Gianluca Costantini si è schierato “contro”.

“Se in Italia il movimento Me Too non è stato forte ed incisivo come in altri paesi, lo si deve a diversi fattori, non ultimo quello ascrivibile all’ignavia del potere politico, al silenzio delle istituzioni, incapaci, ancora una volta, di comprendere la profondità e la radicalità della rivolta delle donne. – si legge in un passo della nota di Udi, Donne in nero e Casa delle donne –  Il dibattito pubblico si è fermato alla superficie ed ha preferito vedere quello che non c’è nelle denunce del movimento femminista: il desiderio di vendetta, di repressione, di giustizialismo; e non vedere quello che invece c’è: desiderio di libertà, di rottura della subalternità femminile nei rapporti di potere e sociali, di cambiamento. E allora ci chiediamo: anche le istituzioni culturali del Comune di Ravenna preferiscono non vedere e ignorare quello che è noto in tutto il mondo da tempo? Del grande artista Chuck Close non si sapeva nulla?” 

Abbiamo girato più o meno queste parole all’Assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino durante la conferenza stampa.

“Sono una donna che ha fatto del suo essere donna un suo punto d’onore in tutta la sua vita e che non tollera nessuna offesa alle donne o di genere – ha risposto l’Assessora Elsa Signorino  – Le notizie sulle accuse a Chuck Close erano note, sì ne eravamo a conoscenza. Non voglio cercare alibi o alimentare equivoci su questo. Le associazioni femministe nella loro lettera pongono domande e sollecitazioni a cui non intendiamo sottrarci. Voglio sottolineare che il MAR espone durante RavennaMosaico2019 sia le opere di Chuck Close sia un’opera di un’artista come Niki de Saint Phalle che non ha mai nascosto le sue battaglie femministe per le donne. Dunque questa è un’occasione – senza entrare nel merito della cronaca o di vicende giudiziarie che peraltro in questo caso non hanno avuto alcun seguito – per costruire un percorso di consapevolezza e di crescita, per una riflessione alta sull’arte, sugli artisti, sul ruolo delle donne e sulla cultura di genere. Un caso recente si è verificato anche a Venezia, rispetto all’opera cinematografica di Roman Polanski. Faremo una proposta alle associazioni femministe della città per un confronto di questo livello e spero che lavorino con noi su questa ipotesi. In ogni caso, costruiremo comunque un momento alto di riflessione. Questa è l’unica soluzione per me plausibile – ha concluso Elsa Signorino – senza essere costretti a mettere in mora la produzione artistica di un grande artista come Chuck Close, la cui grandezza appunto non può essere messa in discussione, e che siamo onorati di avere a Ravenna.”