Ravenna Festival alla Rocca con Castellitto e Ferrari in scena e con la musica inedita di Ennio Morricone foto

A Milano Marittima Melania Mazzucco e Rita Marcotulli

L’amore ai tempi del Coronavirus o il virus dell’amore? Sul palcoscenico, insieme per la prima volta, Sergio Castellitto e Isabella Ferrari; in platea un pubblico…informato dei fatti – perché tutti noi abbiamo vissuto l’esperienza del lockdown, i suoi affetti a distanza e i suoi affetti virtuali. Giovedì 9 luglio, alle 21.30 alla Rocca Brancaleone, debutta a Ravenna Festival Ci sono giorni che non accadono mai, un testo di Valerio Cappelli che lo stesso Castellitto mette in scena, segnando così il proprio ritorno al teatro dopo 15 anni nella doppia veste di interprete e regista per una pièce concepita proprio durante le settimane di isolamento. Alla straordinarietà di questa prima contribuisce la musica inedita di Ennio Morricone, registrata dall’Orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani: a pochissimi giorni dalla scomparsa del leggendario compositore, due volte premio Oscar, l’evento diventa così anche un omaggio del Festival all’artista che aveva già ricevuto, nel 2004, il premio della manifestazione, segno di amicizia e profonda ammirazione. L’appuntamento si realizza con il sostegno di Assicoop Romagna Futura – UnipolSai Assicurazioni.

“È strano, perché racconti la storia di due personaggi sapendo che di fronte a te c’è una platea che, bene o male, ha vissuto la stessa esperienza – commenta Sergio Castellitto – Questo potrebbe creare un corto circuito emotivo interessante. Questa situazione ci ha costretti ad accorgerci di noi stessi e degli altri; in questi mesi abbiamo preso la nostra anima e l’abbiamo ibernata, sospesa. Adesso la tiriamo fuori dal surgelatore della psiche e aspettiamo che il calore la scongeli per vedere cos’è diventata. Quando si scioglie, risenti la materia, il sapore del pensiero, l’odore dell’anima. Le parole di questo lavoro serviranno anche a questo”. Parole firmate da Valerio Cappelli per quello che è, dopo tutto, uno dei grandi temi del momento – gli effetti del Covid-19 sulle relazioni umane e quindi anche la solitudine e l’impotenza dei sentimenti nel “tempo sospeso” del lockdown. Il risultato è una storia virtuale affidata alla sensualità della parola e una variazione sull’eterno binomio amore e morte. E le prove? “Su Facetime – rivela Isabella Ferrari – per prepararmi a vestire i panni di un’estetista che intreccia una relazione a distanza con un intellettuale romano, nei giorni dell’isolamento. L’eros del mio personaggio è naturale, carnale, spontaneo come può esserlo quello di una passione che si accende in segreto”.

I protagonisti di questo thriller dell’anima non potrebbero essere più diversi, eppure sono diventati amici su Facebook, si sono incontrati, lui ha conosciuto il compagno di lei. Durante il lockdown rimangono in contatto, si confidano lo stato di crisi delle rispettive relazioni; nell’isolamento la fantasia esplode e nasce un’intesa fatta di telefonate quotidiane, di complicità sempre più esplicita, di freni inibitori che saltano. Insieme sognano una dimensione di libertà, fino a promettersi una storia d’amore. Ma non possono vedersi, a causa del lockdown e nell’attesa illusioni, inganni, promesse, noia mettono radici. La realtà finisce per presentare il conto di questo serrato ping pong, anomalo – ma non era forse anomala anche l’esistenza precedente questo mondo parallelo? Settimana dopo settimana l’attesa fra i due si fa insopportabile…perché Ci sono giorni che non accadono mai. Un concentrato di suggestioni da Schnitzler a Tarantino, per momenti tinti anche di disperata ironia.

“Ennio mi conosceva da quando ero adolescente – racconta Valerio Cappelli, in merito alla musica originale e inedita firmata da Morricone – all’epoca era nel Comitato direttivo dell’Istituzione Universitaria dei Concerti, un’associazione musicale romana dove io facevo il voltapagine dei pianisti. Ho cominciato dopo poco a scrivere i miei primi articoli per il Corriere ed Ennio è stata una delle prime persone che ho intervistato. Ha scritto un pezzo straordinario, ci sono la sua epicità e la sua malinconia; sembra un abito su misura per il clima del testo, è a spirale, ha un passo circolare che accompagna in maniera naturale il respiro di due anime corrose dalla solitudine. Mi ha scritto una bellissima dedica: la conservo come una reliquia”. Come giornalista del Corriere Cappelli si occupa di musica classica e cinema; ha lavorato a Raidue e a Radiodue. Ha scritto tre testi teatrali con Mario Sesti: Il Titano Insicuro (sul grande direttore d’orchestra Carlos Kleiber) interpretato da Remo Girone con la regia di Pier Luigi Pizzi, in scena a Spoleto e a Caracalla; Finalmente Truffaut!, con Sergio Rubini, infine La voce di Sinopoli, con Massimo Popolizio.

