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Ravenna Festival riparte con grande programma, una forte operazione di marketing culturale e rilancio per la città foto

“Ricominciamo”. Esordisce così, con una parola semplice ma liberatoria e densa di significato, il Sovrintendente Antonio De Rosa nell’aprire oggi 5 giugno al ridotto del Teatro Alighieri la presentazione del programma della XXXI edizione del Ravenna Festival. Il Ravenna Festival c’è, recita il comunicato stampa ufficiale. C’è eccome, aggiungiamo noi. Perché il programma presentato oggi è tutt’altro che una versione ridotta e rimodulata a causa della pandemia. È un programma vero, ricco, importante, di grande respiro. Una scommessa per Ravenna. E non solo, perché quel ricominciamo coinvolge intensamente anche le città di Cervia e Lugo. Il Ravenna Festival diventa così, ancora di più, una grande operazione di marketing culturale per la città e per tutto il territorio. È un segnale preciso di rilancio e di fiducia che Ravenna manda all’Italia e al Mondo.

In questo modo si spiega anche la scommessa di un programma così importante malgrado le ristrettezze economiche. Alla domanda – come avete fatto? – Antonio De Rosa risponde che malgrado i dinieghi per la crisi economica che colpisce tutti, molti sponsor pubblici e privati non hanno voluto far mancare il loro sostegno e al resto ha pensato lo staff, tagliando i costi. Il Sindaco Michele de Pascale ha chiosato che dietro il festival c’è “un grande sostegno pubblico”, tanto più in un’edizione straordinaria come questa. Insomma, il Ravenna Festival è il miglior testimone di questa terra, della sua qualità, della sua voglia di ricominciare.

“Siamo sempre stati convinti che avremmo fatto il festival, – dice con una punta di orgoglio De Rosa – che non avremmo spento quella luce, l’emozione dello spettacolo dal vivo.” La musica e la cultura in Italia riaprono con Ravenna Festival, lo hanno scritto tutti i media del mondo e il Sovrintendente lo ricorda con fierezza. Così come ricorda e ringrazia tutti quelli che hanno contribuito a far sì che il Ravenna Festival ci fosse anche quest’anno. A cominciare da Cristina Muti – che pure non è presente, perché giusto alla fine del 2019 ha passato la mano – e da Riccardo Muti, grazie al quale tutto il mondo ha parlato di Ravenna e dell’Italia ancora una volta.

Ravenna Festival

Iana Salenko

OLTRE 40 EVENTI DAL 21 GIUGNO AL 30 LUGLIO A RAVENNA, CERVIA E LUGO

Ma torniamo alla presentazione alla Sala Corelli. A fare gli onori di casa il Sindaco della città Michele de Pascale che è anche Presidente del Consiglio di Amministrazione di Ravenna Manifestazioni. Al suo fianco il Sovrintendente del Festival Antonio De Rosa e i due Direttori Artistici Franco Masotti e Angelo Nicastro. Ospiti d’onore il Sindaco di Lugo Davide Ranalli e l’Assessore alla Cultura di Cervia Michele Fiumi.

Ravenna Festival XXXI edizione presenta dunque oltre quaranta eventi in programma tra il 21 giugno e il 30 luglio, per un nuovo calendario che accanto ai concerti include appuntamenti con il teatro e la danza; il palcoscenico principale è quello della Rocca Brancaleone, ma il Festival raggiunge anche Cervia e Lugo.

“Una XXXI edizione che era sembrato impossibile immaginare, mentre le misure anti-Coronavirus chiudevano teatri e auditorium in tutta Italia, e che per questo splende ancora più luminosa, pur nel rispetto delle norme per la sicurezza di artisti, personale e spettatori” è stato detto in sede di presentazione. Mentre Riccardo Muti dirige la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il soprano Rosa Feola per il concerto di apertura del 21 giugno (e tornerà sul podio per altri due appuntamenti), fra gli artisti ospiti figurano Accademia Bizantina, Beatrice Rana, Mario Brunello, Valery Gergiev, Iván Fischer, Anna Prohaska, Sergio Castellitto, Isabella Ferrari, Neri Marcorè, Giovanni Sollima, Stefano Bollani, Vinicio Capossela, Brunori Sas. Il Festival sta inoltre predisponendo una piattaforma digitale dedicata per la trasmissione degli eventi che tutti potranno seguire in streaming. “Avremo una platea più grande degli altri anni” ha commentato De Rosa.

