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Ravenna celebra Dante / 2. Gli eventi di Ravenna Festival, dal divino Polunin al Paradiso delle Albe a Riccardo Muti foto

Per Ravenna Festival le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri “costituiscono il compimento, ma non la fine, di un percorso pluriennale, che trae origine fin dall’inizio stesso del Festival, nel 1990, che ha sempre avuto Dante tra i propri temi nonché altissimo ispiratore e che mira ad approfondire il rapporto tra il Sommo Poeta e le arti performative” si legge nel programma messo a punto da Ravenna Manifestazioni.

Trilogia d’Autunno 2020: la Danza, la Parola e il Canto

Quella di quest’anno sarà una trilogia particolare, sia per la sua peculiare connotazione dantesca che per lo svolgersi nei limiti delle regole dettate dal Covid-19, ed ecco allora che la tripartizione si realizza a partire dalla danza, dalla parola poetica e dal dispiegarsi del canto.

LA DANZA

Metànoia è il grande appuntamento di e con Sergei Polunin (Poca favilla gran fiamma seconda – Paradiso I, 34) al Teatro Alighieri di Ravenna il 6 – 8 – 10 – 12 – 13 novembre 2020. Si tratta di una prima mondiale su commissione di Ravenna Festival.

Settecento anni dopo la morte di Dante, l’icona mondiale del balletto Sergei Polunin, presenta la sua personale contemplazione della sua Commedia e ne ripercorre, ovviamente a modo suo, le orme. Questi due poeti ribelli e apolidi, in cerca di una casa perduta, lacerati da crisi personali, sono stati costretti a immergersi in se stessi alla ricerca di significato e di amore, scoprendo il loro personale paradiso attraverso l’arte e la creatività. Da una piccola scintilla può scoppiare una fiamma, così entrambi hanno dovuto scoprire cosa ha innescato in loro quella scintilla con la quale poter illuminare il mondo, ognuno a modo suo. Questa è la storia di un artista che arriva alla sua scintilla. La storia della trasfigurazione di colui che inciampa e cade.

“Metànoia” è un vocabolo greco, in teologia significa conversione, una completa inversione di pensieri, parole e azioni, che può accadere ai più grandi peccatori, a quelli che non hanno mai seguito un percorso spirituale, o anche alle anime cadute, che ricordano la luce, ma hanno perso la loro fede durante il cammino. Nella psicologia junghiana, metanoia è l’autoguarigione spontanea dell’anima, cioè l’instaurazione di un equilibrio attraverso la propria crisi. Così questo lavoro è la metànoia di Polunin, la sua storia di Polunin, del suo viaggio dall’inferno al paradiso, attraverso il quale Dante lo conduce. Trasformando la sua visione e sperimentando la metànoia, raggiunge la scintilla del divino in sé, per ispirare anche gli altri al cambiamento. Con la sua testimonianza, dimostra che la salvezza è possibile per ogni uomo, per ogni peccatore. Basta solo scegliere di essere illuminati.

Metànoia è la risposta di un artista contemporaneo a un’opera classica, è un invito a un viaggio nel profondo di noi stessi. Una creazione tripartita tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, con tre musicisti diversi che si alterneranno sul palcoscenico. Una grande sfida mai tentata prima e che solo il grande danzatore russo poteva accettare, mettendo totalmente in gioco se stesso.

LA PAROLA E IL CANTO

Dal ciel sino all’inferno. Scene dalla tragedia di Johann Wolfgang Goethe (Faust I und II). Musica di Robert Schumann (Szenen aus Goethes Faust, selezione dall’opera). Maestro concertatore e direttore Antonio Greco. Adattamento drammaturgico e regia Luca Micheletti. Scene Ezio Antonelli – Luci  Fabrizio Ballini – Costumi  Anna Biagiotti. Orchestra e Coro Luigi Cherubini. Palazzo Mauro De André, 7 e 11 novembre 2020. Nuova produzione.

