Lisa Manara e lo Stefano Bedetti Quintet protagonisti al Mama’s Club di Ravenna

Al Mama’s Club circolo Arci Scintilla, sito a Ravenna in via S. Mama 75, doppio appuntamento per il weekend di Ognissanti. Venerdì 1 novembre 2019, alle 21,30, Lisa Manara sarà in concerto con “L’Urlo dell’africanità” esibendosi alla voce e percussioni. Alla chitarra Aldo Betto. Il progetto nasce dalla passione per la visceralità della musica africana , un viaggio tra echi capoverdiani, hit del soul e del pop, fino sulle sponde dell’Africa, dove tutto è iniziato.

Lisa Manara nasce nel 1992 in un piccolo paesino della Romagna. Ecco cosa scrive di lei Alceste Ayroldi, giornalista della prestigiosa rivista Musica Jazz: “non è facile incontrare una voce che metta insieme grinta, intonazione e una vigorosa interpretazione, soprattutto se si ha poco più di vent’anni. Lisa Manara ci riesce con una disarmante facilità. Chapeau, quindi alla nuova interprete della musica afroamericana “targata” Italia”. Corista nel tour 2018 di Gianni Morandi.Accompagnata allachitarra da Aldo Betto, musicista eclettico e curioso, che amalgama perfettamente melodia e ritmo nella voce del suo strumento”.

Sabato 2 novembre 2019, alle 21.30, Stefano Bedetti Quintet andrà in scena con “Hard bop: omaggio a Horace Silver”. Stefano Bedetti:sax; Rossella Cappadone: voce Daniele Santimone: chitarra; Mauro Mussoni:contrabbasso; Andrea Grillini : batteria.

Horace Silver, nato Horace Ward Martin Tavares Silva (Norwalk, 2 settembre 1928 – New Rochelle, 18 giugno 2014), è stato un pianista e compositore statunitense. Noto per il suo stile giocoso e colorato di influenze funky e per i suoi contributi allo stile noto come hard bop, ha mostrato numerose influenze, soprattutto da parte della musica gospel, di quella africana e di quella latinoamericana. Silver fu scoperto in un club di Hartford dal sassofonista Stan Getz, con cui fece il suo debutto discografico.

Poco dopo si trasferì a New York, dove, assieme ad Art Blakey, fondò un gruppo diretto cooperativamente (che sarebbe poi divenuto il nucleo dei Jazz Messengers) e iniziò a suonare coi grandi nomi del jazz accompagnando tra gli altri Coleman Hawkins e Lester Young e lavorando nei locali che avevano visto la nascite del bebop (la sua prima scrittura con Young fu al Minton’s Playhouse). Il primo disco con Blakey e la loro formazione, Horace Silver and the Jazz Messengers è da molti indicato come una delle date di nascita dell’hard bop.

Stefano Bedetti autodidattainizia a suonare il sassofono all’età di 14 anni e a 19 è già sulla scena internazionale grazie a Giulio Capiozzo che lo chiama nelle prime esperienze al fianco di musicisti come lo storico clarinettista Tony Scott, il pianista George Cables ed il trombettista Jimmy Owens.Parallelamente inizia una delle sue più importanti collaborazioni a livello turnistico con il gruppo “Jestofunk” che durerà quasi una decade e che gli permetterà di calcare i palchi ed i festival jazz più importanti del mondo.

Dal 2004 è il sassofonista del “Marco Tamburini International  Quintet” quintetto fondato da Marco Tamburini e che vede la partecipazione di due nomi importanti della scena jazz mondiale: Billy Hart alla batteria e Cameron Brown al basso. Con lo stesso gruppo registra due dischi “Frenico” ed “Isole”. Nel 2005 vince il premio dedicato ai musicisti emergenti “Porsche Giovani e Jazz” con il suo quartetto, e nello stesso anno partecipa per la prima volta al festival internazionale di jazz a Cuba “Havana Jazz Plaza” invitato da Chucho Valdez. Nel 2007 il primo di disco da leader “The Bright Side of the Moon” riceve ottime critiche da parte della stampa specializzata e viene nominato.

Come “Best Album” all’ ”Italian Jazz Award 2007” Nel 2008 si trasferisce a New York ed inizia a collaborare con molti dei musicisti più importanti a livello mondiale tra i quali: DaveStryker, Billy Drummond, Billy Hart, Lenny White, Barry Altschul, Ed Howard,John Patitucci, Adam Nussbaum, John Riley e Antonio Sanchez.