Michele de Pascale: Ravenna ama e onora Dante, è pronta per le celebrazioni e dà il benvenuto al Presidente foto

Il gran giorno è arrivato. Oggi sabato 5 settembre – in serata – a Ravenna si alza il sipario sulle celebrazioni italiane del Settimo Centenario di Dante Alighieri. Nell’occasione, Ravenna accoglie il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha voluto onorare la città e Dante con la sua presenza, di altissimo valore simbolico, a suggello di un momento storico per la cultura italiana e per la comunità che custodisce le spoglie del poeta. Questo malgrado tutte le legittime preoccupazioni generate dalla pandemia che flagella il paese e il mondo da otto mesi. Diversi i luoghi toccati dalla manifestazione inaugurale. La Tomba di Dante che verrà riscoperta e riconsegnata alla città dopo l’opera di restauro, insieme al Quadrarco di Braccioforte. La vicina Piazza San Francesco, dove saranno ospitate le autorità e le persone invitate alla cerimonia (in Piazza San Francesco si accede solo su invito). Infine, Piazza del Popolo dove è stato installato un maxischermo per i cittadini che vogliono seguire in diretta l’evento. La cerimonia sarà organizzata per evitare assembramenti e nel rispetto delle norme di sicurezza e delle disposizioni anti-Covid. Come abbiamo già riferito, tutta la manifestazione sarà trasmessa anche in diretta streaming gratuita su ravennafestival.live.

Un orgoglioso Michele de Pascale, quasi si sentisse puro e disposto a salire a le stelle” (Purgatorio, XXXIII, 144), si appresta ad accogliere il Presidente e le altre autorità per inaugurare le celebrazioni del Settimo Centenario; il Sindaco si sente investito di “onore immenso” e allo stesso tempo di un “immenso onere” per il grande significato che queste celebrazioni assumono per Ravenna. Ma è sicuro che la città è pronta con un programma “all’altezza delle aspettative e soprattutto all’altezza del dovere che noi Ravennati abbiamo di onorare Dante.”

Tomba di Dante

Progetto originale della Tomba di Dante

L’INTERVISTA

Sindaco Michele de Pascale, presentando il programma delle celebrazioni dantesche il 30 luglio al Teatro Rasi, lei disse che dobbiamo partire dalle domande, dagli interrogativi, quali sono cioè gli obiettivi più significativi di questo evento eccezionale. Ecco, questa domanda gliela rifaccio ora.

“Gli obiettivi sono diversi e tutti di grande importanza. In primo luogo, celebrare Dante per noi è un grande dovere. Ravenna ha ricevuto dalla storia un onore immenso, l’onore di ospitare le spoglie mortali di uno dei più grandi poeti del mondo, forse il più grande. Sono settecento anni che generazioni e generazioni di Ravennati beneficiano di questa presenza che li ispira, ispira soprattutto gli artisti, ma non solo. Dante ha fatto tantissimo per Ravenna, l’ha cambiata, ha influenzato ciò che siamo, fa parte della nostra identità. Quindi il primo dovere che ha Ravenna è onorare degnamente Dante, padre della nostra lingua, uno dei padri della nostra cultura nazionale.”

Al di là delle celebrazioni, si parla spesso del lascito dantesco. Quanto è ancora vivo Dante? Che cosa dice Dante ai contemporanei?

“Dante continua a essere presente, a ispirarci. Ispira gli artisti di oggi, in particolare. Nel programma delle celebrazioni per il Settimo Centenario c’è un ricco calendario di eventi con tanti protagonisti che dialogano con Dante e la sua opera, in campi diversissimi fra loro, in maniera trasversale. A settecento anni dalla morte l’opera di Dante continua dunque a parlarci, è qui con noi, ispira profondamente gli artisti e gli intellettuali di oggi.”

Che cosa rappresentano le celebrazioni che si aprono oggi per Ravenna?

