Parte “I Luoghi dello Spirito e del Tempo”, storica rassegna musicale per la riscoperta di un patrimonio dimenticato foto

La pandemia non ha fermato la rassegna musicale “I Luoghi dello Spirito e del Tempo” che da 25 anni offre gratuitamente una programmazione d’eccellenza, dedicata alla riscoperta della musica medievale, rinascimentale e barocca abbinata alla valorizzazione di luoghi di bellezza, spesso dimenticati, della nostra provincia. Quest’anno il cartellone, progettato nel rispetto delle norme sanitarie, s’inaugura a Voltana oggi giovedì 23 luglio, anche grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna che, nonostante l’emergenza, non è mancato.

I Luoghi dello Spirito e del Tempo è il segreto meglio conservato del panorama culturale nostrano, e se è riuscito a raggiungere questo traguardo importante lo si deve soprattutto alla perseveranza della direzione artistica, tutta al femminile, composta da Maria Luisa Baldassari, Susanna Piolanti e Marina Scaioli, docenti di clavicembalo nei conservatori di Bologna, Foggia e Ferrara rispettivamente. Una scommessa fin dai primi anni, come racconta Scaioli: «Questo festival nacque 25 anni fa grazie al sostegno della Provincia. Il nostro desiderio, fin da subito, è stato quello di dirigerci fuori dal centro, lontano dalla luce di Ravenna, per andare a scoprire bellezze nascoste che spesso dimentichiamo. L’intento è sempre stato questo: illuminare la bellezza di questi luoghi grazie alla bellezza della musica, promuovere la loro conoscenza attraverso visite guidate in spazi solitamente esclusi al pubblico. In 25 anni non abbiamo mai smesso di scommettere su ogni edizione e non ci siamo mai accontentate. Il Covid, quest’anno, è stata la ciliegina sulla torta: doveva essere un anno tranquillo, secondo le nostre aspettative, e invece…».

Si prospetta infatti un’edizione davvero particolare, per questo 2020. Il Covid non ha fermato la rassegna, che si è però dovuta modulare in rispetto alle norme sanitarie, come spiega Baldassari: «Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni gruppi di artisti. Avevamo un appuntamento in programma con un ensemble di 16 persone, ma non ci sono gli spazi fisici nei luoghi che ci ospitano tradizionalmente per fare concerti di queste dimensioni in modo sicuro, rispettando il distanziamento; perciò abbiamo ripiegato su compagini più ristrette. Abbiamo ripensato l’intero festival, accentuando il lato della musica medievale e popolare. Molti concerti che dovevano essere al chiuso si sposteranno all’aperto. Ciò ha significato cambiare tipo di programmazione: dovremo fare amplificazione, cosa che di solito cerchiamo di evitare perché ci piace il suono acustico – è una delle caratteristiche della rassegna. Tuttavia rispetteremo sempre i vari impasti timbrici degli strumenti. Devo dire che, nonostante le difficoltà, è stato bello che molti artisti abbiano aderito con entusiasmo al festival, felici di tornare a suonare in pubblico».

Un’altra delle particolarità di questa 25^ edizione sarà anche l’entrata di un nuovo luogo in questa geografia intima e tutta da scoprire, come rivela Piolanti: «Saremo per la prima volta a Cotignola, ospiti in una villa di campagna, Ca’ Grilli, che ha una storia importante, legata a una visita del Passatore nel 1800 a cui seguì un fatto di sangue. Ecco, anche un piccolo centro come San Severo di Cotignola può raccontarci qualcosa della nostra storia e della nostra campagna. Scoprire nuovi luoghi è una delle cose più emozionanti di questo lavoro; e il bello è che, spesso, è proprio il pubblico a chiederci di spostarci in luoghi nuovi, come è successo a Tredozio, dove siamo stati invitati. Per noi questo è bellissimo: significa che il pubblico si è talmente affezionato che ci vuole portare nei suoi luoghi e contribuire alla loro valorizzazione. E quest’anno, anche da parte dei nostri partner, sia istituzionali, come il comuni e la Regione, sia privati, c’è stato un incoraggiamento incredibile».

IL PROGRAMMA – TUTTI I CONCERTI ALLE ORE 21.00

La rassegna si aprirà a Voltana, presso Villa Ortolani, oggi giovedì 23 luglio, ospitando un ensemble di Bologna, Centotrecento. Qui l’attenzione filologica al suono dell’epoca, da sempre centro d’interesse del festival, si coniugherà alla ricerca di contaminazioni insolite. «Marco Ferrari, il leader di questo ensemble, suona sia il flauto dolce che il clarinetto, ed è un grande esperto di musica balcanica e rinascimentale», spiega Baldassari, «per la nostra rassegna mostrerà le sorprendenti connessioni avvenute fra la tradizione occidentale e quella popolare ungherese e balcanica».

Seguirà, il 30 luglio, il concerto dell’ensemble goriziano Dramsam a Castiglione di Ravenna, a Palazzo Grossi. Prima del concerto di musica di corte rinascimentale per flauto, voce, arpa e viella, sarà possibile partecipare a una visita guidata del palazzo curata da Vanda Budini.

Si passa quindi, il 4 agosto, alla già citata Ca’ Grilli di Cotignola, per assistere a un concerto di Marco Ambrosini & ensemble dedicato a uno strumento dimenticato: la nyckelharpa. «Uno strumento antichissimo», spiega Baldassari, «una sorta di violino a tastiera molto versatile, raffigurato anche sul portale di Santiago di Compostela. Ambrosini è stato fra i primi a riscoprirlo, arricchendolo del repertorio di violino rinascimentale e barocco. Ma ci si può suonare anche il jazz!»

Si prosegue a Bagnacavallo, il 5 agosto, nello splendido Chiostro di S. Francesco, con un concerto dell’Accademia del ricercare interamente dedicato al Settecento di Telemann; mentre il giorno dopo, alla Rocca di Russi, si esibirà la compagine faentina Musica Officinalis, da sempre impegnata a valorizzare l’eredità musicale medievale.

Per la seconda metà di agosto si sale in collina. Il 20 agosto, nella romanica Pieve del Tho vicino a Brisighella, l’Ensemble Contrarco ci farà fare un tuffo nel Settecento grazie al concerto In gondola sull’Elba, suonando violini settecenteschi proprio come venivano suonati all’epoca; mentre il 29, a Palazzo Fantini a Tredozio, i Quintana si concentreranno sulla tradizione popolare delle spagnolette, delle sarabande e delle tarantelle.

Infine, il 3 settembre, la rassegna si chiuderà ad Alfonsine, presso il Santuario della Madonna del Bosco, con l’appuntamento del duo Arparla, violino e arpa, per omaggiare il musicista barocco romagnolo Marco Uccellini, originario di Forlimpopoli.

Tutti gli appuntamenti saranno come sempre gratuiti, ma quest’anno, per motivi di sicurezza, sarà obbligatoria la prenotazione Per contatti e maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito del Collegium Musicum Classense: collegiummc.racine.ra.it