Tiziano Mazzoni, Teatro Socjale di Piangipane: questa forzata inattività rischia di spegnere la nostra esperienza

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Il Teatro Socjale di Piangipane avrebbe dovuto aprire la sua nuova stagione il 6 novembre, presentata in conferenza stampa il 19 ottobre scorso. Il nuovo Dpcm di domenica ha azzoppato anche il nuovo cartellone, dopo avere dimezzato quello del centenario del teatro. Amareggiato il Presidente della Fondazione Teatro Socjale, Tiziano Mazzoni.

“Sono veramente amareggiato per i provvedimenti che bloccano qualsiasi manifestazione artistica, culturale e di spettacolo. Lo sono nel prendere atto che per qualcuno la cultura è una attività superflua. Lo sono per l’intero settore che vede frustati gli sforzi di gestire le proprie attività con responsabilità ed in sicurezza. E dopo aver fatto importanti sacrifici ed investimenti per continuare a vivere ed offrire agli spettatori una fondamentale opportunità di svago e serenità (indispensabile in qualsiasi momento della vita, anche quelli più tragici). Sono amareggiato per gli operatori tecnici ed artistici del settore. Oltre ai pochissimi “grandi artisti”, una miriade di persone che vive (a fatica) del proprio lavoro e del proprio talento. – scrive Mazzoni su Facebook – Da quasi un anno molti fanno fatica a coniugare il pranzo con la cena! Mi auguro almeno che velocemente vengano “ristorati economicamente” in modo adeguato. Lo sono per il Teatro Socjale. Nessuno dei volontari ricava reddito dalla sua gestione anzi, sin dalla sua nascita, molti dedicano tempo, energie e risorse proprie alla sua attività. Sono i volontari che lo tengono in vita. Ma questa forzata inattività rischia di spegnerlo. Avevamo lanciato la nuova programmazione musicale per mantenere viva questa esperienza, anche in vista delle attività previste per ricordare il centenario della sua fondazione. Avevamo scommesso sul valore della cultura. Adottando tutte le necessarie misure di sicurezza. Oggi ci dobbiamo fermare. E lo facciamo con un grande peso nel cuore.”

“Non nego la drammaticità del periodo e nemmeno che la salute debba essere considerata il bene supremo. Ci mancherebbe! Ma mi permetto di esprimere grande disappunto per provvedimenti che non tengono conto delle “differenze” che emergono e sono evidenti a tutti. Nei territori, fra le diverse attività economiche, nella oggettiva diversa “pericolosità” delle attività sociali. E per l’incapacità di cogliere i veri problemi della nostra società. – continua Mazzoni – Abbiamo avuto sei mesi per potenziare didattica, trasporti, sanità, educazione civica e sanitaria, capacità di controllo e repressione dei comportamenti sbagliati. Non tutti lo hanno fatto, a tutti i livelli. E dopo un’estate di “liberi tutti”, all’inevitabile riemergere dei problemi e prendendo atto che la situazione precipita, si risponde con il taglio drastico e generalizzato di gran parte di quello che non è manifattura ed istruzione. Come se i comportamenti fossero tutti uguali ed i cittadini fossero incapaci, sempre, di agire responsabilmente. Penso sia bene che chi ne ha la responsabilità faccia uno sforzo ulteriore di riflessione. Si deve pretendere dai cittadini alto senso di responsabilità. Ma li si deve anche lasciar vivere, economicamente ed intellettualmente” conclude Tiziano Mazzoni, Presidente della Fondazione Teatro Socjale.

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