A Castel Bolognese Gran Galà di danza dedicato alla Natività

Sabato 30 novembre, alle ore 18.00 la chiesa sconsacrata di Santa Maria della Misericordia di Castel Bolognese ospiterà i giovani danzatori delle scuole di danza che si esibiranno in un eccezionale Galà di Natività Mystica. Lo spettacolo nasce da un idea di Rosanna Pasi, presidente della FNASD (Federazione Nazionale Scuole di Danza), in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’associazione Angolo.

“Il Galà riguarda il Natale e si intitola Natività Mystica, nel senso che ci sono degli eventi che si collegano in qualche modo alla Natività. – spiega Rosanna Pasi – C’è stata una grande affluenza, si esibiranno gli allievi di numerose scuole non solo del nostro territorio: Cento in provincia di Ferrara, Desenzano sul Garda in provincia di Brescia, Bologna, Reggio Emilia, Russi, Firenze, Venezia, Arezzo, Schio in provincia Vicenza, Castel Bolognese, Mirandola, Faenza, Ravenna. In totale sono diciotto scuole.”

I galà che FNASD realizza con la direzione artistica del maestro Arturo Cannistrà sono stati pensati per offrire opportunità espressive, creative ed artistiche ai giovani allievi delle scuole di danza, al di fuori di ogni aspetto competitivo.

“Gli allievi delle scuole di danza partecipano ai galà per esprimere una loro sensibilità coreografica, artistica e anche personale attorno ad un tema. Offrire delle occasioni per fare in modo che i giovani danzatori stiano su un palcoscenico di fronte ad un pubblico è un avventura che fa crescere i loro ragazzi. – racconta Pasi – Queste scuole di danza non sono riconosciute a livello professionale. In realtà gli insegnanti di danza sono importanti e hanno una funzione anche didattica. Loro insegnano un’attività performativa che è danza, poi aiutano ai ragazzi in un periodo di crescita’. La mia finalità ad organizzare questi progetti di galà non è quella di far emergere i talenti ma è quella di far capire che danza è un linguaggio della comunicazione, attiene al mondo della cultura, aiuta ai ragazzi nella loro crescita, aiuta ai ragazzi di conoscere loro stessi e lavorare in gruppo che non è semplice.”

“Secondo me la danza è un’attività artistica, ma anche molto educativa. Poi ha anche un altro aspetto. Il teatro come il luogo di comunicazione in generale è importantissimo, perché il teatro attiva una comunicazione fra le persone che sono in platea e quelle che sono sul palcoscenico. Il poeta direbbe – aggiunge Pasi – di “corrispondenza d’amorosi sensi”… Quindi in questo ambiente si può stabilire una emulazione positiva, cioè un bambino che vede sul palcoscenico un suo coetaneo ad esibirsi può pensare a svolgere un’attività simile. Insomma è un emulazione positiva senza essere competitiva. Qui la competizione i ragazzi fanno con loro stessi quando devono preparare una coreografia. Poi è anche un’attività di rispetto, perché’ chi balla maschi e femmine si rispettano fra di loro, conoscono i loro limiti e i limiti del loro compagno. Da questo punto di vista è anche un’attività di prevenzione e una formazione specifica proprio per la loro vita da adulti”.