Si può fare: è questa in definitiva la risposta di Ravenna Festival agli interrogativi che per mesi hanno messo in dubbio il futuro, non solo prossimo, dello spettacolo dal vivo ai tempi del Coronavirus. Come? Con spettacoli allestiti all’aperto – rispettando tutti i protocolli di sicurezza – alla Rocca Brancaleone (300 posti), al Pavaglione di Lugo (500 posti) e all’Arena dello Stadio dei Pini di Cervia (300 posti). I prezzi dei biglietti sono contenuti, popolari si sarebbe detto una volta. “Perché siamo tutti consapevoli della crisi economica che stiamo attraversando” ha spiegato De Rosa. In caso di pioggia gli spettacoli di Ravenna si terranno al Teatro Alighieri (che potrà ospitare 200 persone, chi non riuscirà a trovare posto sarà rimborsato). A Cervia e Lugo gli organizzatori faranno in modo di spostare e tenere comunque gli eventi a rischio maltempo.

IL PROGRAMMA COMPLETO Programma Ravenna Festival 2020

Antonio De Rosa

Antonio De Rosa

ANTONIO DE ROSA: LA CULTURA È UNA LUCE CHE NON DEVE SPEGNERSI

“Quest’edizione, straordinaria sotto ogni punto di vista, non sarebbe stata possibile senza il sostegno di tutti coloro a cui va il ringraziamento del Festival – sottolinea il Sovrintendente Antonio De Rosa – in particolare il MiBACT, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Ravenna per la conferma dei contributi, unitamente a Eni da sempre partner principale della manifestazione; ma anche gli Amici sostenitori, le Fondazioni bancarie e le tante imprese sponsor che, pur in un periodo di grandi difficoltà, stanno generosamente accompagnando la Fondazione Ravenna Manifestazioni in quest’impresa. Non ci siamo mai sentiti soli perché siamo parte di una squadra forte e solidale, unita dall’obiettivo di proteggere la continuità nel mondo della cultura e della musica; una luce che non deve spegnersi e va alimentata con l’irrinunciabile e insostituibile emozione dello spettacolo dal vivo. Siamo inoltre grati alle amministrazioni comunali di Cervia e Lugo, che hanno deciso di essere al nostro fianco allestendo nelle due cittadine spazi di spettacolo nel rispetto delle norme e nel segno del dialogo con il Festival”.

MICHELE DE PASCALE: SALUTE, LAVORO, CULTURA I 3 PILASTRI DELLA NOSTRA COMUNITÀ

Il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale ha riflettuto sui valori emersi durante la pandemia e la Fase 1 dell’emergenza sanitaria. Valori che hanno accomunato tutta la nostra comunità. Ha parlato del valore della salute, prima di tutto. Poi del valore del lavoro, a fronte della difficile situazione economica che sta emergendo. Infine ha parlato del valore della cultura e dell’ansia di tornare a vivere la cultura che ha animato tutta Ravenna. “Anche nei giorni più bui il Ravenna Festival con la sua voglia di esserci ha infuso ottimismo, coraggio, speranza di potercela fare” ha detto il Sindaco che poi ha voluto ringraziare il Maestro Riccardo Muti come simbolo della rinascita dell’offerta culturale della città.

Riccardo Muti

Riccardo Muti

IL CONCERTO INAUGURALE DI RICCARDO MUTI

Fin da subito in prima linea per il ritorno in scena, a partire dalla creazione di un protocollo per eventi all’aperto compatibile con le normative, il Festival ha ridisegnato l’edizione 2020 facendo della propria trentennale storia la chiave di volta su cui ricostruire il presente. Proprio alla Rocca Brancaleone, il 1° luglio 1990, Riccardo Muti inaugurò la prima edizione della manifestazione; quest’anno la Rocca torna a essere il cuore del Festival e i primi sul palcoscenico saranno 62 musicisti dell’Orchestra Cherubini, quella nuova generazione che più di ogni altra rischia di rimanere schiacciata dal peso del silenzio di questi mesi. Quasi interamente mozartiano il programma, ad eccezione dell’apertura con Rêverie di Aleksandr Nikolaevicˇ Skrjabin; seguiranno il mottetto Exsultate, jubilate KV 165 e l’Et incarnatus est dalla Messa in do minore KV 427, entrambi affidati a Rosa Feola. Corona il concerto la Sinfonia n. 41 in do maggiore KV 551, la solenne e grandiosa “Jupiter” con cui il genio di Mozart seppe librarsi al di sopra delle avversità di uno dei periodi più bui della propria vita.

