Ravenna Festival alla Rocca: Carlo Vistoli canta le passioni d’amore della Venezia del Seicento

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Non era ancora il secolo di Casanova, ma il teatro musicale aveva già messo a fuoco il significato della schiavitù d’amore. È il re dei Getuli Iarba, che ama non corrisposto Didone, a constatare che “contro Amor tiranno è impotente il mio scettro” ed è sempre lui a definire Amore “dio delle violenze, artefice crudel de’ fatti enormi”. Passioni laceranti che solo la musica può sublimare attraverso il canto. Venerdì 10 luglio, alle 21.30 alla Rocca Brancaleone, l’ensemble barocco Sezione Aurea, diretto al clavicembalo da Filippo Pantieri, accompagna in questo viaggio musicale Carlo Vistoli, controtenore lughese tra i più richiesti al mondo. Sarà lui a dar voce alle arie di Claudio Monteverdi, Filiberto Laurenzi, Benedetto Ferrari e Francesco Cavalli, ovvero a quella generazione di compositori attirati fatalmente da Venezia, la prima Mecca del teatro musicale, dove nel 1637 fu inaugurato il primo esempio di teatro pubblico per opera in musica (il leggendario San Cassiano). Un’occasione preziosa per rendere più familiare un repertorio affascinante, che nella cornice notturna della quattrocentesca Rocca Brancaleone si ammanterà di ulteriore suggestione drammatica.

La torbida vicenda dell’Incoronazione di Poppea di Monteverdi, evocata dai tormenti di Ottone che canta il suo amore sotto il balcone di Poppea, pur sapendo che “in grembo di Poppea dorme Nerone”. Proprio Ottone a cui Ottavia, moglie dell’imperatore, ordinerà di uccidere Poppea, pena l’accusa di aver tentato di farle violenza; le passioni lancinanti di Apollo per Dafne messe in musica da Francesco Cavalli e la magnifica aria “Chi può mirar costei e poi non dire” del bertinorese Filiberto Laurenzi. Uomini e dei, re e comuni mortali, si scambiano ruoli e dolori. È così che Carlo Vistoli ha racchiuso nel programma di Ravenna Festival un’ideale antologia degli struggimenti seicenteschi, tra storia e mito, confluiti anche nel disco che ha inciso per l’etichetta Outhere Music.

Carlo Vistoli è uno dei controtenori più giovani e richiesti nel panorama internazionale: ha già cantato a Los Angeles, Londra, Vienna e Salisburgo; a Roma è stato applaudito come Orfeo in Orfeo ed Euridice di Gluck con la regia di Robert Carsen; in autunno, con lo stesso regista, avrebbe dovuto cantare in Agrippina di Händel al Teatro alla Scala, prima che divampasse l’emergenza sanitaria. L’agilità vocale, il rigore musicale e il grande talento drammatico fanno di lui uno degli interpreti barocchi di riferimento di oggi. Lo accompagna in questa serata l’ensemble Sezione Aurea, fondato nel 2013 da Luca Giardini con l’obiettivo di approfondire il repertorio strumentale e vocale italiano del XVII e XVIII secolo, con particolare attenzione ai compositori finiti ai margini dei repertori tradizionali. Con Filippo Pantieri, al clavicembalo e alla concertazione, salgono sul palcoscenico della Rocca Gabriele Raspanti e Francesca Camagni (violini), Elisa La Marca (tiorba e chitarra barocca), Sebastiano Severi (violoncello) e Rosita Ippolito (violone).

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: primo settore 15 Euro, secondo settore 10 Euro, under 18 5 Euro
L’appuntamento è in diretta streaming su www.ravennafestival.live

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