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Ravenna, Elsa Signorino: il Settimo Centenario di Dante non sarà un’occasione mancata, torneremo a riveder le stelle

Su come rendere omaggio a Dante, Ravenna continua a litigare con se stessa. Forse per troppo amore. Forse per la maledizione dell’eterna divisione fra guelfi e ghibellini, fra bianchi e neri, che Dante sembra portare con sé. Sta di fatto che spesso si rischia la crisi di nervi. Chi dice che non si fa mai abbastanza, che si è sempre in ritardo, che si collezionano occasioni perdute. E chi osserva, invece, che Ravenna è la città che propone e produce eventi, iniziative, cose su Dante come nessun altra città al mondo. Il bicchiere mezzo vuoto. E quello mezzo pieno. La verità dove sta? Per Dante rifulge nella luce di Dio che trova in Paradiso. Noi voliamo bassi e la nostra verità cerchiamo di metterla insieme ascoltando varie voci. Come quella dell’Assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino, che ha le idee abbastanza chiare e non sembra per nulla assillata da ansie da prestazione su Dante. Anzi tranquillizza tutti: la pandemia ha rallentato i lavori, ha rinviato i piani per l’inaugurazione del Centenario che doveva tenersi a settembre 2020, ma le cose annunciate si faranno e si faranno in grande. Insomma, torneremo a riveder le stelle.

L’INTERVISTA

Assessora Signorino, parliamo di Dante. C’è una parte della città che ha altro a cui pensare. E c’è una parte della città che si sta chiedendo: ma che fine hanno fatto le celebrazioni per il Settimo Centenario, quelle che dovevano iniziare nel settembre 2020? Al netto dell’emergenza sanitaria che ha scompaginato i piani di tutti e anche i vostri, s’intende.

“Avevamo pensato e fortemente lavorato per l’apertura ufficiale a Ravenna delle celebrazioni nazionali per il Settimo Centenario di Dante nel settembre di quest’anno. Resta l’intenzione, confermata dal Ministro Franceschini, di tenere a Ravenna la grande apertura del Centenario. Ciò che è accaduto a seguito della pandemia ci induce però a far slittare l’inizio ufficiale delle celebrazioni. Ma questo non significa che in autunno, da settembre in poi, non ci saranno eventi nel segno di Dante come ogni anno. Confermo che avremo un ricco programma per Dante anche nel 2020, anzi il programma sarà particolarmente ricco perché quest’anno sarà un’anteprima del Centenario. Tutto questo a prescindere da quando partiranno le celebrazioni ufficiali che debbono essere concordate con il Ministero.”

L’indicazione di spostare in avanti le celebrazioni nazionali, e perciò l’apertura a Ravenna, viene dallo stesso Ministero?

“Certo. È inevitabile. Avevamo già pensato a una serie di iniziative per l’apertura delle celebrazioni a Ravenna con un forte tratto partecipativo. E non parlo solo di un grande coinvolgimento dei ravennati ma del coinvolgimento di tutta la comunità nazionale. I limiti imposti alla mobilità e soprattutto alle dinamiche di assembramento hanno portato tutti a far slittare in avanti le celebrazioni, per non snaturarle.”

Quando il programma delle celebrazioni sarà reso noto e comincerà ad essere promosso, recuperando il tempo perduto?

“Il programma è in gran parte già definito, nel senso che anche in seno al Comitato Dantesco di Ravenna sono emerse tutta una serie di proposte che adesso devono soprattutto essere riorganizzate in termini di calendario, per via delle nuove tempistiche. A breve l’Amministrazione comunale, e segnatamente il Sindaco, darà conto dell’impianto complessivo delle iniziative in cantiere per il Settimo Centenario.”

Quando?

“Immagino entro il mese di luglio. Ma voglio precisare che l’autunno del 2020 sarà già un autunno nel segno di Dante e del Settimo Centenario. Compatibilmente con le normative vigenti, non terremo celebrazioni in tono minore. Segnalo solo che l’Annuale della morte prevede a settembre la partecipazione e la lectio magistralis di Carlo Maria Ossola, Presidente del Comitato Dantesco Nazionale. Faccio altri esempi. Restituiremo alla città la Tomba di Dante e il Quadrarco di Braccioforte dopo l’importante restauro di questi mesi.”

Quando?

“A settembre. La restituzione della tomba avverrà in occasione delle celebrazioni dell’Anniversario della morte di Dante. I lavori prevedono anche un nuovo sistema di illuminazione in modo da rendere la tomba ancora più leggibile e suggestiva.”

Restauro Tomba di Dante aprile 2020

In ballo c’è il riallestimento del Museo Dantesco. Quando sarà completato?

“Anche questo in autunno 2020. Si tratta di un lavoro molto importante, parte di un ridisegno della Zona del Silenzio, caratterizzata anche dalla restituzione con finalità dantesche di Casa Farini, che prenderà il nome di Casa Dante. I lavori, per Casa Dante, si concluderanno nella primavera del 2021. Sono poi in corso i lavori di ripulitura e sistemazione in Piazza Caduti.”

A quando l’annunciata apertura della Classense su Piazza Caduti, per collegarla alla Zona Dantesca?

“Questo è un intervento di carattere strutturale che punta a rafforzare l’identità dantesca della città: è concepito nel programma delle celebrazioni ma è un intervento complesso che avrà tempi di realizzazione diversi, più lunghi. Avvenne così anche per il Sesto Centenario. Non fu fatto tutto in un anno. E noi non abbiamo mai pensato a celebrazioni dantesche che si esauriscano in un anno.”