IL CONCERTO DELL’AMICIZIA A PAESTUM, DEDICATO ALLA TRAGEDIA SIRIANA

L’Orchestra Cherubini sarà diretta da Riccardo Muti anche per il concerto dell’Amicizia, replicato nel Parco Archeologico di Paestum, e per la serata con il violoncellista dei Wiener Tamás Varga, nonché da Valery Gergiev per un programma omaggio a Beethoven, di cui ricorre il 250° anniversario della nascita. Oltre alla Pastorale sarà eseguito il Terzo concerto con solista al piano Beatrice Rana, il cui nome per la critica è ormai sinonimo di perfetto controllo e profonda poesia. La sezione sinfonica si completa con la Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer, in programma Wagner, Britten e Haydn, cui si unisce il soprano Anna Prohaska. Ancora Beethoven, in questo caso le sue sonate, per il primo violino della Scala Francesco Manara e Cesare Pezzi al pianoforte; il Quartetto Noûs abbina invece il compositore di Bonn a ostakovicˇ. Il pianoforte sarà protagonista di due recital affidati a Nikolay Khozyainov e Filippo Gorini. Il violoncello è la stella assoluta per due serate, l’una con un ensemble guidato da Giovanni Sollima e la seconda con l’Orchestra Notturna Clandestina diretta da Enrico Melozzi, mentre gli otto contrabbassi dei Ludus Gravis sorprenderanno gli spettatori con le proprie risorse sonore.

Ravenna Festival

Ivan Fischer

Accademia Bizantina, vero e proprio orgoglio della città ed ensemble applaudito in tutto il mondo, presenta Il Trionfo del tempo e del disinganno di Händel, formidabile e toccante allegoria sull’esistenza umana. Altra gemma del territorio, il controtenore lughese Carlo Vistoli si esibirà con l’ensemble Sezione Aurea per un programma dedicato agli amori nella Venezia del ‘600. L’itinerario attraverso il repertorio pre-bachiano continua con La peste di Amburgo, raccolta di pagine di uno dei generi più praticati nel XVII secolo, il Lamento, affidata all’ensemble Il suonar parlante diretto da Vittorio Ghielmi. Guarda a Oriente, attraverso le musiche di Matteo da Perugia e i mottetti del Codice di Cipro, La fonte musica diretta da Michele Pasotti, il solo concerto ripreso nella Basilica di San Vitale in assenza di pubblico. La Basilica di Santa Maria in Porto accoglierà invece la liturgia presieduta dall’Arcivescovo di Ravenna-Cervia Mons. Lorenzo Ghizzoni e accompagnata dall’Ensemble Recitarcantando, rinnovando così la tradizione di In templo Domini. Accademia d’Arcadia dedica il proprio concerto alla pittrice caravaggesca Artemisia Gentileschi e La Pifarescha a La battaglia di Lepanto, momento cruciale nella storia del Mediterraneo. Con Teleion Matteo Ramon Arevalos e Camilla Lopez inseguono invece sonorità più antiche, quelle di frammenti di musica greca.

Il Festival accoglie il debutto di due nuove produzioni che, nate proprio durante il lockdown, intendono trasformare in potenzialità il distanziamento sociale. Da una parte un matrimonio di musica e danza, a cura di Daniele Cipriani, unisce grandi solisti – Mario Brunello e Beatrice Rana – ed étoiles, tra passi a due che coinvolgono gli “affetti stabili” delle coppie d’arte e di vita (Silvia Azzoni e Alexandre Ryabko dell’Hamburg Ballet, Iana Salenko e Marian Walter dell’Opera di Berlino) e assoli affidati a Hugo Marchand dell’Opéra di Parigi, Sergio Bernal già Balletto Nazionale di Spagna e Matteo Miccini dello Stuttgart Ballet. Per la prima volta insieme, Sergio Castellitto e Isabella Ferrari portano invece in scena, con la regia dello stesso Castellitto, Ci sono giorni che non accadono mai, un nuovo testo di Valerio Cappelli dedicato al desiderio e alle inquietudini in tempo di Covid-19 e affetti virtuali, su note inedite del leggendario Ennio Morricone.

