Alla scoperta della voce e delle storie delle scrittrici migranti in due incontri alla Rocca Brancaleone di Ravenna

Di migrazione si continua a parlare. C’è una rumorosa confusione di voci, opinioni, pregiudizi, prese di posizione, ma la voce dei migranti e delle migranti appare assente. Si tratta di un silenzio effettivo? È possibile che il rumore intorno alla questione migratoria riduca la capacità di ascoltare la voce di chi ne ha vissuto esperienza diretta? Se lo chiedono le esponenti di Refugees Welcome e Casa delle Donne, che mettendosi in ascolto e hanno scoperto l’emergere di scrittrici di varia provenienza che rivendicano con forza la capacità di esprimersi con voce propria, pratiche di scrittura e immaginari propri.

Come a dire “non parlate a nome nostro, permetteteci di farlo in prima persona”. “Sentiamo che queste voci ci riguardano, si rivolgono a noi, vogliamo ascoltarle e farle conoscere”, spiegano le organizzatrici delle due date, martedì 14 e 21 luglio alle 18.30, durante le quali, nella cornice del parco della Rocca Brancaleone a Ravenna, racconteranno alcune di queste scrittrici e leggeranno frammenti delle loro opere.

Alcune immigrate o nate in Italia scrivono in italiano sui percorsi migratori, sulle loro esperienze di vita. Altre scrivono in italiano sui propri paesi d’origine. Altre ancora scrivono su temi non connessi all’immigrazione. Costituiscono la parte preponderante fra gli autori della migrazione, alcune di loro hanno inciso indelebilmente sui temi e lo stile della letteratura migrante tout court grazie al valore letterario del proprio lavoro: Igiaba Scego, Anilda Ibrahimi, Helena Janeczek (Premiostrega2018), Jhumpa Lahiri sono solo alcune di queste talentuose autrici.

“Siamo state rapite dalla forza di queste scritture – concludono presentando i due appuntamenti -, dall’ironia e dalla capacità di prendere parola per rivendicare il diritto di essere considerate donne e cittadine a pieno titolo e non solo migranti. Siamo orgogliose di poter dare loro voce e condividere con voi le loro storie, esperienze, opere e riflessioni”.