Nuovo capitolo di Harmograph per il musicista ravennate Matteo Scaioli

Il periodo di lockdown intercorso tra marzo e maggio 2020 causa pandemia Coronavirus è stato grande fonte di ispirazione per il musicista romagnolo Matteo Scaioli, messosi al lavoro su nuovo materiale per Harmograph, realizzando sei nuove tracce all’interno del proprio studio a Godo di Russi.
La maggior consapevolezza è tra le forze propulsive che hanno spinto il nostro ad andare ‘oltre’ il suono, riscoprendo i luoghi in cui tutto è iniziato. Gli spazi molto aperti nella campagna di Godo si sono rivelati grandissima fonte d’ispirazione per Matteo, che s’è posto in dialogo con la natura in un momento nel quale il mondo era sostanzialmente fermo.
“La quarantena mi ha portato a un modo diverso di vedere e sentire le cose” afferma il musicista romagnolo, scendendo maggiormente nei particolari: “Tutto si è trasformato con un’energia positiva e una grande forza, che ha portato alla realizzazione di sei brani: “Aspettando il Tempo”, “ESP Rigenerazione”, “Germoglio”, “Padroni Del Sonno”, “Ponti” e “Tigro”. Ho scoperto un Matteo che non conoscevo. Abbiamo vissuto un momento unico, storico e irripetibile. Tornare nei luoghi in cui mi recavo spesso da bambino con gli occhi di adesso mi ha portato come in un’altra dimensione, nella quale sono rimasto stupito da me stesso”.

Matteo Scaioli 4

Tecnicamente parlando, i nuovi brani di Harmograph sono stati registrati senza l’ausilio di midi, attraverso incisioni audio tra le quali, con la giusta calma, Matteo ha infine selezionato le versioni più riuscite. Il musicista ha utilizzato principalmente tabla (strumento del quale ha sviluppato una profonda conoscenza attraverso viaggi all’estero in passato) e le sue geniali macchine Oz 01 e Harmograph (con le quali Scaioli ha recentemente intrattenuto il pubblico del Ravenna Festival in una triplice serata da incornciare nel 2019).

“Nel comporre uno dei brani, “Padroni del Sonno”, ho tratto ispirazioni da poesie che avevo annotato quando ero bambino in un quadernetto” confessa Scaioli fornendo dettagli sulle sue fonti di ispirazione, descrivendo inoltre la struttura delle nuove composizioni: “I nuovi pezzi constano di successioni riproducibili dal vivo, non si tratta di improvvisazioni per intenderci. “Germoglio” è stato il primo brano dei sei che formeranno il nuovo capitolo ed è subito piaciuto molto ai ragazzi della Soave Records, etichetta discografica per la quale è uscito il primo capitolo Harmograph”.

Matteo Scaioli_Harmograph

L’utilizzo delle percussioni, differente rispetto al passato, gioca un ruolo molto importante nella nuova produzione di Matteo, come confermatoci da lui stesso: “Le nuove tracce suonano come un’orchestra, ogni parte che compone il brano potrebbe essere affidata a un metaforico strumentista. Per quanto riguarda le percussioni, ho espresso un rigore che definirei tipicamente ‘nipponico’. Ogni colpo è scandito al momento opportuno e va ad aggiungere dimensioni”.

Riguardo alla traccia denominata “Tigro”, Matteo ha confermato che si tratta di un tributo al gatto Maine Coon che lo accompagna da molto tempo: vero e proprio personaggio molto noto ai fan del musicista romagnolo. “L’ultima traccia è dedicata all’essere più vero, speciale e più umano di molti umani. Un vero maestro, perché lui lo ė. Ho realizzato anche un video assieme a Tigro che racchiude, in parte, il periodo passato in studio nella casa di campagna”.

Matteo Scaioli_Tigro

Ascoltando i sei brani che compongono il futuro capitolo di Harmograph è possibile avere una fotografia piuttosto nitida e al contempo variegata della dimensione in cui s’è ‘avventurato’ Matteo in questi mesi di paralisi globale. Le percussioni, spese con grande sapienza, paiono ‘orbite’ rispetto alle composizioni sonore portanti (talvolta progressive), con i brani che paiono esprimere entità danzanti, presentando tantissimi colori e sfumature. La progressione della natura, le energie che sprigioniamo e che riceviamo dall’esterno, lo stupore dinanzi al mistero della vita per arrivare al mondo visto dagli occhi di un gatto, com’è il caso di “Tigro”.

A cura di Alessandro Bucci