L’assessora Signorino su chiusura settore culturale: “Decide la scienza. Faremo ogni sforzo per non lasciare indietro nessuno”

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Il mondo della cultura è in fibrillazione dopo lo stop imposto agli operatori culturali dall’ultimo DPCM, per contenere l’ascesa dei contagi da coronavirus, che pare inarrestabile. Numerosi sono gli appelli lanciati per cercare di far cambiare idea a Conte e al Governo e indurli a rivedere le disposizioni fin qui prese. Abbiamo chiesto all’assessora alla cultura del Comune di Ravenna, Elsa Signorino, la sua posizione in merito e se teme che il settore culturale a livello locale possa non reggere al contraccolpo di una nuova chiusura.

“Considero i luoghi di cultura essenziali e la cultura un bene essenziale – ha precisato Signorino -, sempre e comunque e a maggior ragione in momenti difficili come questo. Come amministrazione comunale, ma prima ancora come città di Ravenna, siamo stati i primi a riaprire i luoghi della cultura non appena è stato possibile, dopo il lungo periodo di segregazione della primavera scorsa. Ritengo che, stante la situazione epidemiologica, debba essere fatto ogni possibile sforzo per garantire la sicurezza delle persone. In questa particolare contingenza, l’ultima parola deve spettare alle autorità sanitarie”.

Teme che alcune realtà del ravennate possano non reggere a questo ulteriore colpo?

“Io sono assolutamente certa che terremo duro. Non sarà facile ma, per quanto compete a noi come Amministrazione comunale, stiamo facendo e faremo ogni possibile passo per sostenere tutte le nostre realtà”.

Proprio in queste ore l’assessora è impegnata in contatti con gli operatori culturali della città, organizzando incontri per fare il punto della situazione. “Naturalmente – precisa -, lo sforzo che dobbiamo fare come amministrazioni pubbliche è uno sforzo preciso e puntuale per mettere in campo tutte le azioni possibili e immaginabili per sostenere il settore dello spettacolo, lo dobbiamo fare ad ogni livello e per quanto mi riguarda, come Amministrazione comunale lo faremo. A breve solleciterò anche una riunione con l’assessore regionale, per unire le forze e fare quanto serve”.

Sugli aiuti promessi dal Governo, l’assessora aggiunge che serve uno sforzo per coprire le situazioni di criticità, non solo dei gruppi e delle associazioni che fanno cultura, ma anche a livello di singoli artisti, che vivono situazioni di debolezza e hanno strumenti di protezione limitata. “Questa situazione che stiamo vivendo – spiega Signorino – ha portato con forza alla luce che tutto un sistema di professioni nel mondo della cultura ha livelli di protezione sociale molto fragili. Dobbiamo cogliere l’occasione per un ripensamento complessivo sul sistema delle protezioni nel mondo della cultura. I provvedimenti di ristoro che il Governo sta predisponendo devono essere tali da farsi carico anche di questa fragilità”.

Gli assessori di alcune grandi città hanno lanciato un appello al Governo per rivedere le decisioni prese sul settore culturale. Lei come si pone?

“Ripeto che considero la cultura un bene essenziale. Detto questo, la mia opinione è che in una situazione di grande preoccupazione come quella che stiamo vivendo, ci sia la responsabilità delle autorità sanitarie e di coloro che hanno competenze scientifiche, che deve indicarci la strada da percorrere”.

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