“Intanto è una grande festa della cultura in onore di Dante. Ed è la consacrazione della nostra città nel panorama dell’offerta culturale nazionale e delle città d’arte del nostro paese. Dopo settecento anni chiediamo ancora a Dante di essere per noi in questo anno speciale l’apice, l’eccellenza dell’offerta culturale della città, che è coinvolta tutta in queste celebrazioni. È una grande vetrina per mostrare all’Italia e al mondo quello che Ravenna è. Non ultimo, il Settimo Centenario mostra al mondo una cosa unica, l’amore di una comunità intera e di centinaia, migliaia di cittadini per Dante, per il poeta, il grande intellettuale, l’esule. Tutta la città, dai bambini delle scuole agli anziani dei nostri centri sociali fino a tutte le associazioni e istituzioni culturali. Lo testimoniano le tante chiamate a cui i cittadini rispondono con entusiasmo nel nome e per amore di Dante. Questo amore diffuso e questo senso di identità collettiva cementato intorno alla figura di Dante noi lo diamo per scontato, ma visto da fuori non è così scontato. Mi piace ricordare un fatto storico rilevante e significativo: subito dopo la guerra una delle prime cose che Zalet, Gino Gatta, il Sindaco della Liberazione, decise, fu di ripristinare le Letture Classensi per Dante. Ecco, questo amore è una cosa bellissima, che abbiamo il dovere di coltivare e di mostrare al mondo intero.”

Lei ha parlato di consacrazione di Ravenna. E quale migliore consacrazione della presenza a Ravenna del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella giornata che inaugura l’anno dantesco in Italia?

“Sì. È un grande onore ospitare per la seconda volta in pochi mesi a Ravenna il Presidente della Repubblica, che era venuto già nel novembre scorso per la celebrazione di un’altra figura molto importante nella storia di Ravenna, Benigno Zaccagnini. Il Presidente da tempo aveva anticipato la sua disponibilità a rendere omaggio a Dante a Ravenna in occasione del Settimo Centenario e gli siamo due volte riconoscenti di avere tenuto fede al suo impegno malgrado la situazione che si è venuta a creare con il Coronavirus, che ci ha impedito di organizzare iniziative partecipate come avremmo voluto. La presenza del Presidente Mattarella è comunque il tributo più grande e più alto che Ravenna potesse offrire a Dante e alla comunità nazionale per il Centenario. Oltre al Presidente, voglio ricordare anche alcune delle altre cariche istituzionali che hanno assicurato la loro presenza a Ravenna: la Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, il Ministro della Cultura Dario Franceschini, il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura David Ermini (il CSM è presieduto dallo stesso Mattarella, ndr), i Presidenti delle Commissioni Cultura della Camera e del Senato, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il Magnifico Rettore dell’Alma Mater Francesco Ubertini, i Sindaci di Firenze e Verona, Dario Nardella e Federico Sboarina, a completare il trittico delle città dantesche.”

Peccato non potere celebrare l’evento con una grande partecipazione popolare.

“Sì, è un peccato, avevamo immaginato qualcosa di molto diverso, con il coinvolgimento della città intera. Ma per le ragioni che conosciamo tutti non si può fare. Per il necessario rispetto delle misure anticovid la partecipazione alla cerimonia presso la Tomba e il successivo concerto in Piazza San Francesco, seguito dalla lettura del canto XXXIII del Paradiso da parte dell’attore Elio Germano, sono a invito. Ma la serata potrà comunque essere vissuta da tutti i cittadini e i turisti presenti a Ravenna. Abbiamo installato infatti un maxischermo in Piazza del Popolo, dove saranno collocate, nel rispetto del distanziamento, 400 sedute, a disposizione di tutti. Tutto sarà inoltre trasmesso in streaming su ravennafestival.live, dove rimarrà visibile per trenta giorni. Sono previsti anche servizi su TG2, Rai Quirinale e Rai Cultura e la copertura in diretta sul Canale 15 del digitale terrestre.”

Sindaco, non capita tutti i giorni di celebrare un Centenario Dantesco. Lei personalmente si sente una responsabilità particolare sulle spalle?