Mi sta dicendo che non vedremo questa cosa nel 2021.

“Gli interventi di carattere strutturale vanno concepiti pensando a un orizzonte temporale molto più lungo. Il nuovo ingresso della Classense sarà oggetto di un apposito concorso di idee.”

Torniamo a Casa Dante che dovrebbe essere aperta nella primavera 2021 dove oggi c’è l’Emeroteca di Casa Farini. Inizialmente si era parlato di Dante Design Center e poi qualcuno in modo sprezzante ha ribattezzato questo luogo come negozio di souvenir, altri come bazar. In realtà, uno s’immagina sia prima di tutto un luogo dove trovare le edizioni della Divina Commedia in tutte le lingue. Ci vuole spiegare come sarà?

“Prima di tutto vorrei chiarire una cosa su Casa Farini e sull’Emeroteca qui ospitata. L’Emeroteca è un servizio che non viene abbandonato ma viene ripensato, anche alla luce dei mutamenti intervenuti nelle abitudini dei cittadini per quanto concerne la lettura di quotidiani e riviste. La lettura di oggi non è la stessa di 20 o 30 anni fa, siamo nel cuore della rivoluzione digitale. Ed è profondamente cambiato il contesto in cui si inseriscono i servizi bibliotecari. A questo fine i servizi dell’Emeroteca pensati come lettura quotidiana di giornali e riviste vengono ripensati e collocati alla Biblioteca Classense. Resteranno distinti i servizi di consultazione delle riviste specializzate: in questo caso con la collaborazione fra Classense e Oriani. La Biblioteca Oriani è e resta biblioteca di ricerca di altissimo profilo e in capo all’Oriani resta il servizio di consultazione legato alla storia moderna e contemporanea.”

Veniamo a Casa Dante: vogliamo capire cosa sarà.

“Casa Dante sarà uno spazio con funzioni molteplici, strettamente correlato al Museo Dantesco e alla Tomba di Dante. Uno spazio che accrescerà le opportunità di conoscere Dante e di leggere la Zona del Silenzio, con la fruizione complessiva dell’area. Qui ci sarà la libreria con le opere di Dante. Qui avranno luogo eventi diversi, ad esempio attività di laboratorio legate al museo. Potranno svolgersi attività espositive, sempre in relazione al museo, dove, anche per via dello spazio, non tutti i reperti danteschi potranno essere esposti. Qui si svolgeranno conversazioni, incontri, eventi. Qui il visitatore della Tomba di Dante troverà opere, materiali, produzioni artistiche ispirate a Dante, per esempio design di qualità. Chiunque ha visitato i grandi musei internazionali sa cosa sono oggi i bookshop di questi musei, come sono organizzati e cosa propongono.”

Perché allora ci si ostina a sminuire Casa Dante parlando di bazar o negozio di souvenir?

“Questo non dovrebbe chiederlo a me. Ma provo a risponderle. Dante a Ravenna è un tema che appassiona fortemente e rispetto al quale voci, anche importanti, presumono di essere titolari pressoché esclusive delle proposte per o su Dante. Io credo invece che su Dante e sulle celebrazioni dantesche c’è bisogno di un grande confronto libero da pregiudizi e da titolarità esclusive. Non c’è, né ci può essere chi interpreta la tradizione dantesca in modo esclusivo, soprattutto laddove noi vogliamo che il lascito dantesco si misuri e si traduca nei linguaggi della contemporaneità. È un mosaico di voci e proposte. Non ci sono pochi protagonisti eletti, ce ne sono tanti.”

Quindi Assessora, Dante 2021 non sarà l’ennesima occasione mancata o perduta di Ravenna? Guardando in giro e non vedendo ancora comparire nulla di concreto, tranne il telone che copre la tomba, si sta cominciando a temere questo. Ci può assicurare che non è così?

“Dante 2021 sarà l’occasione per rafforzare in modo duraturo l’identità dantesca della nostra città. Questa è la missione. Non pensando alla contingenza, ma avendo un orizzonte lungo. Noi con il Settimo Centenario proporremo all’Italia e al mondo Ravenna come città di Dante e proietteremo questa cosa in un orizzonte vasto, ripeto, non pensando ai prossimi 12 mesi ma ai prossimi 20 anni. È un percorso che ha bisogno di tempo per consolidarsi, la pandemia che ci è piombata addosso non ci ha aiutato. E a proposito di presunti ritardi, ricordo che noi non ci muoviamo da soli. Non possiamo fare le grandi celebrazioni nazionali da soli. Abbiamo altri interlocutori: c’è il Ministero, ci sono le altre due città dantesche (Firenze e Verona, ndr), è un percorso che per essere tanto più significativo deve essere condiviso e richiede tempo, lavoro, energie.”

A luglio il Sindaco illustrerà il piano per Dante 2021. A settembre la macchina delle celebrazioni si rimetterà in moto e noi torneremo a riveder le stelle?

“Covid permettendo, sì. Noi ce la metteremo tutta. L’anno del Settimo Centenario vedrà il massimo coinvolgimento della città e non solo. Sto parlando delle istituzioni, delle associazioni e degli operatori culturali. Per esempio, abbiamo già un programma di 36 eventi emersi con la call che abbiamo fatto nei mesi scorsi e selezionati dal Comitato Dantesco di Ravenna. Ma sto parlando anche del coinvolgimento delle altre città italiane che riconoscono a Ravenna un ruolo primario nelle celebrazioni. E ci sarà una forte proiezione internazionale. No, Dante 2021 non sarà un’occasione mancata.”

Dante Alighieri