Centri musicali ravennati alle prese con il Dpcm del 24 ottobre: due testimonianze di buon senso

Il Dpcm del 24 ottobre 2020 emanato dal Governo Conte ha fortemente agitato il mondo dello spettacolo, duramente colpito dai provvedimenti governativi in un momento di grandissima difficoltà causa protrarsi della pandemia Covid-19. Il mondo del cinema, dei teatri, della musica ha sin ora manifestato compatto contro il decreto che impone, de facto, la chiusura di cinema e teatri sino al 24 novembre. Abbiamo raccolto la testimonianza di due storici centri musicali del comune di Ravenna, rispettivamente la scuola di Musica e di Danza Mikrokosmos e il centro di sala prove e studio di registrazione Studio 73.

“Non sono in grado di stabilire cosa sia meglio fare dal punto di vista politico, ma so per certo che la mia attività è dimezzata. Dal punto di vista economica è molto dura per tutti e credo sarà un anno ‘sospeso’ per il nostro centro” -afferma Barbara Valli, direttrice artistica e referente dello Studio Artistico Mikrokosmos, scendendo nei particolari- Le attività legate alla danza e alla musica d’insieme non sono possibili da organizzare per motivi facilmente intuibili. Le stanze a disposizione sono diminuite, diversi allievi vengono a provare ma poi rinunciano per paura, altri corsisti invece rinunciano direttamente”.

Mikrokosmos

Mikrokosmos 

Le attività alla Mikrokosmos tuttavia proseguono tra diverse difficoltà grazie ad un numero sufficiente di allievi e ad attività sostitutive: “Fortunatamente possiamo contare su diversi allievi” -conferma Barbara Valli, descrivendo le nuove attività- “Al posto della danza abbiamo altre attività come corsi di disegno, corsi musical (ospitati presso il nostro centro con rimodulazione delle attività in forma statica). Alla Mikrokosmos abbiamo spazi e aule molto ampie (25/30 metri quadri in media) e riusciamo a contenere un numero discreto di ragazzi per volta (due persone, ad esempio insegnante e allievo. In queste circostanze particolari possiamo utilizzare anche i saloni più grandi dove solitamente si tenevano i corsi di danza, ma stiamo sempre sotto il massimo possibile di persone consentite. Abbiamo inoltre introdotto segnaletiche sui pavimenti, stabilendo porte differenti per l’entrata e l’uscita nelle stanze del centro in modo da non creare assembramenti o situazioni potenzialmente pericolose”. Quanto al rispetto delle normative, Barbara ci spiega che “i musicisti in sala mantengono il corretto distanziamento potendo contare su una corretta circolazione dell’aria valutata in base alla capienza delle rispettive stanze. I ragazzi in sala prove tengono tutti la mascherina a parte il cantante che si serve di un leggio ricoperto di plexiglass / schermo protettivo. Il centro musicale Mikrokosmos cerca di andare avanti con il massimo delle precauzioni possibili. Non facciamo entrare persone in sala d’aspetto, i genitori lasciano i figli alla scuola e poi tornano a prenderli”.

Barbara_Valli

Barbara Valli

Riccardo Pasini, produttore e musicista affermato nonché referente dello Studio 73 di Ravenna nel suo intervento ha esordito chiarendo quali conseguenze ha avuto l’ultimo Dpcm sulle attività dello Studio 73:  “Al momento il nuovo Dpcm non ha introdotto nuove limitazioni a quelle già esistenti, dedichiamo maggiore attenzione affinché  ad ogni ingresso vengano rispettate tutte le misure anti contagio in ottemperanza ai protocolli nazionali e regionali”. Il rispetto delle normative previste per ambienti chiusi come sale prove e studi di registrazione è puntualmente rispettato dallo Studio 73, come confermato da Pasini: “Il numero degli accessi nelle singole sale prove è limitato e può avvenire solo su prenotazione. Chiariamoci, l’accesso allo studio di registrazione è sempre stato esclusivamente su prenotazione, ma l’accesso è stato ulteriormente limitato sempre per garantire un buon distanziamento. Non sono ammessi più di 5 utenti a sessione, in modo da garantire un distanziamento di almeno un metro tra i singoli componenti di uno stesso gruppo. Chiaramente è obbligatorio l’uso della mascherina e l’igienizzazione delle mani. Riducendo il numero delle sessioni di prova in una giornata, con un intervallo di 30 minuti tra una sessione e l’altra consente di disinfettare i locali. Un intervallo di 30 minuti o più tra una sala e l’altra è concepito invece per evitare assembramenti nei corridoi o negli spazi comuni dello studio”. Il rispetto delle normative in ambienti chiusi viene garantito dallo Studio 73 anche applicando il contact tracing mediante compilazione di un registro delle presenze per almeno 14 giorni, sempre nel rispetto del trattamento dei dati personali.

Riccardo_Pasini

Riccardo Pasini

Pasini ci fornisce un quadro della situazione anche in merito al numero degli accessi allo Studio 73 in questo difficilissimo momento: “Riguardo alle sale prova non abbiamo notato un calo eccessivo. Certo, la limitazione oraria comporta minore disponibilità da parte nostra, però il fatto di poter provare in tutta sicurezza è un buon incentivo. Discorso diverso per lo studio: il calo è stato molto grande. Il nostro è uno studio molto piccolo che si rivolge principalmente a musicisti dell’underground musicale italiano, ragazzi che suonano per passione e divertimento. Qualcuno riesce a farlo di mestiere, ma la maggioranza lo fa a proprie spese. Ecco: in un periodo di totale incertezza come questo, non tutti hanno il coraggio di imbarcarsi nella realizzazione di un disco, quando magari ti hanno già fatto provare la cassa integrazione o ti hanno paventato un’ipotesi di licenziamento. Molti miei carissimi amici che erano prossimi alla registrazione preferiscono attendere e io li capisco benissimo”.

Studio 73

Sala di registrazione allo Studio 73

Ad essere colpita più duramente la dimensione dello spettacolo dal vivo: “Al momento le attività live sono totalmente ferme. Semplicemente non sopravvivono” afferma senza giri di parole Pasini, dicendosi disponibilissimo a collaborare per migliorare -si spera- a breve tempo la situazione locale: “Siamo e sempre saremo disposti a fare tutto il possibile per salvaguardare la sicurezza e la salute di tutte le persone che ci stanno intorno. Stringiamo i denti, tiriamo la cinghia e guardiamo avanti. Non abbiamo le competenze necessarie per esprimere un giudizio sulle limitazioni imposte dall’ultimo Dpcm. Le accettiamo nella speranza che possano portare ad un miglioramento”.

Pasini chiosa il suo intervento sottolineando pregi e difetti del mezzo streaming: “Un po’ aiuta, soprattutto a non lasciarsi andare! Per il resto, soprattutto a livello di sostentamento economico, non sono abbastanza. Molte band vivono suonando bene ai concerti e vendendo dischi e magliette in prima persona. In streaming questo non è possibile o in maniera molto limitata.  Però almeno tieni alta la curiosità sulla tua musica e si spera che la gente che prima ti ha sentito in streaming verrà poi, quando sarà di nuovo possibile, ai tuoi concerti!”