Al teatro binario di Cotignola uno spettacolo dedicato alle donne

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Al Teatro Binario di Cotignola arriva uno spettacolo dedicato alle donne e alle loro virtù. Lo spettacolo è da ascriversi all’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Lo spettacolo ha il Patrocinio di Amnesty International Italia.

Il 23 novembre 2019, alle 21, l’Associazione Cambio Binario, con il patrocinio e il contributo del Comune di Cotignola e della Regione Emilia Romagna, propone lo spettacolo “Farfalle”, scritto e diretto da Ilaria Cangialosi, per ripercorrere la storia delle sorelle Mirabal.

Esistono storie spesso ignorate, accantonate o finite nel dimenticatoio, di persone ed eventi che hanno segnato un passato che si ripercuote nel nostro presente. Il teatro riesce a trascendere l’ordinaria commemorazione per coinvolgere il pubblico in un viaggio volto a percorrere quasi in prima persona – attraverso l’immedesimazione dei personaggi in scena – alcune significative tappe della Storia.

In questo caso la narrazione teatrale incontra la storia, attraverso attrici impegnate intensamente nelle forme dell’espressività femminile e la ricostruzione attenta dei fatti ad opera dell’autrice. Protagoniste le “Mariposas” farfalle, sorelle dominicane che, a metà del secolo scorso, si opposero alla dittatura di Rafael Leonidas Trujillo, pagando le conseguenze della dissidenza con la propria vita. Patria, Minerva e Maria Teresa, simulando un incidente stradale, furono uccise il 25 novembre del 1960. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 17 dicembre del 1999, dichiarò proprio in loro memoria, il 25 novembre la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La voce narrante è quella di Adele, detta Dedè, l’unica sopravvissuta, custode della memoria della sua famiglia, che tesse la trama del ricordo, tra squilli di telefono, fotografie antiche, e visioni delle sorelle “Farfalle”.

Uno spettacolo sulla perseveranza e la tenacia, che fa riflettere sui diritti ottenuti e a quale prezzo. “Non è della morte ma è della vita che
vogliamo parlare” – dichiara la regista – questo il senso di quelle
movenze delicate, in scena, che evocano
la fragilità e la bellezza delle farfalle, il
nome di battaglia scelto nella resistenza
clandestina al regime, dalle sorelle
Mirabal. In questo nome c’è il
simbolo della loro stessa nascita come
donne, dal bozzolo che lascia stille di
sangue, per poter poi volare e partecipare
libere al movimento delle cose, per
cambiare un presente violento e creare le condizioni per un futuro di libertà, come poi, realmente accadde a Santo Domingo.

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