Quaderni della quarantena di un misterioso architetto di nome A.P. / Sesta puntata

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L’architetto A.P. ha ritrovato la vena grazie al povero Jacopo Landoni, morto di colera a Ravenna a metà dell’Ottocento. Dopo due giorni di inspiegabile silenzio, di cui non abbiamo traccia, nemmeno una riga, il nostro risorge il terzo giorno in compagnia del Landoni e allora scopriamo che quest’ultimo gli ha letteralmente fatto perdere la testa, lui ha deciso di progettare un... ma questo lo scoprirete presto da soli. Ah, sull’ossessione del Coronavirus ci eravamo proprio sbagliati. La sua virulenza si è finalmente manifestata. Non del virus. Dell’ossessione.

LA REDAZIONE

Lunedì 23 marzo

Da due giorni non stacco gli occhi dal computer. L’ho quasi finito: mancano solo alcuni ritocchi, ma il cuore del progetto c’è, pulsa. Sento che è la strada giusta, sento che è quello che devo fare.

Un lazzaretto. Il lotto Melandri ospiterà il lazzaretto della città. Tutto torna. La zona geografica (sempre a nord, verso le valli); il contesto urbano (l’orizzontalità); lo scopo. È ciò di cui abbiamo bisogno adesso. Un Gesamtkunstwerk totale. Il capolavoro definitivo dell’edilizia sanitaria, l’incrocio perfetto fra bellezza e funzione. Potrei andare avanti per pagine e pagine. Ne sono innamorato.

Il Landoni mi ha dato un’ottima dritta. Spesso l’ispirazione nasce da queste piccole cose. (Sono andato a fare delle ricerche, a proposito. Pare che fosse un letterato famoso in città per le sue burle piuttosto pesanti. Sarebbe morto per l’epidemia di colera del 1854-55. Certo, i tempi non coincidono: è in ritardo di più di 150 anni… Ma chi sono io per dubitare della realtà?)

Adesso che stiamo attraversando la fase acuta dell’epidemia, il lazzaretto dimostrerà tutto il suo potenziale. Il virus non mi scapperà. È un progetto che potrebbe salvare il paese e strappare la pena dal cuore delle persone. Devo ancora calcolare le resistenze, i tagli, le flessioni sulle travi d’acciaio, ma ho bisogno di una doccia.

Rassegna stampa prima di andare a letto. 6.000 morti. Chiusura totale delle attività non essenziali; nonne che sbattono pentole in giardino per scacciare il virus; ragazzi che si fanno arrestare per fare scorta di marijuana… Franco Battiato in un’intervista dice che “il contatto con l’impermanenza potrebbe migliorare il contatto con l’essenziale dell’esistenza”; poi guardo meglio. Non è Battiato, porco giuda, è uno psicanalista locale! Siamo messi male, stiamo sbroccando. Siamo messi così male che ci vengono ad aiutare dottori da Cuba! Non c’è più tempo.

Virus
Virus

Martedì 24 marzo

Per fermare un virus, bisogna pensare come lui. Non so dove l’ho letto; ma se l’ho scritto, l’ho letto: non sono così intelligente da pensarlo da solo. Mi sono messo a studiare. Questo è un virus “zoonotico”, cioè è zompato da una specie all’altra fino ad arrivare a noi. Ha bisogno di un essere vivente per sopravvivere e moltiplicare se stesso. Ergo: se ci camuffiamo da virus, il virus non ci attaccherà. Quod erat demostrandum.

Ho calcolato tutto nei minimi dettagli, naturalmente in scala. Se il virus ha un diametro di circa 150-200 nanometri, allora il lazzaretto sarà largo 200 metri. Una forma ricalcherà l’altra. Come ho fatto a non pensarci prima? Lo Zoonosocomio.

Al centro ci sarà una struttura circolare, in vetro e cemento, proprio come il nucleo capside che racchiude l’RNA. Tutto attorno, una corona di sezioni indipendenti, ovvero i padiglioni degli ammalati, collegati da stretti corridoi al centro del lazzaretto. Sono le spicole di glicoproteina che coprono a raggiera il virus – particolarità da cui sembra prendere il suo nome. Il tutto immerso nel verde, sulle banchine placide della Darsena. E il cimitero è vicinissimo.

