Stagione di Danza all’Alighieri: va in scena la Cenerentola di Bubeníček

Una ragazza coraggiosa, capace di credere ai suoi sogni e di non arrendersi ai rovesci del destino: è la Cenerentola di Jiří Bubeníček , che apre la stagione di danza del Teatro Alighieri a Ravenna sabato 15 febbraio alle 20.30 e in replica domenica 16 alle 15.30.  È una versione stringata, 70 minuti senza intervallo, basata sulle musiche di Prokof’ev, e che l’artista praghese ha creato per le misure del Nuovo Balletto di Toscana, un organico di 14 elementi scelti, diretti da Cristina Bozzolini, che si sono lanciati con entusiasmo nell’avventura moderna e un pizzico pop di quest’eroina da libro di fiabe.

Dopo essere stato eccellente danzatore, Jiří Bubeníček è alla sua seconda carriera di successo come coreografo. Nato a Praga nel 1974 da genitori circensi, Jiří ha respirato fin da piccolo aria internazionale assieme al gemello Otto, così da scegliere di emigrare presto, una volta scelta la danza come professione. A lungo sono stati punte di diamante della compagnia amburghese di John Neumeier, dove Jiří ha interpretato ruoli di spicco, come il Nijinsky creato appositamente per lui, passando poi con eguale fortuna come primo ballerino a Dresda.

Oggi, quarantacinquenne, affronta con medesima luminosità il mestiere di autore (mentre il fratello Otto, spesso al suo fianco come collaboratore, ha scelto di dedicarsi alla scenografia), chiamato a lavorare per molte compagnie internazionali. Nel suo nuovo curriculum figura già una lunga lista di creazioni, tra le quali soggetti originali come il lavoro multimediale su Kafka o il Dottor Zivago.

Con la Cenerentola  – coprodotta con il Maggio -, si cimenta ancora una volta con un titolo di repertorio, dopo la Carmen messa in scena all’Opera di Roma. Ma lo fa sempre a modo suo, estrosamente, mettendo mano a (quasi) tutti gli elementi, dalla regia alle scene, dalla coreografia al soggetto, ispirato al racconto dei fratelli Grimm, ma rimaneggiato in chiave più moderna. Affiancato da Nadina Cojacaru – compagna d’arte e di vita, che firma i costumi e partecipa alla drammaturgia -, Jiří Bubeníček  mette da parte gli elementi più fiabeschi che la precedente versione della Cenerentola di Perrault seguiva  e sceglie di esaltare quelli simbolici, a volte più crudi e realisti, proposti dai fratelli Grimm.

La protagonista del suo balletto prende così in mano le redini del suo destino, si fa forte dell’eredità spirituale lasciatale dalla madre e realizza i suoi desideri. Il suo apprendistato di vita è un pellegrinaggio anche interiore, un dialogo intimo con se stessa e i ricordi della mamma scomparsa prematuramente. La capacità di rendersi artefice della propria felicità, sulla scorta degli insegnamenti materni.

La scenografia è essenziale, basata su pochi e allusivi oggetti: l’alberello che cresce sulla tomba della madre, e dal quale generano tutte le “magie”, i suggerimenti da un aldilà di affetti familiari, gli uccellini portatori di speranza e doni, l’altalena che è un legame con l’infanzia e insieme il ricordo dell’essere cullata che Cenerentola usa per confortarsi.

Quanto alla danza, la cifra del coreografo praghese mantiene di fondo la nota neoclassica che ha caratterizzato tutta la sua precedente “vita” da ballerino, ma con una versatilità curiosa. Amante delle sfide, Jiří Bubeniček cerca in ogni suo prodotto coreografico un tocco nuovo. Nel caso dell’incontro con la giovane e grintosa compagine toscana, una bella patina contemporanea che gli permette di spaziare dai duetti più classici alle scivolate a terra o ai movimenti fluidi ed elastici dei danzatori moderni. Muovendosi liberamente nella partitura di Prokof’ev – della quale esegue un montaggio adatto alla sua drammaturgia -, Jiří Bubeníček offre una Cenerentola “reloaded” che è anche un invito alla resilienza in tempi difficili: credere nei propri sogni e perseguirli, è la giusta via per poterli realizzare.

La Stagione Danza continua il 29 febbraio e 1 marzo con la Alonzo King LINES Ballet e due coreografie firmate dal leggendario fondatore della compagnia di San Francisco, Händel e Common Ground; seguiranno il Don Chisciotte che Johan Kobborg ha tratto da Petipa per il Balletto Yacobson di San Pietroburgo (21 e 22 marzo) e Les nuits barbares di Hervé Koubi, un potente ed emblematico lavoro creato dal coreografo per la propria compagnia (4 e 5 aprile).

Biglietti da 8 a 32 Euro, ridotti da 8 a 28 euro.
Speciale giovani under 14 5 Euro (esclusa platea), under 18 e universitari under 30 50% su tariffe ridotte
Info e prevendite: Biglietteria Teatro Alighieri – tel. 0544 249244 – www.teatroalighieri.org