Ravenna, dal 23 maggio riaprono Antico Porto, Classis, Sant’Apollinare in Classe e Mar

Tutte le riaperture dei siti culturali della provincia, dal 18 maggio

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Qualora l’atteso decreto nazionale che, da lunedì 18 maggio, disciplinerà una nuova fase della gestione dell’emergenza Coronavirus, confermasse la facoltà di apertura dei musei, da quello stesso giorno, che tra l’altro è la Giornata internazionale dei musei, nella provincia di Ravenna si assisterà alle prime riaperture. La decisione è stata condivisa nella riunione del “gruppo provinciale musei” svoltasi questa mattina, 15 maggio, in videoconferenza, alla quale hanno tra gli altri partecipato rappresentanti e gestori dei musei e dei principali monumenti del territorio, rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati dei lavoratori, la Ausl Romagna, nonché per gli enti locali l’assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino, il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Faenza Massimo Isola, il sindaco di Bagnara Riccardo Francone.

Il primo museo a riaprire, proprio lunedì 18 maggio, sarà il Mic di Faenza, dove è attualmente allestita una mostra dedicata a Picasso. Il 19 maggio riaprirà il museo Natura di Sant’Alberto, il 21 il museo del Paesaggio dell’Appennino faentino di Riolo Terme. Il 22 maggio riapriranno il museo civico delle Cappuccine di Bagnacavallo e l’ecomuseo delle Erbe Palustri, a Villanova di Bagnacavallo.

Dal 23 riapriranno tutti i musei della Bassa Romagna tranne il museo Baracca e il museo Rossini che sono in corso di ristrutturazione. Sempre dal 23 maggio riapriranno a Ravenna l’Antico Porto, il museo Classis Ravenna, la basilica di Sant’Apollinare in Classe, il mausoleo di Teodorico, il Museo d’arte della città di Ravenna. Dall’1° giugno è ipotizzata la riapertura dei monumenti e dei siti gestiti dall’Opera di Religione.

Nel corso della riunione è stato naturalmente ribadito che tutte le aperture avverranno nel pieno rispetto delle necessarie norme di sicurezza condivise nei protocolli, a tutela dei visitatori e del personale. Le prime aperture riguardano quei monumenti e quei siti per i quali è logisticamente più agevole prevedere percorsi di entrata e uscita e altri accorgimenti che rendano concretamente applicabili tutte le norme e i protocolli necessari. Man mano si procederà a creare le condizioni per ulteriori aperture di monumenti e siti più complessi da gestire.

“È stata una riunione – commentano l’assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino, il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Faenza Massimo Isola, il sindaco di Bagnara Riccardo Francone – molto impegnativa e altrettanto preziosa e utile. Esprimiamo il nostro più totale apprezzamento nei confronti di tutti gli operatori museali, di tutti i lavoratori coinvolti e delle loro rappresentanze sindacali che in questi giorni hanno lavorato molto intensamente per creare le necessarie condizioni di riapertura in sicurezza. Le realtà con le quali ci siamo confrontati sono molto diverse tra loro e da questo confronto è emerso un mosaico di riaperture molto interessante nell’ambito della nostra provincia, naturalmente con le flessibilità e le gradualità che avevamo messo in conto dall’inizio, dettate dai diversi contesti che sono stati analizzati sistema museale per sistema museale. Si tratta di una risposta di valore alla domanda di cultura e di socialità che ha caratterizzato i mesi dell’emergenza e che sarà decisiva per la ripresa”.

“Queste prime graduali aperture – dichiara il presidente della Provincia Michele de Pascale – hanno un grandissimo valore. Simboleggiano infatti i primi fondamentali passi verso un progressivo ritorno alla normalità. Un cammino che ci auguriamo con tutto il cuore sia costellato da continui passi in avanti. Siamo consapevoli che in questa fase, nella quale ci sono ancora delle restrizioni alla mobilità fra regioni, i nostri monumenti e i nostri musei saranno aperti solo a un pubblico di prossimità regionale, ma l’appello che voglio lanciare ai concittadini e alle concittadine non solo di tutta la provincia ma anche di tutta l’Emilia Romagna è quello di diventare turisti nelle loro città e in quelle della loro provincia e della loro regione. Potranno così rivedere luoghi che sicuramente amano, ma che talvolta, presi dalla frenesia della vita quotidiana, possono tendere a dare per scontati. Potranno aiutare i gestori e i lavoratori dei musei e dei siti culturali – ai quali faccio un gradissimo ‘in bocca al lupo’ per questa ripartenza – a mettersi alla prova con tutte le misure che sono state messe in campo per una fruizione sicura dei nostri tesori da parte dei turisti. E potranno anche, godendo insieme alle loro famiglie degli ampi spazi aperti dei quali molti siti e musei dispongono, riconquistare in sicurezza quella socialità che a tutti noi in questi mesi è mancata tantissimo”.

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