Ho progettato otto padiglioni dello Zoonosocomio. Gli ammalati più gravi e pericolosi staranno lì. Le comunicazioni fra una spicola e l’altra saranno impossibili: si dovrà per forza passare dal centro per uscire. Tutto sarà sotto controllo. Ogni padiglione potrà ospitare 100 malati gravi. In tutto 800 posti in terapia intensiva. Sembra uno scherzo, lo so: ma l’Emilia-Romagna ne aveva 449 in tutto prima di questa epidemia, dunque mi pare che sia un numero accettabile.

Gli ammalati saranno così divisi:

Padiglione 1: no vax (padiglioni con letti di chiodi);

Padiglione 2: opinionisti minimizzatori (posti letto attrezzati con museruole);

Padiglione 3: giornalisti catastrofisti creatori di panico (pareti con diffusori acustici a scomparsa che suoneranno 24/7 Free Jazz di Coleman);

Padiglione 4: artisti e influencer che cavalcano l’emergenza per visibilità (padiglioni privi di specchi e lampade);

Padiglione 5: approfittatori politici (padiglioni provvisti di schermature elettromagnetiche per bloccare l’accesso a internet);

Padiglione 6: usurai (padiglione nel quale ci sarà a disposizione solo una mascherina);

Padiglione 7: speculatori finanziari (con accesso ad orti privati, saranno i malati stessi a crescere il loro cibo);

Padiglione 8: mangiatori di serpenti (padiglioni senza carta igienica).

E al centro dello Zoonosocomio? Ci ho pensato a lungo. Cosa c’è al centro del virus? L’RNA: il codice che il virus inietta nel citoplasma delle cellule e che si riproduce perché noi lo replichiamo. Basterebbe rompere questa catena di traduzioni per fermare il virus…

Dunque: il centro ospiterà il paziente zero, curato dai traduttori più cani al mondo. Non dovrebbe essere difficile procurarsene qualcuno. In una settimana il virus sarà incomprensibile a se stesso.

Mi asciugo la fronte. Sì, il mio lavoro salverà questo paese; forse il mondo. Potrei brevettare il progetto. Ma poi penso che è in questi momenti che si vedono i veri filantropi. Mi accontenterò di una fornitura a vita di Barolo.

Le previsioni mettono gelo, pioggia in pianura e neve ad alta quota. Da quando sono in quarantena, il brutto tempo mi fa godere.

 

(IL SEGUITO ALLA PROSSIMA PUNTATA – MARTEDÌ 7 APRILE)

QUI LA I PUNTATA: https://www.ravennanotizie.it/cultura-spettacolo/2020/03/26/quaderni-della-quarantena-di-un-misterioso-architetto-di-nome-a-p-prima-puntata/

QUI LA II PUNTATA: https://www.ravennanotizie.it/cultura-spettacolo/2020/03/28/quaderni-della-quarantena-di-un-misterioso-architetto-di-nome-a-p-seconda-puntata/

QUI LA III PUNTATA: https://www.ravennanotizie.it/cultura-spettacolo/2020/03/30/quaderni-della-quarantena-di-un-misterioso-architetto-di-nome-a-p-terza-puntata/

QUI LA IV PUNTATA: https://www.ravennanotizie.it/cultura-spettacolo/2020/04/01/quaderni-della-quarantena-di-un-misterioso-architetto-di-nome-a-p-quarta-puntata/

QUI LA V PUNTATA: https://www.ravennanotizie.it/cultura-spettacolo/2020/04/03/quaderni-della-quarantena-di-un-misterioso-architetto-di-nome-a-p-quinta-puntata/

Immagine di copertina: Caterina MorigiQuaderni, 2015, inchiostro su carta (per gentile concessione dell’artista)

Nelle immagini, ipotesi ricostruttive in laboratorio del cosiddetto virus Covid-19 che stanno ispirando il progetto di lazzaretto di A.P.

 

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Commenti

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  1. Scritto da Vittoria Dalpozzo

    Riesce sempre a strapparmi una ragionevole sana risata. Grazie

  2. Scritto da Leo

    Una genialata ancora grazie