LE COMPAGNIE TEATRALI RAVENNATI

Profondamente attuale anche Requiem for a Dying Planet, ritratto in musica di Werner Herzog attraverso le musiche composte da Ernst Reijseger per i documentari del regista sul rapporto uomo-natura. L’incontro fra musica e cinema raddoppia con City Lights di Charlie Chaplin, la cui colonna sonora, composta dallo stesso Chaplin, sarà eseguita dal vivo dall’Orchestra Corelli diretta per l’occasione da Timothy Brock. Mentre Vinicio Capossela sarà sul palcoscenico con Pandemonium, è il repertorio cantautoriale italiano il firmamento che brilla su Le mie canzoni altrui, la serata del poliedrico Neri Marcorè; alla divina Mina invece la dedica in chiave jazz di Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino con Tre per Una. Sarah Jane Morris si accompagna al Solis String Quartet per i quadri-canzone di Ho ucciso i Beatles.

La sezione teatro si caratterizza anche per il contributo delle compagnie del territorio: il Teatro delle Albe ripropone Rumore di acque di Marco Martinelli in occasione del decennale, con Alessandro Renda e i Fratelli Mancuso; per Fanny & Alexander Andrea Argentieri è Primo Levi ne I sommersi e i salvati, parte del ritratto d’autore Se questo è Levi per cui Argentieri è stato premiato agli Ubu 2019. In scena anche la compagnia faentina Menoventi con Buona permanenza al mondo, tratto dal libro di Serena Vitale Il defunto odiava i pettegolezzi (Adelphi) su Majakovskij.

Generico giugno 2020

Ilaria Capua e Gad Lerner

IL FESTIVAL A CERVIA: DA PAOLO RUMIZ A ILARIA CAPUA, DA PAOLO FRESU A STEFANO BOERI

A Cervia, dove sarà allestita un’arena nello spazio verde adiacente lo Stadio Germano Todoli, detto dei Pini, è confermata la rassegna Per l’alto sale – Il Trebbo in musica 2.0, itinerario di incontri che si ispira alla tradizione romagnola del trebbo celebrandone la dimensione di condivisione e traghettandola nel XXI secolo nell’alternare gli omaggi a “eroi” di Romagna – Tonino Guerra, Artusi e Fellini – a voci contemporanee e tematiche attuali. Dal 22 giugno al 16 luglio gli appuntamenti vedranno la partecipazione di scrittori come Massimo Gramellini, Melania Mazzucco, Paolo Rumiz, Roberto Cotroneo, ma anche Gad Lerner, Ivano Marescotti, la presidente di Casa Artusi Laila Tentoni, la virologa Ilaria Capua e l’architetto Stefano Boeri. Un percorso anche musicale – dalle forti tinte jazz – con Paolo Fresu, Rita Marcotulli, Gianluca Petrella, Pasquale Mirra, Paolo Damiani, Daniele Di Bonaventura, Virginia Guastella, Fabio Mina, l’Italian Jazz Orchestra con Simone Zanchini, i Bevano Est e Domenico Bevilacqua.

La dichiarazione del Sindaco Massimo Medri sulla nuova grande edizione di Ravenna Festival a Cervia: “Abbiamo deciso di investire maggiormente sulla cultura, e di portare 9 spettacoli di Ravenna Festival a Cervia. Un passo importante per la nostra città, e per la località di Milano Marittima che ospiterà in una grande arena all’aperto tutti gli spettacoli. La manifestazione che ha rischiato di essere annullata a causa della pandemia, è stata riconfermata con immensa felicità da parte di questa amministrazione. Tutto si svolgerà seguendo le norme e tutti i protocolli anti-covid, sarà possibile vedere tutti gli spettacoli in totale sicurezza, e godere di buona musica e di grandi menti della scienza e della cultura come Ilaria Capua e Massimo Gramellini. Una offerta aggiuntiva importante anche per i tanti turisti che amano la nostra città, e per far conoscere la nostra località grazie allo streaming e la diretta di tutte le serate, che verrà promosso sulle pagine di Ravenna Festival in tutto il mondo.”

