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Ivan Simonini: il bècco del pellicano e il bècco del pavone

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Come il pellicano, che pare nutra i propri piccoli affamati, col proprio sangue e la propria carne, squarciandosi il petto col bécco, nella simbologia cristiana anche il pavone rappresenta Cristo. Ma mentre il pellicano è introvabile nell’arte paleocristiana ravennate, il pavone fa bella mostra di sé ovunque: mosaici, sculture, sarcofagi. Forse perché il pellicano rappresenta il sacrificio di Cristo e il pavone invece il trionfo di Cristo. Nei nostri cicli musivi, come nel Poema Dantesco, Cristo non è mai raffigurato crocifisso ma sempre trionfante (seppure grazie alla croce). Nell’iconologia cattolica il pavone è la resurrezione – dunque l’immortalità – e il suo ventaglio (prerogativa del maschio) è la manifestazione del trionfo, mentre le tre piume nere che reca in fronte rappresentano a Trinità.

Nel suo libro ormai storico “Gli uccelli nei mosaici bizantini” (1995, Edizioni del Girasole) Azelio Ortali, mitico direttore del Museo Ornitologico e di Scienze Naturali a quel tempo ospitato nella Loggetta Lombardesca, mise in copertina questo sontuoso mosaico pavimentale proveniente dalla Basilica di San Probo presso Classe e ottimamente restaurato dall’Istituto d’Arte per il Mosaico oltre trent’anni fa (nella foto).

Pavone

Tra i mosaici di San Vitale (a differenza di quelli probiani possiamo ancora ammirarli) è un vero tripudio del pavone che, con aquile e colombi, è l’uccello più invadente del sito Unesco di Ravenna. A San Vitale lo troviamo in ogni angolo, sul pavimento, sulle pareti mosaicate, vicino alle finestre laterali dell’abside. Addirittura, nella cupola dell’abside vediamo due enormi e stupefacenti ventagli scintillanti di colori ai lati dell’agnello mistico.

Pavone

Il malizioso geniale mosaicista di San Vitale pensò bene di scolpirlo a mosaico anche mentre litiga con un colombo in una divertente sceneggiatura: prima si volta repentinamente e si accorge di essere pedinato dal più piccolo concorrente, poi si lancia contro il colombo perché cessi di importunarlo: il mistero trinitario (vessillo del pavone) rimane inaccessibile al colombo, che è pur simbolo dello Spirito Santo, ma ha appunto come vessillo una sola Persona della Trinità. Il “dibattito teologico” tra il colombo e il pavone è stato riprodotto nel libro di Ortali nei due disegni che seguono.

Disegno
Disegno

Come si vede, guardato male dal pavone, prima il colombo si arresta quasi sorpreso e ammutolito e dopo, quando il pavone avvia la caccia, se la da a zampe levate perché sa bene che il bècco del pavone è molto doloroso.

La straordinaria colonia di trenta pavoni che ha eletto suo territorio il paese di Punta Marina merita una riflessione ulteriore sia da parte degli abitanti del lido sia da parte degli Assessori competenti: potrebbe essere una “manna” invece che una “maledizione”. E smembrarla in varie località farebbe nel tempo solo moltiplicare il problema senza risolverlo. Infinitamente più saggio, con un po’ di fantasia, sarebbe risolverlo in loco, magari trasformando il luogo stesso in una meta dei naturalisti curiosi e del turismo religioso colto.

Occhio dunque ai pavoni prima di decisioni superficiali e affrettate. Tanto più che anche i pellicani rappresentano Cristo (l’altra parte di Cristo, quella umana) e, pescatori e nuotatori provetti come sono, ci metterebbero poco a giungere in soccorso dei loro nobili fratelli pennuti minacciati di diaspora. E il bècco del pellicano è molto più grosso e poderoso del bècco del pavone.

Ivan Simonini – saggista ed editore

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