“Direi che capita solo ogni 100 anni e non è toccato a molti Sindaci prima di me (ride, ndr). Certo, per me essere Sindaco in occasione di queste celebrazioni è un onore immenso. Allo stesso tempo è un immenso onere, sento tutta la responsabilità del momento. Ma sono certo che la nostra città è pronta e saprà accogliere il Presidente e celebrare Dante nella migliore maniera possibile.”

Nelle settimane scorse ci sono state molte polemiche in città su queste celebrazioni, sono state sollevate critiche al programma, qualcuno lo ha giudicato non all’altezza. Lei che cosa risponde?

“Le polemiche sono sempre e assolutamente legittime. Tutte le opinioni sono importanti quando si opera in campo culturale. C’è sempre chi è entusiasta e chi è super critico. Chi è d’accordo e chi no. E nessuno può arrogarsi il diritto di detenere verità assolute. Spesso noi vediamo solo l’aspetto negativo delle polemiche in ambito culturale, io ci voglio vedere anche l’aspetto positivo. Non è scontato che una città discuta in modo così animato e appassionato sulla cultura e sul livello degli eventi proposti. Questo dà il senso di una città esigente, attenta, che ama la cultura e la mette al centro. Questo mi piace e non avviene ovunque, vi posso assicurare. Altri discutono con veemenza magari su altre cose, io invece sono fiero di essere il Sindaco di una città che si appassiona così tanto alle celebrazioni dantesche. E credo che questo lo dobbiamo anche alla presenza di Dante a Ravenna.”

Fin qui siamo al metodo, ma nella sostanza che cosa pensa di quelle critiche? Il programma per lei è all’altezza della sfida?

“Certamente sì. E la presenza di Mattarella a Ravenna piuttosto che i concerti di Muti che concluderanno il programma l’anno prossimo ne sono solo due esempi. Potrei ricordare il prossimo Ravenna Festival che dedicherà a Dante grande parte del programma con la drammaturgia del Paradiso messa in scena da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari delle Albe, insieme alla proposizione della rappresentazione di tutte le tre Cantiche. Ma poi ci sono gli interventi strutturali nella Zona del Silenzio con la Tomba restaurata, il Quadrarco, il nuovo Museo Dantesco e la prossima Casa Dante che daranno vita ad un percorso di visita più ricco, interessante e intenso, creando un polo di attrazione che rafforzerà l’identità dantesca della città. Abbiamo in programma tre mostre importanti e tanti altri eventi. Certo mi dispiace che a volte si tirino delle conclusioni e si boccino degli eventi o delle celebrazioni prima ancora di conoscerne il programma o prima che gli eventi abbiano luogo. Ma tornando al programma, io sono convinto che il lavoro fatto dalla nostra comunità in questa occasione sia assolutamente di grande livello, all’altezza delle aspettative e soprattutto all’altezza del dovere che noi Ravennati abbiamo di onorare Dante.”

Si è parlato molto di mostre e prestiti mancati negli ultimi tempi. La collaborazione annunciata con gli Uffizi è una risposta in questo senso?

“Sulle polemiche ho già detto. Invece mi lasci dire che sono orgoglioso della collaborazione tra Ravenna e gli Uffizi, una delle istituzioni culturali più prestigiose del mondo, nel nome di Dante. A testimonianza del profondo legame tra Firenze e Ravenna, la Galleria degli Uffizi e il Comune di Ravenna hanno infatti firmato un accordo di collaborazione pluriennale. Così la mostra “Le Arti al tempo dell’esilio” allestita dal 6 marzo al 4 luglio 2021 nella chiesa di San Romualdo a Ravenna, potrà contare su due capolavori degli Uffizi: il Polittico di Badia di Giotto e San Francesco riceve le stimmate del Maestro della Croce 434. Ma da qui partirà anche una collaborazione pluriennale con gli Uffizi con opere a tema dantesco che saranno esposte a Casa Dante. Un prestito quinquennale che costituirà una sorta di sezione dantesca degli Uffizi a Ravenna. Inoltre nascerà una nuova tradizione, come avviene già da moltissimi anni attraverso il dono dell’olio alla Tomba del sommo poeta: cioè un prestito annuale da parte degli Uffizi alla nostra città in onore a Dante. Come ho già avuto modo di dire, abbiamo percepito una grande visione e una grande generosità da parte del direttore degli Uffizi Eike Schmidt. Questo permetterà a cittadini e visitatori di Ravenna, non solo durante le celebrazioni del 700° anniversario della morte, ma negli anni a venire di essere partecipi di un percorso culturale di altissimo livello.”