L’evento è una coproduzione con il Festival Puccini e Prima International Company.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: primo settore 25 Euro, secondo settore 15 Euro, under 18 5 Euro
L’appuntamento è in diretta streaming su www.ravennafestival.live

Ravenna Festival a Cervia – Milano Marittima
PER L’ALTO SALE – IL TREBBO IN MUSICA 2.0
L’ARCHITETTRICE:  MELANIA MAZZUCCO RACCONTA LA STORIA DI PLAUTILLA BRICCIA

Donna e artista in un’epoca di uomini – una stagione di grande fervore creativo dominata dal mecenatismo dei papi e dalle audaci invenzioni di architetti e artisti, capaci di plasmare la Roma che ancora oggi conosciamo; tra tutti lei, Plautilla Briccia, primo architetto donna della storia moderna. Giovedì 9 luglio, alle 21.30 nell’Arena dello Stadio dei Pini, la rassegna di Ravenna Festival Per l’alto sale – Il Trebbo in musica 2.0 continua con L’architettrice, una storia straordinaria narrata da Melania Mazzucco, il cui libro su Plautilla è edito da Einaudi. Mentre Mazzucco ridà voce a una personalità di profonda intelligenza e tenacia dopo un oblio durato secoli, è il talento di un’altra donna, Rita Marcotulli, pianista e compositrice di spicco nel panorama del jazz internazionale, a propria volta “architettrice” di inconfondibili trame musicali, a offrire il contrappunto alla storia di Plautilla. L’evento è realizzato in collaborazione con Elastica Live & Comunicazione.

“L’architettrice mi ha occupata per più di vent’anni – racconta Melania Mazzucco – Con molti intervalli, deviazioni, rinunce, tradimenti per altri personaggi e altre storie. Ricerca e scrittura si sono intrecciate, sovrapposte. L’esplorazione degli archivi non precede la scrittura, come molti pensano, ma la accompagna e a volte è orientata da questa. Intuizione e deduzione, invenzione e documento si stimolano a vicenda. Ho bisogno di tempo e libertà per inseguire i personaggi e le storie. È stato così per tutti i miei libri. Un romanzo deve accompagnarmi nella vita, nei miei cambiamenti. E L’architettrice è maturata con me”. E aggiunge: “Esistono milioni di Plautilla oggi. Tutte le donne che, come lei, credono di avere il diritto di poter essere tutto, e non si arrendono se sono nate nel posto sbagliato o nella famiglia sbagliata, se non hanno conoscenze, risorse, occasioni… Quelle che guardano al di là dell’orizzonte, che usano la mente senza rinunciare al corpo, che combattono senza che nessuno se ne accorga. A Plautilla fu negata una discendenza. Mi piace pensare che siamo noi, le lettrici della sua storia, la sua discendenza”.

Melania Mazzucco può contare su premi (dallo Strega al Bagutta), trasposizioni cinematografiche dai suoi libri, lavori per il teatro e la radio, collaborazioni con giornali (seguitissima quella con Repubblica), romanzi tradotti in 27 lingue e soprattutto una scrittura felice, ricca, capace di catturare il lettore fin dentro la pagina, spesso trascinandolo nei meandri della storia dell’arte. Come accade ancora una volta ne L’architettrice, il suo ultimo romanzo: raccontando fasti, intrighi, violenze e miserie della Roma dei papi e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, Mazzucco ci regala il ritratto di una donna eccezionale del Seicento, appunto la prima “architettrice “ della storia moderna.

Romana, elegante pianista dalla straordinaria grana melodica e dalla voce strumentale esclusiva, dopo la formazione classica Rita Marcotulli approda giovanissima al jazz e presto si esibisce al fianco di leggende come Chet Baker, Michel Porta, Peter Erskine, Richard Galliano, Enrico Rava…Per oltre 15 anni è stata parte del gruppo del sassofonista statunitense Dewey Redman suonando in tutta Europa e in Sud America. Tante le collaborazioni nell’ambito pop, tra cui Peppe Servillo, Massimo Ranieri, Claudio Baglioni, Gino Paoli, Pino Daniele; ma anche con scrittori e attori fra cui Stefano Benni, Alessandro Benvenuti, Chiara Caselli, Lella Costa e Franca Valeri.

Info: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: posto unico non numerato 10 Euro, under 18 5 Euro.
Solo per gli spettacoli della rassegna Per l’alto sale – Il Trebbo in musica 2.0, l’acquisto dei biglietti è possibile, oltre che attraverso i canali validi per tutti gli eventi, anche presso lo IAT Cervia, lo IAT Milano Marittima e la biglietteria serale attiva dalle 20.30 sul luogo di spettacolo.
L’appuntamento è in diretta streaming su www.ravennafestival.live