Cotignola: sette appuntamenti da gennaio ad aprile per la nuova stagione teatrale Sipario 13

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Il Teatro Binario di Cotignola presenta la nuova stagione di prosa che si svilupperà in sette appuntamenti da gennaio ad aprile. Un percorso che prende le mosse dall’uomo contemporaneo, dalle sue relazioni, dalle sue debolezze, dai suoi sentimenti, spesso ironizzando sulla vita e le sue contraddizioni. Sentire, emozionarsi, ridere, divertirsi e intanto riflettere e appassionare su temi della nostra attualità: questa è la proposta teatrale che l’Associazione Cambio Binario, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Cotignola, programma, con la Direzione Artistica di Nicoletta Ancherani.

“Sipario 13”, alla sua ottava edizione, aprirà sabato 25 gennaio alle 21.00, con l’atteso ritorno di Diego Ruiz che, in coppia con Fiona Bettanini, porterà sulla scena, a 20 anni esatti dal suo primo debutto, “Orgasmo e pregiudizio” (nella foto sopra), lo spettacolo che è stato un vero fenomeno teatrale sia in Italia che all’estero. Amici dai tempi della scuola, le vite dei due protagonisti hanno proceduto sempre parallele, con diverse storie affettive, ma con quel forte legame che li ha visti affrontare ogni genere di situazione e reciproche confidenze, ma mai era capitato loro di essere così intimi da dover dividere il letto di una camera del motel dove sono stati costretti a fermarsi, perché Fiona ha perduto le chiavi della macchina di Diego. Da quel letto non scenderanno mai, ma su quel letto affronteranno le loro più intime paure, le reciproche curiosità, le debolezze mai ammesse, e riusciranno a confessarsi segreti e tabù mai pronunciati prima. Lenzuola rosse, atmosfera piccante, per un racconto a “luci fortemente comiche”.

Il 1° febbraio, con “Aldilà di tutto”, una produzione firmata dall’Atir, si affronta un argomento complicato come la morte, prendendolo come punto finale di una vita… ma quello che conta nella vita sono i momenti che vanno vissuti e che rappresentano tanti episodi a se stanti, che possono essere ripetuti, perché possano dare corpo a episodi nuovi. Non vita, quindi, ma scampoli di vita e la morte, affrontata con naturalezza, è essa stessa parte dell’esistenza umana. Si ride e ci si commuove, a seconda delle situazioni che vengono a crearsi, con continui cambi di registro e moltissimi picchi emotivi.

Spazio alla commedia esilarante, sabato 15 febbraio alle 21, con “Le donne baciano meglio”, una “stand-up comedy”, interamente autobiografica, di e con Barbara Moselli. Con semplicità, ironia e senza vergogna o paura del giudizio, racconta l’epifania dell’autrice-attrice partendo da quando ha preso in mano la sua vita. Assistiamo alla narrazione intima della protagonista, come in quei film americani in cui un personaggio al bancone del bar racconta la sua vita con autoironia e con il batticuore che non si può fermare perché così è la vita, se scegli di viverla. Dopo anni di vita dichiaratamente etero, si trova ad aver a che fare con la sua vera natura. Da qui un percorso in compagnia di diversi personaggi, che la condurranno alla totale accettazione di sé. Ironico e stravagante, lo spettacolo tocca il tema dell’innamoramento e della metamorfosi personale, utilizzando il palcoscenico come grande camerino all’aperto.

Domenica 1 marzo, alle 17.30, sulla scena arriva un argomento cult degli ultimi anni: il cibo. Il tema scalda gli animi per le implicazioni emotive, psicologiche, socio-culturali ed economiche che comporta. “Fame mia”, monologo di e con Annagaia Marchioro, liberamente ispirato a “Biografia della fame” della celebre Amélie Nothomb, è un percorso di formazione dall’infanzia all’età adulta, una storia semiautobiografica su una relazione complicata con il cibo. “Mangi e smetti di mangiare perché vuoi sbranare la vita, perché non accetti il compromesso, perché brami l’assoluto – dichiara la regista Serena Sinigaglia. La leggerezza, l’ironia, la levità con cui ogni disgrazia è affrontata. Senza mai prendersi troppo sul serio, senza enfasi e alcuna retorica, con la semplicità e la schiettezza dei migliori racconti biografici. Il lieto fine che, seppur sbilenco e imperfetto, sopraggiunge e ci conforta. Si può guarire. Ci vuole passione, fiducia ed un pizzico di tenacia”.

