Ravenna. Amore ed anarchia al centro di un incontro alla Biblioteca Oriani

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Prende il via venerdì 18 settembre alle 17.30, nella Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani”, il ciclo in due incontri “Eppur la nostra idea…”, dedicato alla storia dell’anarchismo e del socialismo libertario italiano tra Otto e Novecento.

Si inizia con la presentazione del libro del prof. Massimo Bucciantini (Università di Siena), Addio Lugano bella. Storie di ribelli, anarchici e lombrosiani (Einaudi 2020). Il volume, che sta riscuotendo grande successo di pubblico e di critica, narra una storia che si dipana tra l’Italia, la Svizzera e l’America, sulle tracce della famosissima canzone che dà il titolo al libro, e del suo autore, Pietro Gori, il “cavaliere errante dell’anarchia”, avvocato, sociologo, conferenziere e poeta, protagonista di una delle stagioni più tormentate della nazione. Un’epoca in cui l’antropologia criminale di Cesare Lombroso aveva il compito di costruire una sistematica rete di controllo per ogni tipo di “devianza”, anche quella politica, soprattutto quella anarchica che proclamava patria il mondo intero e unica legge la libertà. Un ideale di cui la canzone Il canto degli anarchici espulsi, meglio nota come Addio Lugano bella, composta da Gori alla fine di gennaio del 1895 mentre si trovava rinchiuso nelle carceri ticinesi, rappresenta a tutti gli effetti l’inno.

L’autore, introdotto dal direttore della Biblioteca Oriani Alessandro Luparini, ne discuterà col prof. Massimo Baioni (Università di Milano). All’incontro sarà presente Gianluigi Tartaull, noto studioso e interprete di musica popolare, che eseguirà dal vivo per voce e chitarra Addio Lugano bella e altri celebri canti della tradizione internazionalista tardo ottocentesca.

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