Dopo Dante – inteso sia come autore che come personaggio della sua Commedia – tra i più grandi esploratori dei confini del mondo e dell’umano è stato indubbiamente Faust. Protagonista di una ricca e variegata leggenda che trae le sue origini nel tardo Medioevo tedesco, ha trovato poi nella penna di Johann Wolfgang Goethe un profilo universale, ed il suo viaggio tra Cielo ed Inferno è divenuto ancora più dantesco: insieme al suo fatale e diabolico compagno, conosce le potenze del male e poi la redenzione per il tramite di una donna amata che lo guida alla salvezza e alla luce del Paradiso.

Sarà un allestimento inedito e visionario di due «Faust», quello di Goethe e quello di Robert Schumann (“Scene dal Faust di Goethe”), entrambi proposti – nell’adattamento drammaturgico e musicale curato da Luca Micheletti e Antonio Greco – in una rapsodica selezione di scene che rispecchia la vocazione frammentaria delle opere originali. L’incompiuto oratorio profano di Schumann, proposto in una ragionata scelta di numeri nella traduzione italiana di Vittorio Radicati (genero del compositore) con cui l’opera venne eseguita per la prima volta in Italia nel 1895, è fatto dialogare con alcuni quadri del poema goethiano, recitati anch’essi nella traduzione italiana sempre ottocentesca del grande poeta e amico delle arti Andrea Maffei. Una “rapsodia faustiana” che asseconda il monito di Goethe a pensare il teatro come l’unico luogo al mondo in cui sia possibile attraversare l’universo «con prudente velocità… dal Ciel sino all’inferno».

Ravenna Festival 2021 – XXXII edizione

LA DIVINA COMMEDIA 2017-2021. Chiamata pubblica per il poema di Dante Alighieri. Ideazione, direzione artistica e regia Marco Martinelli  e Ermanna Montanari. Tomba di Dante, Teatro Rasi, giardino del Teatro Rasi, Loggetta Lombardesca, giugno-luglio 2020 produzione Ravenna Festival/Teatro Alighieri in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, Comune di Ravenna.

Marco Martinelli e Ermanna Montanari e le Albe hanno raccolto la sfida di trasformare in teatro la Divina Commedia, pensando l’opera in corto circuito tra la sacra rappresentazione medievale e il teatro di massa di Majakovskij: la città è un palcoscenico, e i cittadini sono chiamati a ‘farsi luogo’. Nel 2021 firmeranno ideazione e regia di Paradiso, terza anta de La Divina Commedia 2017-2021 commissionata da Ravenna Festival e presentando così l’intero trittico a Ravenna che verrà rappresentato nell’arco di un’unica giornata, dal pomeriggio alla notte, in tre diversi luoghi, partendo in corteo-processione dalla Tomba del Poeta. Paradiso  metterà al centro una parola-chiave della terza cantica: “allegrezza”. Il Paradiso dantesco – in buona parte scritto e completato a Ravenna – è la cantica della gioia che si fa danza, suono, festa dionisiaca: niente di astratto, ma un vivo vortice di anime “trasumanate”, che cantano il loro immergersi nel Mistero.

Giovani Artisti per Dante – V edizione. Chiostri francescani, giugno-luglio. Il Ravenna Festival, in collaborazione con la Società Dante Alighieri e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, con il bando internazionale “Giovani Artisti per Dante”, che giunge alla sua V edizione, dà la parola alla nuova generazione di creativi: ogni giorno alle 11 della mattina, per l’intera durata del festival, i Chiostri francescani accanto alla Tomba di Dante si trasformano in palcoscenico per spettacoli che ne celebrano, riscoprono, esplorano lo straordinario lascito.

Concerto straordinario di Riccardo Muti a conclusione delle celebrazioni dantesche

Riccardo Muti dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona in tre grandi concerti nelle tre città dantesche per eccellenza:

  • Ravenna, Piazza San Francesco, 12 settembre 2021;
  • Verona, 13 settembre 2021;
  • Firenze, 14 settembre 2021.