Esiste un teatro che ama osservare più di quanto ami farsi osservare, una drammaturgia che nasce dall’indagine e trasferisce sulla scena la testimonianza di chi vive. Ne è interprete d’eccezione Giuliana Musso, una delle più importanti ed efficaci soliste del nostro teatro, che sarà al Binario sabato 14 marzo alle 21, con l’ultimo suo monologo “La scimmia”. L’interprete è anche autrice del testo che parte da Kafka (“Relazione per un’Accademia”) per mettere in scena la condizione dell’uomo oggi: l’allegoria di una strategia di sopravvivenza che porta all’omologazione e alla perdita di sé. La scimmia, catturata in una regione dell’Africa, viene segregata, fino a quando dentro di essa avviene un processo di evoluzione che la porta a comprendere che l’unica via di salvezza è diventare ciò che la tiene in cattività, ovvero un uomo. La scimmia dunque deve dimenticare la vita nella foresta, rinunciare a se stessa, ignorare la chimica del proprio corpo e così adeguarsi. Musso ha le fattezze e l’andatura di Charlot, la sua ex scimmia per sopravvivere tra gli umani che l’avevano catturata ha scelto di calcare la strada del varietà, è un’artista, acclamata, adulata, lodata. Nel suo abbandonare la natura animale, e quindi libera, ha optato per il male minore, una professione che almeno le consentisse la libertà della fantasia. È però forte la malinconia per una vita in cui il pensiero e la percezione erano una cosa sola, non c’era separazione tra corpo e mente. Nel caracollare sul palco, la scimmia usa il suo acume per ottenere di nuovo la libertà, ma quella limitata dell’uomo, stretto nel conformismo e nell’omologazione. Dalle parole di questo personaggio tracimano consapevolezza ma anche dolore, rassegnazione e nostalgia.

Spazio alla leggerezza, venerdì 20 marzo, con “Sbussolati” di e con l’istrionico Mario Zamma, volto noto del programma televisivo “Il bagaglino”. Attraverso la formula del varietà, con una serie di monologhi dalla sferzante e irriverente ironia, arricchiti da momenti musicali, Zamma affronta lo ‘sbussolamento’ dei nostri tempi: l’amore, la famiglia, la cultura, la società e la politica, visti attraverso la lente dell’irresistibile comicità dell’artista irpino, per ridere insieme, e riflettere, di una modernità così spesso indecifrabile.

Protagonista dell’ultimo appuntamento della Stagione è una rilettura del mito di Dedalo e Icaro (nella foto sotto), proposta dal Teatro dell’Elfo con Eco di Fondo, in scena il 4 aprile, sempre alle 21. Nella visione, curata dal regista Tindaro Granata, Dedalo costruisce ad Icaro delle ali fatte esclusivamente dal suo estremo amore. Icaro, infatti, è rinchiuso in un labirinto: un mondo fatto di vicoli chiusi, strade verso l’esterno che s’interrompono, dalle quali spesso sembra di vedere improvvisamente l’uscita, ma è solo un’illusione. Il labirinto, Dedalo lo sa, è cieco, si chiama autismo e non ci sono cure. Si può, solo, amare incondizionatamente.

Insieme a Sipario 13, tornano anche gli appuntamenti per i più piccoli. Sono tre gli spettacoli dedicati alle famiglie in programma dal 18 gennaio, tutti alle 20.45: “Ouverture des Saponettes” (18 gennaio), “Super scienza vs supereroi” (8 febbraio), “Cattivini” (22 febbraio). Bolle di sapone, esperimenti scientifici, veri e propri concerti in miniatura per un viaggio con i giovani spettatori nell’esperienza dello spettacolo dal vivo.

La biglietteria del teatro Binario sarà aperta un’ora prima di ogni spettacolo. Per informazioni e prenotazioni ai singoli spettacoli: 373 5324106 oppure www.cambiobinario.it oppure sulla pagina Facebook di Cambio Binario.

Il Teatro Binario si trova in Viale Vassura 18/a Cotignola di Ravenna.

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