A proposito di intervento strutturale, questa sera alle 20.30 si scopre la nuova Tomba di Dante. Com’è?

“È bellissima. È stata svolta un’opera di restauro molto accurata, la più importante degli ultimi due secoli. Sarà restituita al pubblico l’immagine della Tomba più prossima all’originale del Camillo Morigia. E dal 6 settembre partiranno visite guidate per visitarla, anzi per rivisitarla. Invito tutti i Ravennati e non solo loro, a riscoprire questo nostro gioiello che custodisce le spoglie di Dante.”

Nelle foto: Michele de Pascale con Eike Schmidt, Elio Germano, Yulianna Avdeeva, Voces Suaves

Eike Schmidt a Ravenna: il Direttore delle Gallerie degli Uffizi visita la Tomba di Dante
Elio Germano
Yulianna Avdeeva
Voces Suaves

IL PROGRAMMA DELLA SERATA DI SABATO 5 SETTEMBRE

Le celebrazioni nazionali del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri si aprono dunque a Ravenna sabato 5 settembre con l’inaugurazione alle 20.30 della Tomba progettata da Camillo Morigia e del Quadrarco di Braccioforte appena restaurati. Per il necessario rispetto delle misure anticovid la partecipazione alla cerimonia, a partire dalle 20.30, e il successivo concerto in Piazza San Francesco, seguito dalla lettura del canto XXXIII del Paradiso da parte dell’attore Elio Germano, sono a invito, ma la serata potrà comunque essere vissuta da tutti i cittadini e i turisti presenti. Come si diceva, il concerto sarà infatti visibile attraverso un maxischermo dalla vicinissima piazza del Popolo, dove saranno collocate, nel rispetto del distanziamento, 400 sedute, a disposizione di tutti. Sarà inoltre visibile in streaming su ravennafestival.live, dove rimarrà visibile per trenta giorni.

In occasione dell’evento sarà poi proposta, in collaborazione con l’Opera di Religione, un’edizione speciale di Mosaico di Notte, con visite guidate alle basiliche di Sant’Apollinare Nuovo e San Vitale e al Mausoleo di Galla Placidia, in tre turni, alle 18.30, alle 19 e alle 19.30 (vedi comunicato allegato). Ancora, la Domus dei Tappeti di Pietra sarà aperta fino alle 21 e palazzo Rasponi dalle Teste fino alle 23.

Il solenne evento della riapertura della Tomba e del vicino Quadrarco di Braccioforte sarà suggellato da un momento musicale e artistico, a cura di Fondazione Ravenna Manifestazioni. Dopo tutto il rapporto che lega Dante alla musica è strettissimo, non solo per gli innumerevoli riferimenti che popolano la Commedia e testimoniano quanto Dante fosse un colto osservatore dei fermenti musicali del proprio tempo, ma anche per l’intrinseca musicalità dei suoi versi, capaci di affascinare e ispirare musicisti di ogni epoca. L’ensemble vocale Voces Suaves per la prima parte della serata – quella che incornicia l’inaugurazione del monumento funebre restaurato – propongono Quivi sospiri dal Secondo libro di madrigali a cinque voci (1576) del ferrarese Luzzasco Luzzaschi, maestro del più celebre Girolamo Frescobaldi, con cui ci si affaccia alla prima Cantica a udire le infernali “voci alte e fioche” e “le orribili favelle” descritte nel Canto III. A concludere l’atto solenne Io sono amore angelico di Joanne Metcalf, brano tratto da Il nome del bel fior che la compositrice statunitense ha composto per l’Hilliard Ensemble nel 1988 sui versi del Canto XXIII del Paradiso.