La dichiarazione dell’Assessore alla Cultura Michele Fiumi: “Cervia investe nella cultura nella convinzione che la cultura eleva l’animo umano, ma anche la qualità dell’offerta turistica. Ogni euro investito in cultura ha un ritorno economico di sei volte l’investimento iniziale. Abbiamo voluto questa sezione cervese fatta di ben nove appuntamenti perché vogliamo investire su una delle eccellenze culturali di livello internazionale del nostro territorio romagnolo come Ravenna Festival, con cui vogliamo sviluppare una ambiziosa programmazione almeno triennale. Il Trebbo in musica 2.0 verrà di fatto sviluppato nell’arena naturale della pineta miscelando narrazione e musica in unica affascinante relazione armonica.”

Brunori Sas

Brunori Sas

IL FESTIVAL A LUGO: DA BRUNORI SAS A STEFANO BOLLANI ALL’OMAGGIO A BACALOV

Il Festival ritorna anche a Lugo, il cui settecentesco Pavaglione accoglierà quattro appuntamenti sotto le stelle tra il 24 e il 30 luglio, abbracciando anche due serate di Lugocontemporanea. Si comincia da Brunori Sas, l’artista cosentino che si è fatto cantore, fra l’indie-pop nostrano e la tradizione cantautoriale, tanto dei grandi temi universali quanto delle micro-storie del nostro quotidiano (è uscito a gennaio il suo ultimo disco Cip!). È invece il vulcanico Stefano Bollani che mette le mani su nientedimeno che Jesus Christ Superstar, a cinquant’anni dall’uscita dell’album di Andrew Lloyd Weber e Tim Rice, e ne propone le proprie Piano Variations. Uniscono narrazione (quella di Telmo Pievani) e musica i Deproducers per DNA, spettacolo multimediale che dà voce alla ricerca scientifica italiana, mentre il cinema torna protagonista con Una vita da film: Omaggio a Luis Bacalov con Maria Grazia Cucinotta, Vittorio De Scalzi dei New Trolls e il sestetto Ànema, impegnati nel tributo attraverso le colonne sonore dei film di Corbucci, Fellini, Pasolini…e ovviamente de Il postino.

“La forza di questo festival è stata la capacità di trasformare i nostri luoghi in una grande occasione di incontro per la cultura internazionale, anche in questa situazione di grande difficoltà – ha dichiarato il Sindaco Davide Ranalli alla presentazione del programma -. Questo è un prezioso messaggio di speranza che ci fa riflettere ancora una volta sull’importanza della musica e della cultura per l’uomo e la sua crescita. Io credo che la musica, il pensiero, la narrazione e il teatro debbano tornare a essere uno strumento a disposizione delle persone”.

Ravenna Festival

INFO BIGLIETTERIA

Le prevendite per tutti gli spettacoli si aprono giovedì 11 giugno alle ore 10: sarà possibile acquistare i biglietti esclusivamente online sul sito ufficiale (www.ravennafestival.org) o telefonicamente contattando la Biglietteria del Teatro Alighieri (tel. 0544 249244). I posti disponibili per ogni evento sono 300 alla Rocca Brancaleone, 300 a Cervia e 500 a Lugo. È possibile acquistare un massimo di due biglietti per persona. Da sabato 13 giugno, ore 10, la prevendita sarà attiva anche presso la Biglietteria del Teatro Alighieri (ma l’accesso sarà garantito solo su prenotazione, tel. 0544 249244).

Chi ha acquistato biglietti prima della sospensione delle vendite e dell’annuncio del nuovo programma deve rivolgersi alla Biglietteria per il rimborso tramite voucher, in ottemperanza al decreto legge del 17 marzo (art. 88). Il voucher ha validità 18 mesi e sarà utilizzabile per acquisti di biglietti per Ravenna Festival 2020, Ravenna Festival 2021, Stagione d’Opera e Danza 2020/21 del Teatro Alighieri. Le nuove e limitate agibilità dei luoghi di spettacolo, rispettose delle norme di distanziamento sociale, non consentono purtroppo di trasferire le prenotazioni preesistenti sugli spettacoli del nuovo programma.