Il concerto in Piazza San Francesco si apre con la Fantasia quasi Sonata. Après une lecture de Dante ultimata da Franz Liszt nel 1849. Tra i brani più ardui di tutto il repertorio pianistico, nel quale Liszt raffigura alcuni momenti della Commedia fra cui anche l’episodio di Paolo e Francesca, la Fantasia è affidata a Yulianna Avdeeva, vincitrice del prestigioso Premio Chopin. Segue un altro quadro dantesco, Il conte Ugolino di Gaetano Donizetti, avvincente e tragico brano caratterizzato da una variatissima tavolozza di intenzioni; a intonare la parte che nel 1826 fu del celebre basso Luigi Lablache, dedicatario della composizione, è oggi il baritono Luca Micheletti accompagnato al pianoforte da Davide Cavalli.

Conclude l’affresco dantesco la parola nuda: Elio Germano, uno dei più talentuosi attori della scena italiana, è chiamato a leggere il Canto che chiude la Commedia, sigillo a quello straordinario viaggio nella natura stessa dell’uomo e del suo rapporto con l’inesprimibile eternità.

Con la regia del Comune di Ravenna, il sostegno della Regione, l’apporto del Comitato Dantesco di Ravenna e il coinvolgimento delle realtà culturali del territorio, la città accoglierà dal 5 settembre e per un intero anno un complesso di iniziative che comprendono eventi istituzionali, letterari, espositivi, performativi, didattici e di ricerca. Si rinnova così una tradizione ininterrotta: da sempre Dante rappresenta per Ravenna l’oggetto di una progettualità condivisa, che sa suscitare l’interesse, la riflessione e la creatività di tutti, in un capillare dialogo tra eventi di portata internazionale e occasioni di partecipazione diffusa. Il calendario di appuntamenti e iniziative dedicati al padre della lingua italiana continuerà fino a domenica 12 settembre 2021, quando Riccardo Muti salirà sul podio per un concerto in piazza San Francesco. Parte integrante di un percorso di condivisione tra le città dantesche, il concerto sarà replicato anche a Firenze e Verona.

www.vivadante.it

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RavennaNotizie, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da davide

    foto d’archivio o sindaco e presidente sono negazionisti del virus? no mascherina e no distanza sociale? anzi si danno la mano! follie in questi giorni di pandemia! evviva Dante che recitava “lasciate ogni speranza, o voi che entrate”, poveri studenti 2020-2021…..

  2. Scritto da Direttore

    Signor Davide, perché voler sempre polemizzare sul nulla?! È del tutto evidente che è una foto d’archivio pre-Covid, anche perché il Presidente verrà a Ravenna e incontrerà il Sindaco solo questa sera. Quindi, ancora una volta, perché sempre e solo denigrare, sparlare, buttare fango, per il semplice gusto di farlo, parlando di cose che non c’entrano nulla e sfiorando perfino il ridicolo?! Guardi che la domanda non è retorica, il fatto è che proprio non capiamo e siamo francamente un po’ stufi dei leoni da tastiera che tutto sanno e tutto dicono, anche a capocchia. LA REDAZIONE

  3. Scritto da Pino

    Boh Davide sarà di destra dal commento e’ evidente

  4. Scritto da Sergio

    Esprimo la mia solidarietà a davide. La prima cosa che avevo notato anch’io nella foto era la mancanza di mascherine e già mi giravano le scatole. Sicuramente sarà successo anche a tanti altri. Non so se vi rendete conto voi della redazione che l’aria è notevolmente tesa e anche un’omissione da parte vostra nella foto della dicitura “foto d’archivio” può creare qualche problema a chi legge. Per il resto concordo con quanto scritto riguardo i leoni da tastiera ma non mi sembrava questo il caso.